{"id":32635,"date":"2022-08-20T15:23:13","date_gmt":"2022-08-20T13:23:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=32635"},"modified":"2022-08-20T17:04:47","modified_gmt":"2022-08-20T15:04:47","slug":"sono-in-pensione-ho-tempo-vado-in-bici-in-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/08\/20\/sono-in-pensione-ho-tempo-vado-in-bici-in-africa\/","title":{"rendered":"&#8220;Sono in pensione, ho tempo: vado in bici in Africa&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/08\/20\/sono-in-pensione-ho-tempo-vado-in-bici-in-africa\/pej\/\" rel=\"attachment wp-att-32636\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-32636\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/08\/pej-205x300.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/08\/pej-205x300.jpg 205w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/08\/pej.jpg 534w\" sizes=\"(max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/><\/a>\u00abFinalmente sono in pensione, ho tutto il tempo che voglio tempo e quindi ho deciso di fare ci\u00f2 che ho sempre sognato: vado in Sierra Leone in bici&#8230;\u00bb. <strong>Roberto Peia,<\/strong> 67 anni, padre di tre figli \u00absistemati\u00bb e nonno di due nipoti avrebbe potuto starsene tranquillo a Milano, magari dando ogni tanto una \u00abcontrollatina\u00bb ai cantieri della M4 che, anche se lentamente, stanno avanzando. E invece il 17 settembre parte per l\u2019Africa. Quasi novemila chilometri in cinque o sei mesi fino a Freetown in Sierra Leone a portare solidariet\u00e0 e (si spera) donazioni ai medici del Cuam, una associazione sanitaria di volontari che \u00e8 l\u00ec da 70 anni, che ha sfidato Ebola e guerra civile e dove il pi\u00f9 grande dei suoi figli lavorava come pediatra. \u00abS\u00ec il motivo \u00e8 quello- racconta- Mi piacerebbe che questo viaggio servisse a dare visibilit\u00e0 all\u2019attivit\u00e0 di questi medici che in cinque ospedali si trovano quotidianamente ad operare anche in condizioni estreme\u00bb. Ma non solo. Nel lungo tragitto che lo vedr\u00e0 partire dalla sua abitazione di San Donato e, dopo una prima tappa a Castellania (il paese di Fausto Coppi), scendere lungo il mediterraneo fino a Gibilterra per poi imbarcarsi verso il Marocco, ci sar\u00e0 tempo anche per fermarsi in Senegal. \u00abSi qui mi fermer\u00f2 a far visita Senegol, l\u2019associazione fondata da Tommaso Goisis che attraverso lo sport, in questo caso il calcio, aiuta e toglie dalla strada i bambini di quel Paese\u00bb.<br \/>\nRoberto Peia nella vita ha fatto molte cose. Il giornalista professionista, l\u2019addetto stampa, \u00e8 stato tra i primi ad \u00abaccogliere\u00bb Internet in Italia nella redazione di Virgilio.it e poi \u00e8 tornato alla passione della sua vita: la bici. \u00abHo fondato sedici anni fa a Milano gli Urban Bike messengers, la prima compagnia di corrieri che facevano consegne pedalando- racconta- e poi una decina di anni fa ho aperto \u201cUpcycle\u201c, il primo bike-caf\u00e8 della citt\u00e0, un luogo dove poter mangiare e bere bene, ma soprattutto dove abbiamo fatto cultura del pedale, ospitando eventi e serate con campioni come <strong>Moser, Bettini, Cassani<\/strong> e grandi cicloviaggiatori come <strong>Omar de Felice<\/strong> o<strong> Willy Mulonia.<\/strong> Diciamo che la voglia di fare un grande viaggio in bici mi \u00e8 venuta anche ascoltando i racconti di chi pedalando ha girato il mondo&#8230;\u00bb. Dicevano gli anziani tanti anni fa che \u00abla paglia vicino al fuoco brucia&#8230;\u00bb e cos\u00ec \u00e8 arrivata la decisione di partire in bici per l\u2019Africa: \u00abSe non lo faccio adesso non lo faccio mai pi\u00f9- spiega Peia- Anche perch\u00e8 ora ho tutto il tempo che mi serve, non ho smanie di prestazione e, forse anche grazie alle mie attivit\u00e0 precedenti, ho tanti sponsor che quando hanno saputo di questo progetto mi hanno aiutato a realizzarlo. C\u2019\u00e8 chi mi ha fornito la bici, chi le gomme, chi gli attrezzi per la manutenzione, chi la tenda e chi tutte le apparecchiature elettroniche di navigazione. Ora non mi resta che pedalare&#8230;\u00bb. Non sar\u00e0 semplice. La bici \u00abattrezzata\u00bb da viaggio peser\u00e0 una quarantina di chili e bisogner\u00e0 spingerla sperando che il vento non soffi in faccia e che, soprattutto in Africa, il meteo sia clemente. \u00abCerto un po\u2019 di ansia c\u2019\u00e8 ma non ho grandi paure- spiega- Ho studiato il percorso in modo di evitare le zone pi\u00f9 pericolose anche se ovviamente qualche rischio c\u2019\u00e8. Ma ad essere sincero la preoccupazione maggiore che ho \u00e8 quella di gestire l\u2019elettronica per comunicare, per raccontare il diario quotidiano del viaggio che mi serve per raccogliere fondi e dare visibilit\u00e0 alle associazioni che voglio sostenere attraverso il sito \u201cpeiapedala.it\u201c. Sono un \u201cboomer\u201c e quindi un po\u2019 mi preoccupo&#8230;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abFinalmente sono in pensione, ho tutto il tempo che voglio tempo e quindi ho deciso di fare ci\u00f2 che ho sempre sognato: vado in Sierra Leone in bici&#8230;\u00bb. Roberto Peia, 67 anni, padre di tre figli \u00absistemati\u00bb e nonno di due nipoti avrebbe potuto starsene tranquillo a Milano, magari dando ogni tanto una \u00abcontrollatina\u00bb ai cantieri della M4 che, anche se lentamente, stanno avanzando. E invece il 17 settembre parte per l\u2019Africa. 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