{"id":34147,"date":"2023-05-09T21:01:46","date_gmt":"2023-05-09T19:01:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34147"},"modified":"2023-05-09T21:01:46","modified_gmt":"2023-05-09T19:01:46","slug":"leknessund-un-norvegese-in-maglia-rosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/09\/leknessund-un-norvegese-in-maglia-rosa\/","title":{"rendered":"Leknessund, un norvegese in maglia rosa&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/09\/leknessund-un-norvegese-in-maglia-rosa\/lek\/\" rel=\"attachment wp-att-34148\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-34148\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/lek-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/lek-300x204.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/lek-1024x697.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/lek-768x523.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/lek.jpg 1335w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Prima di lui solo <strong>Knut Knudsen, <\/strong>il\u00a0 norvegese\u00a0 di Levanger\u00a0 una citt\u00e0 sui fiordi norvegesi, che nel 1975 vinse a Fiorano la prima tappa del Giro d&#8217;Italia e vest\u00ec per due giorni la maglia rosa.\u00a0 Il &#8220;vichingo gentile&#8221;, cos\u00ec era stato soprannominato, due anni dopo concesse il bis trionfando nella cronometro di Pisa dove diede una &#8220;lezione&#8221; a Moser e a\u00a0 Pollentier\u00a0 e nel 1979 sfior\u00f2 la vittoria finale\u00a0 che gli sfugg\u00ec solo nelle ultime tappe quando una caduta lo ferm\u00f2 nella discesa della Forcella del Monte Rest\u00a0 e lo costrinse a lasciare la maglia al rampante Saronni. Storia. Storia che oggi ricomincia dopo i 175 chilometri\u00a0 che hanno portato il gruppo fino a Lago Laceno con la maglia rosa che, nella tappa vinta dal francese <strong>Aurelian Paret-Peintre<\/strong>, finisce sulle spalle di <strong>Andreas Leknessund<\/strong>. Fuga a sette, poi a cinque, poi a due, alla fine volata: a uno la tappa, all&#8217;altro la maglia secondo una delle classiche regole mai scritte del ciclismo di ogni tempo. &#8220;Ero venuto al Giro per vincere una tappa ma questa maglia \u00e8 speciale, regala una grande emozione- spiega il norvegese del team <strong>Dsm<\/strong> all&#8217;arrivo- Poterla indossare almeno per un giorno \u00e8 incredibile, non ci credo ancora. La tappa \u00e8 stata durissima, la prima ora e mezza di gara \u00e8 stata una lotta dura. Mi piace andare in avanscoperta. Quando ho accelerato nel finale ho sentito le gambe bruciare, non potevo far meglio di questo secondo posto, ma poter indossare la maglia rosa \u00e8 davvero un grande traguardo&#8230;&#8221;.<strong> Leknessund<\/strong>, 23 anni, di Tromso \u00e8 considerato da tempo uno dei talenti emergenti del ciclismo dei nostri giorni e, dopo aver vinto negli anni passati il titolo nazionale a cronometro, tre anni fa \u00e8 stato campione Europeo under 23 sempre contro il tempo.\u00a0 Corre per la Dsm dal 2021 e \u00a0le prime vittorie da professionista sono arrivate in estate l\u2019anno scorso con un successo di tappa al Giro di Svizzera e poi con la vittoria finale nella corsa di casa, l\u2019Arctic Race of Norway. <span style=\"text-align: center;background-color: #f5f2f0\">\u00a0 E&#8217; uno dei tanti norvegesi che in giro per il mondo contribuiscono con le loro imprese a sfatare la credenza che dalle loro parti non si faccia altro che sciare.