{"id":33427,"date":"2023-01-03T10:43:20","date_gmt":"2023-01-03T09:43:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=33427"},"modified":"2023-01-03T15:54:54","modified_gmt":"2023-01-03T14:54:54","slug":"lingegnere-ciclista-che-fa-le-bici-con-diamanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/01\/03\/lingegnere-ciclista-che-fa-le-bici-con-diamanti\/","title":{"rendered":"L&#8217;ingegnere ciclista che fa le bici con i diamanti"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/01\/03\/lingegnere-ciclista-che-fa-le-bici-con-diamanti\/albertogara\/\" rel=\"attachment wp-att-33429\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-33429\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/01\/albertogara-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/01\/albertogara-202x300.jpg 202w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/01\/albertogara.jpg 526w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a>Un gioiello, anzi un diamante.<\/strong> Tanti diamanti che incastonati su due biciclette ne fanno vere opere d\u2019arte. Senza possibilit\u00e0 di replica. Due gioielli: \u00abOblivion\u00bb, che proietta la visione terrena di un velocipede nella dimensione post apocalittica di un altro pianeta, e \u00abObsession\u00bb, l\u2019ossessione di chi con un telaio e due ruote si ostina a viaggiare con la fantasia. Possono due biciclette da corsa raccontare tutto ci\u00f2? \u00abParto dall\u2019idea che chi costruisce una bici oggi deve essere per forza un po\u2019 visionario perch\u00e9 altrimenti \u00e8 difficile aggiungere qualcosa ai modelli ormai quasi perfetti da oltre diecimila euro che si possono trovare sul mercato. Bisogna essere sempre capaci di inventarsi qualcosa&#8230; Un po\u2019 come \u00e8 stato capace di fare un genio come Ernesto Colnago che, dal carbonio ai freni a disco, \u00e8 sempre stato un passo avanti a tutti. E infatti ha scritto la storia&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Alberto Garagiola, 49 anni di Magenta<\/strong>, cittadina a una trentina di chilometri da Milano, terra di musica, santi e battaglie d\u2019Indipendenza tra austriaci e franco-piemontesi, non \u00e8 \u00abColnago\u00bb ma anche lui costruisce bici: progetti, misure, modelli, colorazioni, meccanica. Una diversa dall\u2019altra, non replicabili, uniche: bici d\u2019autore. Le due tempestate di diamanti esposte poche settimane fa alla Fiera di Milano, sono la fine di un percorso creativo cominciato un anno e mezzo fa e che ha coinvolto tecnici, chimici e designer. Due gioielli da 80mila euro che, con tutta probabilit\u00e0, finiranno nei salotti di qualche emiro che gi\u00e0 ci ha messo gli occhi sopra.<br \/>\n<strong>\u00abPerch\u00e9 i diamanti su una bicicletta?<\/strong> Perch\u00e9 volevo uscire dalla routine dell\u2019officina, volevo creare un oggetto d\u2019arte che colpisse la fantasia- racconta -. Avrei potuto usare degli zirconi ma non sarebbe stata la stessa cosa. Diciamo che sono due modelli che, all\u2019ennesima potenza, riassumono il senso pi\u00f9 profondo della bicicletta che non \u00e8 solo un mezzo di trasporto o per fare sport ma un oggetto che sa far sognare e ci fa ritornare tutti un po\u2019 bambini&#8230;\u00bb.<br \/>\nL\u2019ingegnere Alberto Garagiola costruisce bici ormai da una quindicina d\u2019anni. Una storia lunga la sua, cominciata, come capita spesso, per caso. Iniziata sui banchi del Politecnico di Milano quando, con un suo compagno svizzero di facolt\u00e0, pedalavano insieme tra un esame e l\u2019altro in mountain bike sulle colline del Comasco.<br \/>\n<strong>La bici \u00e8 la passione ma lo studio e la laurea lo portano altrove.<\/strong> Prima nell\u2019aeroporto di Malpensa dove \u00abtraffica\u00bb tra sistemi aeronautici e motori, poi negli uffici di una grossa azienda di riscaldamento e condizionamento della sua zona dove si occupa della progettazione degli impianti. \u00abHo fatto quella vita per anni ma mi stava stretta &#8211; racconta -. Il lavoro mi appassionava, i colleghi erano simpatici, guadagnavo anche bene ma non sopportavo, e non sopporto, la routine e poi avevo la bici in testa. Cos\u00ec con il mio compagno di universit\u00e0 ci siamo messi a progettare uno stampo per realizzare un primo telaio per una bici da corsa in carbonio approfittando anche del fatto che suo padre, a Lugano, aveva un\u2019attivit\u00e0 proprio in quel settore. Di giorno lavoravo in azienda, di notte mi fermavo nel garage di casa per dedicarmi al mio progetto. Ma avevo gi\u00e0 capito che la strada era quella&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Nel 2009 nasce la prima sua bici firmata.