{"id":33262,"date":"2022-12-01T11:13:59","date_gmt":"2022-12-01T10:13:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=33262"},"modified":"2022-12-01T11:17:13","modified_gmt":"2022-12-01T10:17:13","slug":"rebellin-scarponi-e-la-pantomima-dellindignazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/12\/01\/rebellin-scarponi-e-la-pantomima-dellindignazione\/","title":{"rendered":"Rebellin, Scarponi e la &#8220;pantomima&#8221; dell&#8217;indignazione"},"content":{"rendered":"<p>Da Michele Scarponi a Davide Rebellin pi\u00f9 o meno sono passati cinque anni e nulla \u00e8 cambiato. Oggi come allora s&#8217;indignano tutti ma intanto si muore. Pu\u00f2 bastare cosi, anzi deve bastare cos\u00ec. Federazioni, politica, organizzazioni di Giri, di Tour, di classiche, Aci, Sindaci, governatori, Associazioni, Enti, case automobilistiche facciano ci\u00f2 che devono fare. Cio\u00e8 si mettano concretamente a cambiare le regole di una mobilit\u00e0 che per chi pedala \u00e8 indegna di un paese civile. Un metro e mezzo di distanza sorpassando chi pedala? Chiacchiere. Se non c&#8217;\u00e8 nessuno che controlla non serve e a nulla. Piste ciclabili di un metro, che ci sono quando ci sono, con cordoli assassini ? Inutili. Giornate della bicicletta? &#8220;Cazzate&#8221;. Tavole rotonde che servono solo a mettersi in vetrina e a mettersi a posto la coscienza? Anche troppe. Si parla tanto di cultura della mobilit\u00e0, cultura di un Paese\u00a0 sostenibile e ciclabile ma creare una cultura \u00e8 un processo lento.\u00a0 Serve invece far qualcosa subito. Ad esempio mettendo le case automobilistiche con le spalle al muro. Se otto incidenti su dieci sono dovuti alla distrazione perch\u00e8 ormai oggi chi guida nello stesso tempo conversa, chatta o risponde alle mail, si imponga loro ( per legge) di costruire da domani in avanti auto meno &#8220;smart&#8221; e\u00a0 forse intelligenti sul serio che permettano la connessione telefonica solo se il mezzo \u00e8 fermo. La tecnologia sicuramente c&#8217;\u00e8: lo si faccia. E se non basta ( perch\u00e8 non basta) si normi la guida con il telefonino con il ritiro immediato della patente. E ancora. I sindaci delle citt\u00e0 pi\u00f9 trafficate comincino a pensare, come si fa all&#8217;estero, a limitare la velocit\u00e0 dei mezzi ai trenta orari. Limiti di velocit\u00e0 e telecamere, debitamente segnalate, non per far cassa ma per far realmente rallentare chi ha il piede pesante. E poi si cominci davvero a pensare a scaglionare gli orari delle metropoli: \u00e8 assurdo che si vada tutti al lavoro, in ufficio, a caricare e scaricare, a scuola negli stessi orari. Le scuole, altro capitolo. Per togliersi ogni dubbio il sindaco <strong>Giuseppe Sala<\/strong> a Milano, ma anche i suoi colleghi altrove, vadano a vedere una mattina cosa succede davanti ad una scuola, tra mamme e papa che posteggiano ovunque perch\u00e8 far 100 metri a piedi non si pu\u00f2,\u00a0 se non valga la pena per una mezz&#8217;ora magari di chiuderlo il traffico. Le strade provinciali, statale, comunali, nota dolentissima. Tanto per cominciare fanno quasi sempre schifo: rattoppate, piene di buche, con segnaletica orizzonatale consunta. Anzich\u00e8 annunciare nuove mirabolanti infrastrutture che verranno, il governatore lombardo <strong>Attilio Fontana<\/strong>\u00a0 o chi verr\u00e0 dopo di lui dopo le elezioni ( ma \u00e8 soloun esempio vale per tutti i governatori ), cominci a rimettere a posto le strade che ci sono. Cominci a riasfaltarle, a regolare i tantissimi incroci incustoditi, cominci a disegnare sull&#8217;asfalto una linea di sicurezza gialla un po&#8217;\u00ec pi\u00f9 grande del normale che chi va in auto non deve oltrepassare. Non \u00e8 una certezza ma un ottimo disincentivo psicologico: e serve. E poi il codice della strada. Gli si metta mano portando la bici nella giusta dimensione di mezzo di trasporto, come una moto, uno scooter. Spiegando che sulla strada una bicicletta non \u00e8 un impaccio che deve stare al lato, che si pu\u00f2 insultare, sfiorare e purtroppo spesso toccare.\u00a0 Spiegando che chi si allena in bici da corsa non pu\u00f2 andare sulle ciclabili Si metta nero sul bianco che i ciclisti possano pedalare sulle strade affiancati a coppie di due, in modo che il loro sorpasso sia con le stesse procedure di un&#8217;altra auto, cio\u00e8 si fa se c&#8217;\u00e8 spazio non a prescindere. Ci\u00f2 detto le regole valgono per tutti., ciclisti compresi, cos\u00ec anche il popolo di quelli che dicono che gli incidenti chi pedala se li va a cercare \u00e8 tranquillo. Resta il fatto che da Scarponi a Rebellin sono passati cinque anni ma nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 stato fatto e si continuano a contare i morti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da Michele Scarponi a Davide Rebellin pi\u00f9 o meno sono passati cinque anni e nulla \u00e8 cambiato. Oggi come allora s&#8217;indignano tutti ma intanto si muore. Pu\u00f2 bastare cosi, anzi deve bastare cos\u00ec. Federazioni, politica, organizzazioni di Giri, di Tour, di classiche, Aci, Sindaci, governatori, Associazioni, Enti, case automobilistiche facciano ci\u00f2 che devono fare. Cio\u00e8 si mettano concretamente a cambiare le regole di una mobilit\u00e0 che per chi pedala \u00e8 indegna di un paese civile. Un metro e mezzo di distanza sorpassando chi pedala? Chiacchiere. Se non c&#8217;\u00e8 nessuno che controlla non serve e a nulla. 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