{"id":3341,"date":"2011-11-23T22:43:05","date_gmt":"2011-11-23T21:43:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=3341"},"modified":"2011-11-23T22:55:23","modified_gmt":"2011-11-23T21:55:23","slug":"la-storia-di-cheseto-unantilope-che-correva-nei-ghiacci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2011\/11\/23\/la-storia-di-cheseto-unantilope-che-correva-nei-ghiacci\/","title":{"rendered":"La storia di Cheseto, un&#8217;antilope che correva nei ghiacci"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/11\/HCJFNCCGVXGHTUD_20101025193551.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3352\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/11\/HCJFNCCGVXGHTUD_20101025193551-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a>Chiss\u00e0 come ci \u00e8 finito Marko Cheseto in Alaska. Lui, ventottenne \u00a0keniano degli altopiani,\u00a0nella terra dei ghiacci dove si corre quasi sempre con i cani da slitta e quasi sempre alla ricerca di un limite da spostare pi\u00f9 in l\u00e0.\u00a0Ma \u00e8 strana la vita. Se davanti a te ci sono antilopi pi\u00f9 veloci e\u00a0imprendibili in\u00a0maratona\u00a0allora tocca correre da qualche altra parte. Per cercare fortuna o per vivere. E Marco Keseto, da qualche anno, aveva scelto Anchorage e la facolt\u00e0 di infiermeristica e nutrizione dell &#8216;Alaska Univerisity per garantirsi un futuro. Anche se il suo presente restavano ancora \u00a0le corse, le campestri soprattutto, dove da queste parti\u00a0 tornava ad essere un&#8217;antilope imprendibile. Veloce quanto bastava per\u00a0 sentirsi campione, per vincere una serie di titoli studenteschi e firmare il record nella mezza maratona Anchorage Mayor\u2019s. Ma forse non bastava. E infatti negli ultimi\u00a0 mesi qualcosa si rompe. Soprattutto dopo che a febbraio, come riporta la Bbc,\u00a0\u00a0William Ritekwiang, suo amico fraterno e \u00a0lui pure corridore si\u00a0uccide non si sa perch\u00e8.\u00a0\u00a0E cos\u00ec Marco Cheseto deve cominciare a fare i conti con quel malessere invisibile che \u00e8 la depressione. La sua storia si ferma\u00a0il 7 novembre , quando sparisce senza dare una spiegazione. Inghiottito da un\u2019improvvisa tempesta di neve che nella terra dei ghiacci spesso non ti lascia scampo. Lo ritrovano due giorni dopo. E&#8217; messo male, malissimo. In completo stato di ipotermia ha\u00a0mani e piedi congelati: i medici che lo prendono\u00a0in cura gli salvano le mani ma\u00a0per i piedi non c\u2019\u00e8\u00a0 niente da fare. \u00abQuando l\u2019abbiamo trovato &#8211;\u00a0raccontano\u00a0&#8211; non gli abbiamo potuto togliere le scarpe perch\u00e9 erano attaccate ai piedi a causa del gelo\u00bb.\u00a0\u00a0Viene amputato ma non si arrende, reagisce:\u00a0\u00abFar\u00f2 del mio meglio per ridare qualcosa alla comunit\u00e0 che mi ha aiutato cos\u00ec tanto &#8211; fa sapere dal suo\u00a0letto d\u2019ospedale -. Mi scuso sinceramente per tutti i problemi che ho causato\u00bb. Non \u00e8 la fine di una corsa, sar\u00e0 una nuova corsa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Chiss\u00e0 come ci \u00e8 finito Marko Cheseto in Alaska. 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