<\/strong> Un anno dopo la prima bici costruita per un cliente a cui d\u00e0 un marchio tagliando a met\u00e0 il suo cognome ed aggiungendoci un pi\u00f9: \u00abGara+\u00bb. Posto fisso addio. Si licenzia, inizia a \u00abpedalare\u00bb sul serio per conto suo e oggi produce un centinaio di bici l\u2019anno senza l\u2019ardire di volerne fare di pi\u00f9 perch\u00e9 la sua idea di azienda \u00e8 pi\u00f9 vicina a quella di una sartoria che costruisce abiti su misura che non a quella di un\u2019industria che fa capi in serie: modelli da corsa, da triathlon, gravel ed anche mountain bike, il primo amore. Una scommessa imprenditoriale non a costo zero perch\u00e9 gli investimenti per realizzare una bici in carbonio non sono pochi. Per uno stampo, che dura solo qualche anno, ci vogliono tra i 40 ai 50mila euro e ogni modello ha misure diverse. E poi ci sono i costi di certificazione, i test di resistenza, le prove da sforzo per ottenere il via libera.<br \/>\n<strong>\u00abChe \u00e8 poi la stessa procedura che abbiamo dovuto seguire per realizzare le due bici coi i diamanti<\/strong> che sono state certificate per essere usate in strada anche se ci\u00f2 non avverr\u00e0 &#8211; spiega -. Un viaggio di un anno e mezzo con molti compagni di avventura. L\u2019idea mi \u00e8 venuta parlando un giorno con Lucky, il mio amico di Kaos design, che mi affianca da una decina d\u2019anni nella realizzazione dei disegni e delle colorazioni dei telai. Perch\u00e9 non mettiamo su una bici della polvere di Swarovski? Ci siamo detti. Sarebbe la prima volta. Poi qualcuno ha pensato ai diamanti e sembrava una follia. E forse lo \u00e8 stata. Per incastonarli nel telaio abbiamo dovuto forare il carbonio, che gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 sottilissimo, con i trapani utilizzati dagli orafi cercando di non comprometterne la struttura che poi infatti ha dovuto sopportare una nuova serie di test. Un lavoro complicatissimo&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Ma non il solo. \u00abS\u00ec, perch\u00e9 una volta inseriti i diamanti nel telaio,<\/strong> purtroppo ci siamo accorti che non brillavano perch\u00e9 il fondo del carbonio \u00e8 scuro e non riflette. Allora, con un\u2019azienda chimica, dopo una serie infinita di prove, abbiamo progettato e realizzato una resina e un indurente argentato che permetteva al diamante di brillare&#8230; Il tocco finale \u00e8 stata la grafica. Sulle due bici infatti i diamanti non sono posizionati a caso ma rappresentano le stelle di due galassie\u00bb.<br \/>\n<strong>Il risultato \u00e8 la meraviglia di chi in Fiera si avvicinava ad osservare Obsession e Oblivion,<\/strong> chiedendosi perch\u00e9 mai su una bicicletta fossero stati incastonati dei diamanti, che valore avessero, chi le avesse commissionate: \u00abE il bello \u00e8 che a molte domande non c\u2019\u00e8 la risposta &#8211; spiega Garagiola -. Non c\u2019\u00e8 la spiegazione che molti si aspettano se non che quei due oggetti sono un\u2019idea che ha preso corpo. Sono la passione che \u00e8 diventata un lavoro. Di una bici mi affascina l\u2019estetica, \u00e8 la prima cosa che guardo. Mi perdo nell\u2019osservare le finiture, i dettagli, i tappini che chiudono i manubri, le viti, tutto ci\u00f2 che fa di una bici una bella bici. La meccanica sinceramente mi attira meno anche perch\u00e9 ormai, dai gruppi alle ceramiche dei cuscinetti, \u00e8 tutta standard e di altissimo livello. C\u2019\u00e8 poco da inventare. Per\u00f2 mi appassiona tantissimo \u201criparare\u201d in un mondo dove per calcolo e fretta ormai oggi si tende a sostituire tutto. In realt\u00e0 quasi ogni cosa si pu\u00f2 riparare, basta avere tempo ed esperienza&#8230;\u00bb. Il resto \u00e8 genio e un pizzico di follia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un gioiello, anzi un diamante. Tanti diamanti che incastonati su due biciclette ne fanno vere opere d\u2019arte. Senza possibilit\u00e0 di replica. Due gioielli: \u00abOblivion\u00bb, che proietta la visione terrena di un velocipede nella dimensione post apocalittica di un altro pianeta, e \u00abObsession\u00bb, l\u2019ossessione di chi con un telaio e due ruote si ostina a viaggiare con la fantasia. 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