{"id":34106,"date":"2023-05-03T18:17:44","date_gmt":"2023-05-03T16:17:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34106"},"modified":"2023-05-03T18:17:45","modified_gmt":"2023-05-03T16:17:45","slug":"giro-titolo-vacante-il-solo-che-lha-vinto-e-linglesino-di-happy-days","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/03\/giro-titolo-vacante-il-solo-che-lha-vinto-e-linglesino-di-happy-days\/","title":{"rendered":"Giro, titolo vacante: il solo che l&#8217;ha vinto \u00e8 l&#8217;inglesino di &#8220;Happy days&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/03\/giro-titolo-vacante-il-solo-che-lha-vinto-e-linglesino-di-happy-days\/292544040_528194528974226_5976699156449467729_n\/\" rel=\"attachment wp-att-34110\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-34110\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/292544040_528194528974226_5976699156449467729_n-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/292544040_528194528974226_5976699156449467729_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/292544040_528194528974226_5976699156449467729_n-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/292544040_528194528974226_5976699156449467729_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/292544040_528194528974226_5976699156449467729_n-768x768.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/292544040_528194528974226_5976699156449467729_n.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tre cronometro, otto tappe per velocisti, sette arrivi in salita di cui quattro nell\u2019ultima settimana. Sabato dall&#8217;Abruzzo parte l&#8217;edizione numero 106 del <strong>Giro d&#8217;Italia<\/strong>,\u00a0 18 chilometri e mezzo contro il tempo da Fossacesia Marina a Ortona, una tirata tutta sul mare sulla Costa dei Trabocchi, spettacolo nello spettacolo.\u00a0 Fosse un campionato di boxe si potrebbe dire che il titolo \u00e8 &#8220;vacante&#8221;, nel senso che non ci sar\u00e0 <strong>Jay Hindley<\/strong> a difendere la &#8220;corona&#8221; rosa portata a casa lo scorso anno. A giocarsela, pi\u00f9 o meno alla pari, saranno cos\u00ec il belga <strong>Remco Evenepoel<\/strong> e\u00a0 lo sloveno <strong>Primoz Roglic<\/strong>. Gli altri proveranno a mettersi in mezzo, a tenere le ruote e &#8220;dar fastidio&#8221;\u00a0 da\u00a0<strong> Joao Almeida<\/strong> a <strong>Geraint Thomas<\/strong> a <strong>Tao Gheoghegan Hart<\/strong> che \u00e8 l&#8217;unico corridore in gara ad aver mai vinto un Giro. Vent&#8217;otto anni, londinese di origini irlandesi, Tao Gheoghegan Hart \u00e8 un bel ragazzone allegro di quelli che dalle sue parti incontri nei pub durante le partite dell\u2019Arsenal o del Totteham, con una chioma vagamente rossa, tagliata a spazzola come \u00e8 giusto che sia alla sua et\u00e0, e una non troppo vaga somiglianza con <strong>Ralph Malph,<\/strong> scanzonato protagonista di Happy Days. Bis difficilissimo e improbabile il suo, ma difficilissimo e improbabile lo era anche nel 2020 in piena pandemia. Poi and\u00f2 come and\u00f2. Corsa strana quella di tre anni fa, piena di dubbi, timori, con un arrivo spettrale\u00a0 in una piazza Duomo deserta, in una citt\u00e0 spaventata dal virus. Per\u00f2 &#8220;tutto scorre&#8221; e lo sport \u00e8 il ciclismo insegnano che bisogna\u00a0 sempre avere fiducia, che bisogna fidarsi. Fu il miglior messaggio possibile allora in tempi di Covid, ma in realt\u00e0 vale sempre. Bisogna fidarsi anche quando gira male, quando sembra che sia finita, quando sei dietro, quando arranchi, quando ti staccano. Anche per vincere il Giro d\u2019Italia bisogna fidarsi e Tao lo aveva capito in fretta che dei \u201csuoi\u201d si poteva fidare. L\u2019ha vinto cos\u00ec il suo Giro, con le sue gambe e con la sua testa ma anche perch\u00e8 sapeva che Rohan, Filippo, Jonathan, Salvatore e tutti gli altri sulle ammiraglie, in hotel, in cucina , sul bus e nei magazzini pedalavano dalla sua parte. Vuoi mettere?\u00a0 Ha vinto il Giro pi\u00f9 strano della storia, il pi\u00f9 tormentato tra bolle, tamponi e mascherine. Al via i suoi compiti erano altri. Chiari. La prima crono in Sicilia\u00a0 col freno tirato perch\u00e8 c\u2019era Geraint Thomas da scortare fino a Milano e cos\u00ec era stato finch\u00e8 una borraccia non l&#8217;aveva tolto di mezzo. Strana la sfiga. Quando sembra che si accanisca invece ti d\u00e0 una possibilit\u00e0. Ma bisogna essere svelti a capirlo. Cos\u00ec Taio, Teo, Tao\u00a0 si \u00e8 preso un Giro che non era il suo, che non pensava che forse neppure aveva mai sognato. Se l\u2019\u00e8 preso perch\u00e8 si e messo anima e cuore nelle mani di uno squadrone che lo ha tirato sulle montagne, che gli ha fatto coraggio quando serviva, che gli ha passato borracce, mantelline, barrette, the caldo e che non lo ha mai lasciato da solo. Serve la squadra, eccome se serve, Serve anche in uno sport dove quando non ne hai pi\u00f9 non c\u2019\u00e8 compagno che tenga e devi solo raccomandarti a tutti i santi che conosci. E non \u00e8 detto che basti. Eppure \u00e8 sempre meglio avere qualcuno dalla tua parte, se non altro per consolarti. Sul podio tre anni fa al suo fianco c\u2019erano <strong>Jai Hindley<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Wilco Kelderman<\/strong> , stessa squadra, \u00a0secondo e\u00a0 terzo senza degnarsi di uno sguardo perch\u00e8 nei giorni\u00a0 prima su e gi\u00f9 dallo Stelvio e dal Sestriere si erano passati e sfilati la maglia rosa facendo finta di essere amici. Ce l\u2019avevano in mano il Giro ma non pedalavano nella stessa direzione. Non si sono fidati. E finisce\u00a0 sempre che tra i due litiganti \u00e8 un terzo a godere e il terzo allora era stato proprio l&#8217;inglesino delle Ineos. Che quest&#8217;anno torna al Giro, unico campione in carica. Non vincer\u00e0, i bookmaker nelle quote lo danno a 10. Ma anche tre anni fa&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tre cronometro, otto tappe per velocisti, sette arrivi in salita di cui quattro nell\u2019ultima settimana. 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