{"id":32713,"date":"2022-09-03T21:29:41","date_gmt":"2022-09-03T19:29:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=32713"},"modified":"2022-09-03T21:40:42","modified_gmt":"2022-09-03T19:40:42","slug":"undici-giorni-di-corsa-per-ricordare-gli-israeliani-uccisi-ai-giochi-del-72","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/09\/03\/undici-giorni-di-corsa-per-ricordare-gli-israeliani-uccisi-ai-giochi-del-72\/","title":{"rendered":"Undici giorni di corsa per ricordare gli israeliani uccisi ai Giochi del &#8217;72"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/09\/03\/undici-giorni-di-corsa-per-ricordare-gli-israeliani-uccisi-ai-giochi-del-72\/301863109_10159101153207689_1422093789482730350_n\/\" rel=\"attachment wp-att-32716\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-32716\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/09\/301863109_10159101153207689_1422093789482730350_n-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/09\/301863109_10159101153207689_1422093789482730350_n-150x150.png 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/09\/301863109_10159101153207689_1422093789482730350_n-300x300.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/09\/301863109_10159101153207689_1422093789482730350_n-1024x1024.png 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/09\/301863109_10159101153207689_1422093789482730350_n-768x768.png 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/09\/301863109_10159101153207689_1422093789482730350_n.png 1080w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Correranno 550 chilometri in 11 giorni. Undici\u00a0 come gli atleti israeliani uccisi il 5 settembre di cinquant&#8217;anni fa dai terroristi palestinesi ai Giochi di Monaco.\u00a0 Un&#8217;impresa che vedr\u00e0 protagonisti due runner israeliani per ricordare una delle pi\u00f9 grandi tragedie che lo sport abbia vissuto praticamente in diretta in un&#8217; Olimpiade diventata surreale e assurda, incapace di fermarsi davanti all&#8217;enormit\u00e0 che stava testimoniando. I due podisti correranno per onorare ogni giorno la memoria\u00a0 degli 11 atleti della nazionale israeliana assasinati: &#8220;Poich\u00e9 sono passati 50 anni dall&#8217;omicidio- spiegano-\u00a0 abbiamo deciso di correre da Budapest, in Ungheria, a Monaco, in Germania&#8230;&#8221;. Cinquant&#8217;anni fa, un incubo che non se ne va. E&#8217;\u00a0 5 settembre del 1972 quando un commando di otto palestinesi\u00a0 di &#8220;Settembre nero&#8221; fa irruzione, con fucili d&#8217;assalto Kalashnikov, bombe a mano ed esplosivi, nelle stanze della delegazione israeliana al villaggio olimpico in Konneley Strasse 5. I Giochi sono in pieno svolgimento.\u00a0 Sono per i tedeschi le Olimpiadi del riscatto\u00a0 che devono cancellare quelle del &#8217;36 organizzate dal regime nazista, un evento di sport e di pace che mostri al mondo che, ventisette anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e l&#8217;Olocausto, la Germania \u00e8 finalmente un altro Paese. Quindi poca polizia, poco esercito ma soprattutto niente armi e pochi controlli agli ingressi,\u00a0 tant&#8217;\u00e8 che i terroristi entrano nel villaggio fingendosi atleti e con le armi nelle borse. Alle\u00a0 \u00a04:10\u00a0 il blitz. Il commando palestinese entra negli alloggi della squadra israeliana: l&#8217;allenatore di wrestling Moshe Weinberg e il sollevatore di pesi massimi Yosef Romano\u00a0 reagiscono e vengono assassinati, qualcuno riesce a fuggire mentre altri nove atleti vengono fatti prigionieri e tenuti in ostaggio.\u00a0 Poco dopo la notizia fa il giro del mondo e comincia una trattativa drammatica. I terroristi dell&#8217;Olp chiedono il rilascio di 234 loro compagni palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, oltre che di Andreas Baader e Ulrike Meinhof, fondatori della Rote Armee Fraktion, detenuti in\u00a0 Germania occidentale. Chiedono anche la disponibilit\u00e0 di un aereo fuggire in un Paese arabo &#8220;amico&#8221;.\u00a0 Mentre i governi e i servizi di sicurezza provano a mettere a punto un\u00a0 piano per intervenire, incredibilmente le olimpiadi non si fermano. Ehud Barak, l&#8217;ex primo ministro israeliano che guida la Sayeret Matkal, la\u00a0 squadra di intervento ati-terrosrismo israeliana si offre di andare a Monaco per guidare con i suoi uomini un&#8217;operazione di salvataggio ma il cancelliere tedesco Willy Brandt rifiuta: la Costituzione tedesca non lo permette.\u00a0 Tocca ai servizi di sicurezza tedeschi intervenire. Ma il piano \u00e8 improvvisato e non funziona. L&#8217;unit\u00e0 di crisi tedesca offre ai terroristi\u00a0 un elicottero per trasportarli con gli ostaggi dal villaggio alla vicina Furstenbrock, una base aerea della Nato, e da l\u00ec, con un volo Lufthansa,\u00a0 ci sarebbe la possibilit\u00e0 di decollare per lo stato arabo che hanno chiesto. Ma \u00e8 una trappola e i &#8220;fedayyn&#8221; se ne accorgono.\u00a0 E&#8217; la fine.\u00a0 Aprono il fuoco sugli elicotteri, lanciano alcune granate ed uccidono i nove atleti della squadra israeliana. Nel conflitto a fuoco con le forze speciali tedesche rimangono uccisi anche cinque terroristi e un agente tedesco. Tre terroristi vengono catturati vivi. Intanto i Giochi continuano fino e solo alla fine, nello Stadio Olimpico di Monaco, viene organizzata una cerimonia di commemorazione a cui partecipano 80.000 persone e 3.000 atleti. E&#8217; passato mezzo secolo, ma questa storia fa ancora venire la pelle d&#8217;oca&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Correranno 550 chilometri in 11 giorni. Undici\u00a0 come gli atleti israeliani uccisi il 5 settembre di cinquant&#8217;anni fa dai terroristi palestinesi ai Giochi di Monaco.\u00a0 Un&#8217;impresa che vedr\u00e0 protagonisti due runner israeliani per ricordare una delle pi\u00f9 grandi tragedie che lo sport abbia vissuto praticamente in diretta in un&#8217; Olimpiade diventata surreale e assurda, incapace di fermarsi davanti all&#8217;enormit\u00e0 che stava testimoniando. 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