{"id":34138,"date":"2023-05-08T17:37:26","date_gmt":"2023-05-08T15:37:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34138"},"modified":"2023-05-08T17:45:55","modified_gmt":"2023-05-08T15:45:55","slug":"e-la-rai-nasconde-gli-ultimi-due-km-di-tappa-pubblicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/08\/e-la-rai-nasconde-gli-ultimi-due-km-di-tappa-pubblicita\/","title":{"rendered":"E la Rai &#8220;nasconde&#8221; gli ultimi due km di tappa: &#8220;pubblicit\u00e0&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/08\/e-la-rai-nasconde-gli-ultimi-due-km-di-tappa-pubblicita\/matt\/\" rel=\"attachment wp-att-34139\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-34139\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/matt-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/matt-300x212.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/matt-1024x722.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/matt-768x542.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/matt.jpg 1290w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pubblicit\u00e0. La pubblicit\u00e0 \u00e8 sacra, soprattutto necessaria perch\u00e8 se non ci fossero gli sponsor molto di ci\u00f2 che vediamo in tv non lo vedremmo. Cos\u00ec &#8220;lanciare&#8221; lo spot \u00e8 un obbligo. Certo che &#8220;lanciarlo&#8221;\u00a0 in un finale di tappa, anche incerto, a tre chilometri e mezzo dall&#8217;arrivo e ricollegarsi quando mancano 900 metri al traguardo e i giochi sono pi\u00f9 o meno fatti va contro la stessa logica della pubblicit\u00e0. Ti vanno in odio i prodotti&#8230; Altro che &#8220;consigli per gli acquisti&#8221;. Oggi\u00a0 in Rai questo \u00e8 successo alla fine della terza tappa di 216 chilometri da Vasto a Melfi. \u00a0Con buona pace delle &#8220;r\u00e9clame&#8221; di auto,\u00a0 bibite e cibo per cani andate di traverso a chi era davanti alla tv a pregustarsi lo sprint. Ha vinto l&#8217;australiano <strong>Michael Matthews<\/strong> (Team Jayco AlUla). Ha vinto mettendosi dietro il danese <strong>Mads Pedersen<\/strong> (Trek-Segafredo), il suo conanzionale<strong> Kaden Graves<\/strong> (Alpecin-Deceuninck) e il nostro\u00a0 <strong>Vincenzo Albanese<\/strong> (l\u2019Eolo-Kometa). Uno sprint &#8220;tirato&#8221;, adrenalinico come sono tutti i finali di tappa quando la corsa come ripetono sempre i telecronisti &#8220;s&#8217;infiamma&#8221;. Prima, dicono sempre i telecronisti, \u00e8 quasi sempre una noia, un procedere da scampagnata che non serve a nessuno e che sarebbe meglio &#8220;tagliare&#8221; accorciando i chilometraggi. Ieri al Processo \u00e8 andato in onda questo &#8220;illuminato&#8221; dibattito,\u00a0 un chiacchiericcio un po&#8217; zelante su quanto bello sia il ciclismo ma solo nei momenti che contano. Poi per\u00f2 quando quei momenti arrivano mandiamo pure la pubblicit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pubblicit\u00e0. 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