{"id":33505,"date":"2023-01-20T18:33:55","date_gmt":"2023-01-20T17:33:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=33505"},"modified":"2023-01-20T18:33:55","modified_gmt":"2023-01-20T17:33:55","slug":"quanto-serve-la-fatica-anche-senza-chiamarla-resilienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/01\/20\/quanto-serve-la-fatica-anche-senza-chiamarla-resilienza\/","title":{"rendered":"Quanto serve la fatica&#8230;Anche senza chiamarla &#8220;resilienza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/12\/13\/una-fiction-su-dorando-petri-il-fruttivendolo-maratoneta-che-non-vinse-le-olimpiadi-di-londra\/dorando1-2\/\" rel=\"attachment wp-att-1224\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1224\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2010\/12\/dorando11-300x208.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2010\/12\/dorando11-300x208.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2010\/12\/dorando11.jpg 468w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Siamo tutti resilienti ormai. Va di moda cos\u00ec.\u00a0 Resilienti nella pandemia, quando si tratta di pagare le bollette, a scuola, al lavoro nello sport&#8230;Si fa presto a scriverlo, a dirlo, a postarlo sui social come se ci\u00f2\u00a0 servisse ad aggiungere valore a sentimenti pi\u00f9 semplici ma egualmente sostanziosi come caparbiet\u00e0 e\u00a0 costanza.\u00a0 E&#8217; tutto un fiorire di imprese resilienti e spesso a sproposito. Che poi la fatica, la capacit\u00e0 di farla, di sopportarla e di andare oltre \u00e8 storia antica. \u201c<em>Pathei mathos<\/em>\u201d,\u00a0 appreso nel dolore. Due parole furono sufficienti ad Eschilo per spiegare cosa fosse la fatica in Agamennone e a cosa servisse. Il drammaturgo greco teorizz\u00f2 come la conoscenza si potesse formare solo attraverso la sofferenza e tutto cominci\u00f2 da l\u00ec, allora come oggi, come sempre.\u00a0 Ma la fatica porta ad altro, \u00a0\u00e8 connaturata al vivere quotidiano. La fatica \u00e8 la strada necessaria, il prezzo da pagare per arrivare ad un risultato, per dare un senso compiuto ad ogni obbiettivo, ad ogni sogno. Impossibile misurarla, non ci sono parametri rigorosi: \u00e8 un \u201cvissuto ad personam\u201d perch\u00e8 ognuno ha la propria di fatica , la propria soglia di dolore, il proprio limite. Ma poco cambia perch\u00e8 la fatica \u00e8 una via obbligata per arrivare alla meta. Ed \u00e8 un concetto che per\u00f2 a volte sfugge, soprattutto in anni e in un mondo che in tutti i modi la fatica tenta sempre pi\u00f9 di azzerarla e di annullarla. Il pensiero corre alla tecnologia che progredisce in tutti i campi ed elabora modelli che servono ad alleviare il\u00a0 peso delle nostre attivit\u00e0. E ci sta. Ma qualcosa si perde. Perch\u00e8 \u00e8 solo facendo fatica che si impara, si apprezza, ci si rafforza, si diventa pi\u00f9 adatti.\u00a0 Ed \u00e8 solo facendo fatica, &#8220;affaticandosi&#8221;, che il\u00a0 corpo e i muscoli si difendono, indicano qual \u00e8 il limite oltre il quale non andare, impongono di fermarsi, a volte retrocedere, e recuperare. Chi \u00e8 onesto, soprattutto con se stesso, lo sa prima che quasi sempre dovr\u00e0 far fatica, che non possono valere sconti e scorciatoie per vivere in pace di coscienza,\u00a0 che il premio arriver\u00e0 anche se non \u00e8 mai scontato. Scriveva alla fine dell&#8217;800\u00a0 Angelo Mosso, medico e fisiologo, un libro dal titolo emblematico: &#8220;La Fatica&#8221;. Nulla pi\u00f9, senza spiegazioni e senza sottotitoli.\u00a0 Spiegava, lui\u00a0 nato in una famiglia operaia molto povera con un&#8217; infanzia passata nella bottega da fabbro del padre, quale fosse l atteggiamento nei confronti della vita fondato sull&#8217;idealizzazione del sacrificio. Un &#8220;trattato&#8221; di filosofia &#8220;mossiana&#8221; divenuto imprescindibile nel tempo anche nelle sue sintesi estreme: &#8220;La fatica, che pure dobbiamo considerare come un avvelenamento, pu\u00f2 alterare la costituzione del sangue e le condizioni della vita, senza che l\u2019avvertiamo- scriveva- Ma non porta sempre con s\u00e9 un quid di negativit\u00e0. E&#8217; sempre necessario forzare la mente perch\u00e9 inizi a lavorare ma poi la nostra\u00a0 macchina, funzionando, non si deprime e non scema la sua forza, ma diviene anzi pi\u00f9 atta al lavoro\u201d.<i><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Siamo tutti resilienti ormai. Va di moda cos\u00ec.\u00a0 Resilienti nella pandemia, quando si tratta di pagare le bollette, a scuola, al lavoro nello sport&#8230;Si fa presto a scriverlo, a dirlo, a postarlo sui social come se ci\u00f2\u00a0 servisse ad aggiungere valore a sentimenti pi\u00f9 semplici ma egualmente sostanziosi come caparbiet\u00e0 e\u00a0 costanza.\u00a0 E&#8217; tutto un fiorire di imprese resilienti e spesso a sproposito. Che poi la fatica, la capacit\u00e0 di farla, di sopportarla e di andare oltre \u00e8 storia antica. \u201cPathei mathos\u201d,\u00a0 appreso nel dolore. Due parole furono sufficienti ad Eschilo per spiegare cosa fosse la fatica in Agamennone e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/01\/20\/quanto-serve-la-fatica-anche-senza-chiamarla-resilienza\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33505"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33505"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33505\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33507,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33505\/revisions\/33507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}