{"id":33876,"date":"2023-03-29T11:10:09","date_gmt":"2023-03-29T09:10:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=33876"},"modified":"2023-03-29T11:10:10","modified_gmt":"2023-03-29T09:10:10","slug":"cappellotto-grazie-al-ciclismo-ho-salvato-14-donne-afghane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/03\/29\/cappellotto-grazie-al-ciclismo-ho-salvato-14-donne-afghane\/","title":{"rendered":"Cappellotto: &#8220;Grazie al ciclismo ho salvato 14 donne afghane&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/03\/29\/cappellotto-grazie-al-ciclismo-ho-salvato-14-donne-afghane\/capppe\/\" rel=\"attachment wp-att-33884\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-33884\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/03\/capppe-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/03\/capppe-300x213.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/03\/capppe-768x545.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/03\/capppe.jpg 966w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E&#8217; stata la prima italiana a vincere un mondiale di ciclismo sedici anni fa a San Sebastian. Ma non ha vinto solo quello perch\u00e9, <strong>Alessandra Cappellotto<\/strong>, 54 anni, vicentina di Sarcedo, in bici ha scritto un bel pezzo di storia azzurra con altri due bronzi mondiali, un paio di titoli italiani e due partecipazioni olimpiche ad Atlanta e Sydney. Poi dalla bici \u00e8 scesa, nel senso che ha smesso di gareggiare, ma ha cominciato a scriverne un\u2019altra di storia, sempre di valore e forse anche di pi\u00f9, \u00abpedalando\u00bb in aiuto di altre donne, in altri Paesi, in difficolt\u00e0.<\/p>\n<blockquote><p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Da dove si comincia?<\/strong><br \/>\n\u00abSette anni fa ho fondato la sezione femminile della Cpa, l\u2019Organizzazione mondiale dei corridori professionisti e sono entrata in contatto con molte atlete di Paesi in via di sviluppo. Ma mi sono resa conto subito per\u00f2 che non potevo occuparmi solo delle professioniste perch\u00e9 c\u2019erano tante altre donne che avevano bisogno&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Di cosa?<\/strong><br \/>\n\u00abNon servivano solo caschi da bici e scarpe per pedalare ma anche istruzione, corsi professionali. Cos\u00ec ho pensato servisse un\u2019associazione che attraverso il ciclismo promuovesse l\u2019emancipazione della figura femminile nei Paesi in via di sviluppo e in tutti quei luoghi del mondo in cui le donne non godono di diritti basilari e ho fondato Road to equality\u00bb.<br \/>\n<strong>Da dove siete partiti?<\/strong><br \/>\n\u00abDal Ruanda alla Costa d\u2019Avorio, dal Sudamerica alla Nigeria, fino in Afghanistan&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>E a Kabul che succede?<\/strong><br \/>\n\u00abL\u20198 marzo di due anni fa mi contatta il presidente della Federazione afghana per chiedermi un aiuto ad organizzare l\u00ec la prima corsa di ciclismo femminile. Accetto all\u2019istante, anche perch\u00e9 credo che quello sia il modo migliore di festeggiare le donne in quel Paese, per promuovere il ciclismo in un luogo, diciamo cos\u00ec, non canonico. Al via si presentano 56 atlete ed \u00e8 quasi una rivoluzione, un lampo di luce\u00bb.<br \/>\n<strong>Che per\u00f2 si spegne in fretta.<\/strong><br \/>\n\u00abPurtroppo s\u00ec. Pochi mesi dopo le notizie dell\u2019invasione talebana cominciano a rimbalzare dai telegiornali. All\u2019inizio tutto sembra abbastanza sotto controllo, il presidente federale che chiamo sempre pi\u00f9 spesso mi rassicura poi per\u00f2 la situazione precipita e in citt\u00e0 inizia la \u201ccaccia\u201d proprio a quelle cicliste che \u201cavevano osato pedalare\u201d. Un incubo\u00bb.<br \/>\n<strong>E lei cosa fa?<\/strong><br \/>\n\u00abMi attacco al telefono e al computer, in pratica mi chiudo in casa per 15 giorni cercando il modo di portarle via di l\u00e0. Contatto tutti quelli che conosco e che possono darmi una mano. L\u2019allora presidente della Fci Renato di Rocco mi mette subito in contatto con la Farnesina, con la segreteria del ministro Luigi Di Maio e con lo Stato Maggiore del nostro Esercito. Tutti fantastici&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Come finisce?<\/strong><br \/>\n\u00abFinisce che 14 di quelle ragazze riescono quasi per miracolo a salire su un C 130 della nostra Aeronautica e arrivano sane e salve nel centro di accoglienza di Avezzano. Ne aspettavo in realt\u00e0 sedici ma di due purtroppo si sono perse le tracce&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Ora?<\/strong><br \/>\n\u00abOra sono qui da noi. Hanno, chi meglio e chi peggio imparato l\u2019italiano, e grazie all\u2019aiuto di tutti nella nostra regione lavorano tutte tranne una che si \u00e8 iscritta all\u2019universit\u00e0. Sono serene e io sono felice e orgogliosa di loro&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>E la bici?<\/strong><br \/>\n\u00abPedalano ancora tutte, una \u00e8 entrata addirittura in una squadra World Tour. Poco tempo fa l\u2019Uci, l\u2019Unione ciclistica internazionale, ha organizzato in Svizzera i campionati nazionali afghani con atlete fuggite da Kabul e arrivate anche da altri Paesi dove hanno trovato accoglienza. Le \u201cmie\u201d? Sono arrivate prima, seconda, terza, quarta e quinta&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Torneranno in Afghanistan?<\/strong><br \/>\n\u00abLa pi\u00f9 grande di loro ha 22 anni. Mi ha fatto vedere la foto della sua migliore amica che a Kabul giocava a calcio. L\u2019hanno uccisa&#8230;\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; stata la prima italiana a vincere un mondiale di ciclismo sedici anni fa a San Sebastian. 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