{"id":31880,"date":"2022-04-08T10:13:22","date_gmt":"2022-04-08T08:13:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=31880"},"modified":"2022-04-09T13:09:00","modified_gmt":"2022-04-09T11:09:00","slug":"tra-un-po-esco-in-bici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/04\/08\/tra-un-po-esco-in-bici\/","title":{"rendered":"Tra un po&#8217; esco in bici&#8230; (forse)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/03\/11\/un-triathlon-sul-gran-sasso-dove-osano-le-aquile-2\/imp2-3\/\" rel=\"attachment wp-att-29566\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-29566\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/imp2-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/imp2-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/imp2-768x430.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/imp2.jpg 876w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Oggi non si lavora: \u00e8 giorno di riposo. E allora oggi si potrebbe uscire in bici\u2026 Potrei scegliere una ciclabile. Potrei pedalare pi\u00f9 piano del solito stando con l\u2019orecchio pi\u00f9 teso del solito aspettando che il camion o il bus che stanno arrivando veloci alle spalle mi superino magari non troppo vicini. Cos\u00ec uno si prepara, \u00e8 pronto. Stringe forte il manubrio, mette gli indici sulle leve dei freni e trattiene il fiato in attesa di ballare un po\u2019, come quando sugli aerei ci sono i vuoti d\u2019aria. Potrei \u00a0stare con la mia ruota \u00a0sempre sulla linea bianca che segna la fine della carreggiata. Determinato, concentrato, preciso. Sfidare qualche buca, \u00a0i brecciolini \u00a0schizzati dalle auto, \u00a0qualche vetro, \u00a0quel gradino di catrame che, per risparmiare quando si riasfalta, resta qualche centimetro pi\u00f9 alto di quello che c\u2019era prima. Ed \u00e8 un attino farselo andare di traverso. \u00a0Va cos\u00ec. Una volta, quando c\u2019erano pi\u00f9 soldi Province e Comuni grattavano via quello vecchio e rifacevano la strada. Ora saltano un passaggio, \u00a0lo \u201cincollano\u201d sopra e buonanotte a tutti. Potrei far finta che non sia pericoloso, che non ci siano rischi, botte, incidenti, cadute. Che poi cadere in bici \u00e8 sempre strano perch\u00e8 uno pensa subito a rialzarsi e la prima cosa di cui si preoccupa \u00e8 la bici&#8230;Potrei convincermi che tutto questo allarme e questa paura siano solo la solita, mediatica esagerazione. La solita tiritera come l\u2019afa killer, il freddo killer\u2026 Tanti anni fa se una cosa la diceva il telegiornale era sicuramente vera, ci aveva scritto una canzone anche <strong>Enzo Jannacci.<\/strong> Ora non vale pi\u00f9 ed \u00e8 solo colpa nostra, di noi giornalisti. Per\u00f2 niente ansia, nessuna paura. Via i cattivi pensieri. Solo fatica, come sempre. Solo mal di gambe quando si comincia a \u201cmenare\u201d, solo gli insulti che ti vengono dal cuore all\u2019ennesima giornata di vento. \u00a0Sempre in faccia ovviamente. Potrei uscire in gruppo per una volta, anche se non mi piace. Perch\u00e8 correre, pedalare, arrivare in fondo a una gara a una certa et\u00e0 \u00e8 un conto che devi regolare con te stesso. Con i tuoi tempi, la tua voglia, la tua capacit\u00e0 di volerti bene o male, dipende dai punti di vista. Potrei uscire in gruppo per far stare pi\u00f9 tranquilla mia moglie. \u00a0Potrei uscire all\u2019alba tanto non fa pi\u00f9 tanto freddo. Per\u00f2 strade vuote, almeno per un paio d\u2019ore, una ottantina di chilometri. Bastano e avanzano per la mia razione \u201ck\u201d. Potrei caricare la bici in auto, saltar via l\u2019anello delle tangenziali, e andare a pedalare una salita di quelle tranquille, fuori mano, magrai in Oltrepo. Potrei per una volta anche pensare ad un litorale di quelli sfigati, non da turisti o a una collina desolata di un desolato entroterra. Potrei, per una volta, forse anche rinunciare\u2026E invece no. Potrei ma non posso perch\u00e8 mi viene la nausea a pensare che la mia bici mi possa far del male. Perch\u00e8 sono sempre andato in bici da quando ero piccolo. Perch\u00e8 ce l\u2019ho in sala da pranzo e la guardo ogni volta che le passo di fianco. Perch\u00e8 la sposto se vedo che tocca col cambio il divano. Perch\u00e8 pedalare mi riempie le giornate, me le fa svoltare quando non girano, mi fa stare bene. Benino adesso. Perch\u00e8 l\u2019emozione gioca brutti scherzi. Perch\u00e8 \u201ctengo famiglia\u201d e perch\u00e8 ci sono in giro un sacco di persone che quando guidano combattono una guerra che non ha nessun sensosoprattutto con quello che sta succedendo oggi. Non ce l\u2019ha mai un senso la guerra ma tra auto e bici, tra bici e camion tra bici e pedoni davvero non ce l\u2019ha. E allora? Allora tra un po&#8217; esco in bici. Forse faccio una ciclabile. Forse. Vedremo\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oggi non si lavora: \u00e8 giorno di riposo. E allora oggi si potrebbe uscire in bici\u2026 Potrei scegliere una ciclabile. Potrei pedalare pi\u00f9 piano del solito stando con l\u2019orecchio pi\u00f9 teso del solito aspettando che il camion o il bus che stanno arrivando veloci alle spalle mi superino magari non troppo vicini. Cos\u00ec uno si prepara, \u00e8 pronto. Stringe forte il manubrio, mette gli indici sulle leve dei freni e trattiene il fiato in attesa di ballare un po\u2019, come quando sugli aerei ci sono i vuoti d\u2019aria. 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