{"id":32393,"date":"2022-07-07T19:29:33","date_gmt":"2022-07-07T17:29:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=32393"},"modified":"2022-07-07T20:41:59","modified_gmt":"2022-07-07T18:41:59","slug":"saronni-altra-fucilata-e-ambasciatore-di-milano-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/07\/07\/saronni-altra-fucilata-e-ambasciatore-di-milano-nel-mondo\/","title":{"rendered":"Saronni, un&#8217;altra fucilata: \u00e8 ambasciatore di Milano nel mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/07\/07\/saronni-altra-fucilata-e-ambasciatore-di-milano-nel-mondo\/fot_00676260-scaled\/\" rel=\"attachment wp-att-32395\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-32395\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/07\/FOT_00676260-scaled-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/07\/FOT_00676260-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/07\/FOT_00676260-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/07\/FOT_00676260-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/07\/FOT_00676260-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/07\/FOT_00676260-scaled-1.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel giorno in cui <strong>Tadej Pogacar<\/strong> prende dalle mani di un immenso <strong>Wout Van Aert<\/strong> la maglia gialla e spiega una volta per tutte che la differenza che rende grande il Tour e un po&#8217; pi\u00f9 piccolo (un bel po&#8217; pi\u00f9 piccolo) il Giro la fanno campioni come loro, <strong>Giuseppe Saronni<\/strong> viene nominato ambasciatore di Milano nel mondo. Pogacar alla Uae un lustro fa l&#8217;aveva portato lui, grazie ad una &#8220;dritta&#8221; di <strong>Andrej Hauptmann,<\/strong> ex corridore Lampre e amico suo\u00a0 che gli aveva segnalato quell&#8217;adolescente terribile con il motore di una fuoriserie. C&#8217;aveva visto lungo e non \u00e8 mai un caso. Non \u00e8 mai un caso quando c&#8217;\u00e8 di mezzo Saronni che pedalava e pensava veloce quando correva e continua a farlo adesso, come se avesse trovato il modo di fermare il tempo. E allora con la cantante e oggi manager musicale <strong>Caterina Caselli<\/strong> e l\u2019attore e regista <strong>Antonio Albanese<\/strong>\u00a0 Milano gli rende gloria: rappresenter\u00e0\u00a0 la citt\u00e0 nel mondo per tutto quest&#8217;anno. Un incarico di prestigio che gli \u00e8 stato conferito dal Centro Studi Grande Milano e dalla Fondazione Stelline che dal 2017 nomina donne e uomini del fare che hanno avuto un obiettivo importante da raggiungere e che si sono mostrati capaci di superare il limite, di andare oltre nella vita e nella professione, nell\u2019agire e nel lavoro, divenendo esempio e quindi modello da imitare. Da Carla Fracci\u00a0 a Fedele Confalonieri, da Marco Tronchetti Provera e Javier Zanetti \u00e8 in buona compagnia ma Saronni fa storia a s\u00e8. Per chi ama lo sport l&#8217;anno \u00e8 il 1982. Sono due i ricordi indelebili: <strong>Enzo Bearzot<\/strong>\u00a0che viene lanciato in aria dai suoi ragazzi al Bernabeu con al coppa del mondo tra le mani e\u00a0<strong>Beppe Saronni<\/strong>\u00a0campione iridato a Goodwood in Inghilterra con una volata formidabile che risucchia\u00a0 l\u2019americano\u00a0 <strong>Jonathan Boyer<\/strong> e rende vana la resistenza dell\u2019altro \u201cyankee\u201d<strong> Greg Lemond.<\/strong> Mai vista (e mai pi\u00f9 si vedr\u00e0) una cosa simile. \u201cUn sasso lanciato con una fionda\u2026\u201d scrisse qualcuno ma quello sprint venne consegnato alla storia come la \u201cFucilata di Goodwood\u201d. Altro venne ed altro verr\u00e0 perch\u00e8 Giuseppe Saronni per tutti &#8220;Beppe&#8221; belle pagine di ciclismo ne ha scritte anche quando ha smesso di pedalare. Da talent scout, da manager capace da reggere botta ai grandi gruppi che oggi dettano legge, da opinionista mai banale. Un piacere intervistarlo. Pochi mesi fa proprio sulle pagine del Giornale faceva il punto sullo stato di salute del ciclismo azzurro: &#8220;Facciamo finta di niente da troppo tempo, e ci nascondiamo dietro alla Roubaix di Colbrelli. Il ciclismo italiano lo vedo malissimo. Guardi le corse e ti chiedi: dove sono gli italiani? Non siamo pi\u00f9 protagonisti e soprattutto non ci sono italiani che corrono. Non ci sono pi\u00f9 i numeri, e sar\u00e0 sempre peggio&#8221;.\u00a0 Cos\u00ec, senza ipocrisia e senza tanti giri di parole. Lui pu\u00f2 permetterselo ed ora anche un po&#8217; di pi\u00f9:\u00a0 &#8220;ambasciator non porta pena&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel giorno in cui Tadej Pogacar prende dalle mani di un immenso Wout Van Aert la maglia gialla e spiega una volta per tutte che la differenza che rende grande il Tour e un po&#8217; pi\u00f9 piccolo (un bel po&#8217; pi\u00f9 piccolo) il Giro la fanno campioni come loro, Giuseppe Saronni viene nominato ambasciatore di Milano nel mondo. Pogacar alla Uae un lustro fa l&#8217;aveva portato lui, grazie ad una &#8220;dritta&#8221; di Andrej Hauptmann, ex corridore Lampre e amico suo\u00a0 che gli aveva segnalato quell&#8217;adolescente terribile con il motore di una fuoriserie. 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