{"id":34038,"date":"2023-04-18T16:30:42","date_gmt":"2023-04-18T14:30:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34038"},"modified":"2023-04-18T18:04:24","modified_gmt":"2023-04-18T16:04:24","slug":"il-ciclismo-che-mi-piace-di-piu-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/04\/18\/il-ciclismo-che-mi-piace-di-piu-2\/","title":{"rendered":"Il ciclismo che mi piace di pi\u00f9&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/04\/18\/il-ciclismo-che-mi-piace-di-piu-2\/thumbnail_img_0523-2\/\" rel=\"attachment wp-att-34039\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-34039\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/04\/thumbnail_IMG_0523-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/04\/thumbnail_IMG_0523-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/04\/thumbnail_IMG_0523-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/04\/thumbnail_IMG_0523-1.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 un ciclismo che mi piace di pi\u00f9\u2026 E il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 non ha gabbie, griglie e non ci prova neanche pi\u00f9 a fermare il tempo. Niente classifica. Si arriva quando si arriva ed \u00e8 il tempo giusto. Il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 parte alla francese, con<em>\u00a0nonchalance,\u00a0<\/em>con la calma di chi ha gambe per andare lontano e con la voglia di godersi ogni attimo di\u00a0 fatica. Che \u00e8 sempre la stessa. Il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 passa da strade silenziose, zitte, sterrate, passa dove molti non hanno il coraggio di andare, dove i cambi non servono, dove testa bassa e pedalare\u2026 Passa dove si fa il giro pi\u00f9 lungo, dove non serve tagliare e dove non si cercano scorciatoie. Il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 va a pane e acqua,\u00a0 rallenta con gli anni, si mette tranquillo per non sembrare presuntuoso e patetico. Non si depila neanche pi\u00f9 perch\u00e8 tanto quando ci si alza sui pedali e c\u2019\u00e8 da spingere i muscoli si gonfiano lo stesso, ch\u00e8 hanno memoria ma nessuna voglia di esibirsi.\u00a0 Il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 va quasi sempre in salita. Ma non si arrende e se non ce la fa rallenta, magari si ferma e poi riparte. Fino in cima, fino alla fine perch\u00e8 in fondo basta avere saggezza e pazienza e si arriva. Si arriva sempre basta crederci. Il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 sta esattamente nel mezzo tra il nuoto e la corsa ma non ha avversari, tanto non si vince, tanto si pedala in retrovia, tanto di Pogacar ce n\u2019\u00e8 uno solo e meno male che c\u2019\u00e8. Ma \u00e8 un\u2019altra storia,\u00a0 un altro sport, forse un\u2019altra vita. Il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 non sta in scia, ha il vento in faccia perch\u00e8 cos\u00ec va la vita quando la si prende di petto. Quando la direzione \u00e8 ostinata \u00e8 contaria. Quando non si ha nessuna voglia di stare in gruppo. Il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 \u00e8 un cubetto di pav\u00e8, con tutti gli spigoli, le insidie e la storia che nasconde. Con il fango che si impiastra sulle bici, sulle ruote, sui pattini e sulle facce di campioni giovani che per un giorno invecchiano di trent\u2019anni.\u00a0 Storia e futuro che vanno avanti insieme senza nostalgie, senza retorica perch\u00e8 le bici di oggi sono meglio di quelle di una volta, le strade anche, le maglie pure e perch\u00e8 il Garmin che ti d\u00e0 la traccia ti porta dove altrimenti non potresti mai andare. Ed \u00e8 un godere. Il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 \u00e8 quello che a luglio mentre il mondo vive con l\u2019aria condizionata ti porta su una salita del Tour col sole che ti squaglia il cervello. Che ti lascia i segni sulle braccia e sulle gambe, che sono un biglietto da visita, il segno di appartenenza alla trib\u00f9. Il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 \u00e8 quello che sale sullo Stelvio, sul Gran Sasso, sul Gavia quando nevica. E\u2019 la faccia di Andrew Hampsten nella tormenta. E\u2019 quello un po\u2019 folle di una Vigorelli-Ghisallo sotto il diluvio universale, di un\u2019Eroica discesa sulla breccia, di un Mont Ventoux chiuso per vento, sono le strade folli della Roubaix o la magia delle Fiandre pedalate il giorno prima di quelli che fanno sul serio. C\u2019\u00e8 un ciclismo che mi piace di pi\u00f9. Mio figlio dice che \u00e8 un ciclismo da &#8220;vecchi&#8221;, io preferisco chiamarlo &#8220;antico&#8221;.\u00a0 Punti di vista&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019\u00e8 un ciclismo che mi piace di pi\u00f9\u2026 E il ciclismo che mi piace di pi\u00f9 non ha gabbie, griglie e non ci prova neanche pi\u00f9 a fermare il tempo. Niente classifica. Si arriva quando si arriva ed \u00e8 il tempo giusto. 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