{"id":33371,"date":"2022-12-21T18:48:00","date_gmt":"2022-12-21T17:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=33371"},"modified":"2022-12-21T18:49:58","modified_gmt":"2022-12-21T17:49:58","slug":"una-squadra-storia-di-una-davis-ai-tempi-di-pinochet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/12\/21\/una-squadra-storia-di-una-davis-ai-tempi-di-pinochet\/","title":{"rendered":"Una squadra, storia di una Davis ai tempi di Pinochet"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/12\/21\/una-squadra-storia-di-una-davis-ai-tempi-di-pinochet\/1482051638-coppa-davis-1976-2\/\" rel=\"attachment wp-att-33372\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-33372\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/12\/1482051638-coppa-davis-1976-300x100.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/12\/1482051638-coppa-davis-1976-300x100.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/12\/1482051638-coppa-davis-1976.jpg 665w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Una squadra\u201d \u00e8 la\u00a0 docu-serie in sei episodi di Domenico Procacci\u00a0 che da qualche settimana si pu\u00f2 vedere su Rai-Play. Racconta (benissimo) la squadra composta da Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli, i quattro atleti che negli Settanta rappresentarono l\u2019Italia nella Coppa Davis,\u00a0 allora\u00a0 e anche oggi, nonostante una formula che lo svilisce, il pi\u00f9 importante e blasonato torneo di tennis per nazioni del mondo. E poi Nicola Pietrangeli che, ritiratosi nel \u201974, guid\u00f2 come capitano non giocatore gli azzurri alla loro prima\u00a0 e fino a oggi unica\u00a0 vittoria in Davis, nel 1976. Fu la squadra pi\u00f9 forte del mondo: fra il \u201976 e l\u201980 le finali giocate sarebbero state in tutto quattro. Nelle lunghe ed oziose giornate di Natale l&#8217;occasione di godersi il racconto sportivo e umano realizzato da Domenico Procacci, alla prima prova da regista, \u00e8 ottima.\u00a0 Un viaggio nel tempo e nello sport che gi\u00e0 allora era business e quindi politica anche se il tempo \u00e8 una fantastica scolorina capace di cancellare negli anni polemiche, tensioni e lotte di fazione lasciando al ricordo solo l\u2019immagine di una vittoria, di un traguardo, di un gol o di una coppa alzata. E\u2019 \u00a0il 18 dicembre 1976 \u00a0quando l\u2019Italia vince la coppa Davis.\u00a0 <strong>Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli <\/strong>sono quattro moschettieri pronti a giocarsi la finale dei loro sogni ma finiscono in una storia pi\u00f9 grande di loro. Giocare o non giocare, partire o non partire l\u2019Italia \u00e8 divisa. Una contro la trasferta cilena perch\u00e8 \u00abnon si giocano vol\u00e8e nel Cile di Pinochet\u00bb, un\u2019altra convinta che lo sport con la politica poco c\u2019entri. Anzi nulla. Da una parte tutta la stampa di sinistra che ricorda come anche l\u2019Unione Sovietica non abbia giocato la semifinale contro i cileni, dall\u2019altra un altro pezzo di Italia e chi, come il capitano <strong>Nicola Pietrangeli,<\/strong>\u00a0si fa in quattro per convincere un Paese che la finale di Davis \u00e8 solo una partita di tennis non un trattato di amicizia con un dittatore. \u00a0Un lungo palleggio di ruoli, competenze di decisioni che nessuno vuole prendere. Dalla Federtennis, al Coni fino al presidente del consiglio\u00a0<strong>Giulio Andreotti<\/strong>\u00a0in un\u00a0<em>\u201caffaire\u201d<\/em>\u00a0che diventa, come sempre capita nel nostro Paese, un affare di Stato. E meno male che ancora non c\u2019era facebook. Tutti cerca di prendere tempo. Poi finalmente ci si rende conto che\u00a0non partire sarebbe l\u2019assist perfetto per il generale\u00a0<strong>Augusto Pinochet.<\/strong>\u00a0Decisiva anche la mediazione dell\u2019allora segretario del\u00a0Pci<strong>\u00a0Enrico Berlinguer,<\/strong> uomo di partito ma soprattutto politico di buonsenso, che si dice strappi per questo suo intervento la promessa di far giocare gli azzurri con le magliette rosse\u2026 La finale \u00e8 salva. Ed \u00e8 una finale dal pronostico obbligato. Panatta ha appena vinto gli internaziona di Roma e parigi, \u00a0Barazzutti in coppa \u00e8 imbattibile, ritratto di una testardaggine agnistica senza precedenti, \u00a0Tonino Zugarelli ha fatto il miracolo londinese conquistando in pratica la finale sull\u2019erba di wimnbeldon. E il Cile \u00a0con Jaime Fillol e Patrice Cornejo \u00e8 poca cosa. Ma forse al Cile non iporta neppure tanto vince. La finale di Davis per Pinochet \u00e8 l\u2019occasione per spiegare al mondo la sua \u201cdemocrazia\u201d, per sviare l\u2019attenzione dal suo pugno duro, dal coprifucoco, \u00a0dai rifugiati politici, da chi cerca di scappar via, dalle migliaia di desaparecidos. Nella prima Barazzutti batte Fillol \u00a0e Panatta travolge Cornejo. Due a zero. Il giorno dopo \u00e8 solo una formalit\u00e0 perche Panatta-Bertolucci sono uno dei doppi pi\u00f9 forti al mondo quando hanno voglia di giocare a tennis e quel 18 dicembre del 1976 hanno voglia eccome. \u00a0Strapazzano i cileni e l\u2019Italia alza la Davis. La notizia viene data per radio perch\u00e8 la Rai Tv non c\u2019\u00e8. Polemica che si aggiunge a polemiche. \u00a0Che per un po\u2019 non si placano, poi svaniscono. Pi\u00f9 di quarant\u2019anni dopo questa \u00e8 storia. \u00a0La storia di una Davis che qualcuno pensava fosse una sfida politica ed invece era una sfida di sport.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una squadra\u201d \u00e8 la\u00a0 docu-serie in sei episodi di Domenico Procacci\u00a0 che da qualche settimana si pu\u00f2 vedere su Rai-Play. Racconta (benissimo) la squadra composta da Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli, i quattro atleti che negli Settanta rappresentarono l\u2019Italia nella Coppa Davis,\u00a0 allora\u00a0 e anche oggi, nonostante una formula che lo svilisce, il pi\u00f9 importante e blasonato torneo di tennis per nazioni del mondo. E poi Nicola Pietrangeli che, ritiratosi nel \u201974, guid\u00f2 come capitano non giocatore gli azzurri alla loro prima\u00a0 e fino a oggi unica\u00a0 vittoria in Davis, nel 1976. 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