{"id":33161,"date":"2022-11-13T12:14:28","date_gmt":"2022-11-13T11:14:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=33161"},"modified":"2022-11-13T12:14:28","modified_gmt":"2022-11-13T11:14:28","slug":"coppi-al-vigorelli-unora-di-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/11\/13\/coppi-al-vigorelli-unora-di-storia\/","title":{"rendered":"Coppi al Vigorelli: un&#8217;ora di storia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/11\/13\/coppi-al-vigorelli-unora-di-storia\/coppi\/\" rel=\"attachment wp-att-33163\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-33163\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/11\/coppi-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/11\/coppi-206x300.jpg 206w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/11\/coppi.jpg 383w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a>Ci si vestiva in giacca e cravatta,<\/strong> qualcuno indossava anche il cappello, e c\u2019era la Guerra. Si stava con le orecchie tese e il naso all\u2019ins\u00f9 in una citt\u00e0 gi\u00e0 bombardata e pronta a nascondersi nei rifugi al primo sibilo delle sirene. Le foto erano in bianco e nero, si ascoltava la radio e, per sapere cosa succedesse nel mondo, si aspettavano i giornali del giorno dopo. Ottant\u2019anni fa a Milano.<\/p>\n<p><strong>E ottant\u2019anni fa sulla pista d\u2019abete del Vigorelli,<\/strong> Fausto Coppi firmava il suo storico record dell\u2019ora. Il tempo \u00e8 passato, la storia \u00e8 rimasta e stamattina il Comitato del \u00abVigo\u00bb celebrer\u00e0 un\u2019impresa marcata per sempre sulle assi del Velodromo. \u00abUn mese fa abbiamo esultato per il record dell\u2019ora di Filippo Ganna a Grenchen in Svizzera- scrivono gli organizzatori- Ma tra il 1935 e la fine degli anni Sessanta del secolo scorso la pista scelta per questa prova era il Vigorelli, considerata la pi\u00f9 veloce al mondo&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sono ben nove infatti record dell\u2019ora stabiliti al Vigorelli<\/strong> tra il 1935, da Giovanni Olmo, e il 1958, da Roger Rivi\u00e8re. A questi vanno aggiunti i tre femminili, ottenuti tutti nello stesso 1958 da Ren\u00e9e Vissac, Mildred Robinson ed Elsy Jacobs. Non vanno inoltre dimenticati i record di Jacques Anquetil del 1967, non omologato perch\u00e9 si rifiut\u00f2 di sottoporsi all\u2019antidoping, e quelli di Francesco Moser del 1986, classificati \u00aba livello del mare\u00bb. Un posto speciale per\u00f2 \u00e8 occupato dal primato stabilito da Coppi il 7 novembre 1942. E il racconto si perde nel tempo.<\/p>\n<p><strong>La storia narra di un sabato pomeriggio nebbioso,<\/strong> tipicamente milanese ma mai come quella volta benedetto perch\u00e8 con la nebbia i bombardieri, che la settimana prima hanno scaricato sulla citt\u00e0 migliaia di bombe, si tengono alla larga. Tribune affollate, ma non c\u2019\u00e8 il tutto esaurito. C\u2019\u00e8 anche una delegazione di operai dell\u2019Alfa Romeo che rimane a fare il tifo sulle gradinate allungando la pausa pranzo. \u00c9 un record dell\u2019ora con tanti retroscena.<\/p>\n<p><strong>A convincere Coppi a provarci \u00e8 il suo fido preparatore Biagio Cavanna<\/strong>, il \u00abMago di Novi\u00bb, ex pugile ed ex ciclista poi diventato cieco ma talmente abile con le mani da scoprire la stoffa dei campioni solamente massaggiandoli. Coppi e i dirigenti della Legnano, la sua squadra, il record non lo vogliono proprio tentare. Per tanti motivi ma soprattutto perch\u00e8, con la guerra che incombe, non \u00e8 stato possibile prepararlo in pista ma solo simulando allenamenti su strada con la bici del record modificata per sicurezza con un freno posteriore. Chilometri e chilometri nella piana verso Tortona con il rapportone e a ritmi folli: e sono tutti convinti che non basti. Ma Cavanna insiste anche perch\u00e8 quell\u2019impresa potrebbe evitare al Campionissimo, che \u00e8 gi\u00e0 arruolato nel 38mo Reggimento fanteria \u00abRavenna\u00bb di stanza a Tortona, di partire per il fronte.