\u00a0 Ha lasciato la sua famiglia quando aveva sedici anni per provare a giocarsi la sua vita in bici. Da Polo Nord all&#8217;Olanda, qualche migliaio di chilometri pi\u00f9 in gi\u00f9 ma in realt\u00e0 un altro mondo perch\u00e8 a\u00a0 Tromso, un&#8217;isola collegata alla terraferma da un ponte che sembra salire in cielo sorvegliato dalla Cattedrale dei ghiacci,\u00a0 la bici e il ciclismo lasciano il posto alla pesca e alle spedizioni polari. Qui, tra un&#8217;aurora boreale e un&#8217;altra, c&#8217;\u00e8 ghiaccio in strada sei mesi l&#8217;anno e da ottobre a gennaio il sole \u00e8 un&#8217;ipotesi di luce che dura dalle nove del mattino a mezzogiorno. Maglia rosa e capelli rossi, con lo sguardo sbarazzino e pulito di chi ha la felicit\u00e0 scolpita sul volto, oggi il norvegese ha pedalato, sofferto,\u00a0 immaginato e pianto. Lacrime di gioia per un sogno diventato realt\u00e0.\u00a0 Un sogno lontanissimo per uno\u00a0 come lui cresciuto in quel pezzo di Norvegia che da Tromso va ad Harstad con una strada europea, un paio di tunnel sottomarini e\u00a0 qualche stradina ghiacciata. Cresciuto\u00a0 in un arcipelago che toglie il fiato,\u00a0 miscela magica di fiordi e case di pescatori,\u00a0 di merluzzi messi ad essiccare, di terre vichinghe diventate contee, di neve, ghiaccio e acqua che si toccano e si tengono stretti insieme aspettando che da Est il sole torni a farsi vivo. Difficile pedalare da queste parti, difficile allenarsi, difficile anche crederci.\u00a0 Ma c&#8217;\u00e8 un Norvegia che non ti aspetti. Quella ben raccontata anni fa\u00a0 dal\u00a0giornalista americano\u00a0<strong>Tom Farrey <\/strong>che, in una ricerca<span class=\"\">\u00a0pubblicata sul\u00a0<\/span> New York Times prov\u00f2 a spiegare come avessero fatto gli Stati Uniti a diventare una superpotenza sportiva mondiale pur producendo una popolazione cos\u00ec sovrappeso e fisicamente inattiva,\u00a0 e cercando modelli alternativi e si imbatt\u00e9 proprio nel sistema sportivo norvegese. \u201cImmaginate una societ\u00e0 in cui il 93% dei bambini cresce praticando sport organizzati, dove i costi sono bassi, le barriere economiche all\u2019ingresso poche e dove gli adulti non iniziano a dividere i deboli dai forti finch\u00e9 i bambini non sono cresciuti, non si sono sviluppati fisicamente del tutto e non hanno manifestato con chiarezza i loro interessi- scrisse-. Bene questa \u00e8 la Norvegia\u2026.\u201d. Non solo sci di fondo. C&#8217;\u00e8 anche il ciclismo. C&#8217;\u00e8 anche Andreas Lekmessund che da oggi \u00e8 maglia rosa&#8230;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Prima di lui solo Knut Knudsen, il\u00a0 norvegese\u00a0 di Levanger\u00a0 una citt\u00e0 sui fiordi norvegesi, che nel 1975 vinse a Fiorano la prima tappa del Giro d&#8217;Italia e vest\u00ec per due giorni la maglia rosa.\u00a0 Il &#8220;vichingo gentile&#8221;, cos\u00ec era stato soprannominato, due anni dopo concesse il bis trionfando nella cronometro di Pisa dove diede una &#8220;lezione&#8221; a Moser e a\u00a0 Pollentier\u00a0 e nel 1979 sfior\u00f2 la vittoria finale\u00a0 che gli sfugg\u00ec solo nelle ultime tappe quando una caduta lo ferm\u00f2 nella discesa della Forcella del Monte Rest\u00a0 e lo costrinse a lasciare la maglia al rampante Saronni. Storia. Storia [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/09\/leknessund-un-norvegese-in-maglia-rosa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34147"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34147"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34150,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34147\/revisions\/34150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}