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec si fa e si comincia con il benestare del prefetto di Milano<\/strong> che d\u00e0 l\u2019ok all\u2019impresa a partire dalle 13 perch\u00e8 a quell\u2019ora il rischio di incursioni aeree \u00e8 minore. Coppi arriva al velodromo in bici direttamente dal Castellania, dopo aver pedalato per \u00abriscaldarsi\u00bb un centinaio di chilometri. Alle 14 e 12 minuti il giudice gli d\u00e0 il via e parte. Pedala su una bici speciale realizzata da Ugo Bianchi, il meccanico della Legnano a cui ha dato una mano anche Faliero Masi, maestro telaista: pesa 7 chili e mezzo e ha due ruote \u00abspecialissime\u00bb con cerchi in legno e tubolari in seta da 110 grammi (anteriore) e 120 grammi (posteriore). I rapporti sono 52 x 15, con uno sviluppo di 7,38 m per pedalata.<\/p>\n<p><strong>Va alla caccia del record del francese Maurice Archambaud<\/strong> che il 3 novembre di cinque anni prima, sempre al Vigorelli, aveva pedalato in un ora per 45,767 chilometri. Coppi parte veloce, forse troppo. Rispetto al francese prima \u00e8 in vantaggio, poi alla pari e poi in svantaggio. Un terribile sforzo finale per\u00f2 lo porta a percorrere allo scoccare dell\u2019ora, 45,871 chilometri, trentuno metri in pi\u00f9 del vecchio record dopo verifiche e aggiustamenti. In pista ad applaudirlo, oltre a qualche giornalista, ci sono alcuni suoi compagni di squadra della Legnano e anche di Fiorenzo Magni: il campione di Castellania vorrebbe continuare a pedalare per battere anche il record dei 50 chilometri ma i cronometristi lo fermano.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; festa ma non c\u2019\u00e8 tempo per festeggiare,<\/strong> perch\u00e8 le sirene spediscono in fretta tutti nei rifugi anti-aerei. L\u2019impresa entra nella storia, vale a Coppi un buon riconoscimento, ma non l\u2019immunit\u00e0 dal fronte dove infatti, pochi mesi dopo, viene spedito a combattere per finire anche prigioniero degli inglesi in Tunisia vicino a Capo Bon. Il 17 maggio 1943 viene internato a Megez el Bab e poi trasferito al campo di concentramento di Blida, nei pressi di Algeri. \u00abQuesto record \u00e8 fondamentale nella storia del velodromo e nella carriera del Campionissimo- spiegano gli organizzatori del Comitato- Pertanto oggi la nostra usuale sessione di allenamento sar\u00e0 arricchita dall\u2019arrivo di un gruppo di ciclostorici, che partir\u00e0 in bici da Castellania per raggiungere il Vigorelli e dalla lettura di alcune memorabili pagine su quello storico record fatta da Gino Cervi. Ci sar\u00e0 anche una visita guidata al Velodromo\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci si vestiva in giacca e cravatta, qualcuno indossava anche il cappello, e c\u2019era la Guerra. Si stava con le orecchie tese e il naso all\u2019ins\u00f9 in una citt\u00e0 gi\u00e0 bombardata e pronta a nascondersi nei rifugi al primo sibilo delle sirene. Le foto erano in bianco e nero, si ascoltava la radio e, per sapere cosa succedesse nel mondo, si aspettavano i giornali del giorno dopo. Ottant\u2019anni fa a Milano. E ottant\u2019anni fa sulla pista d\u2019abete del Vigorelli, Fausto Coppi firmava il suo storico record dell\u2019ora. 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