{"id":34234,"date":"2023-05-19T19:43:18","date_gmt":"2023-05-19T17:43:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34234"},"modified":"2023-05-19T19:43:18","modified_gmt":"2023-05-19T17:43:18","slug":"non-ci-sono-piu-i-ciclisti-di-una-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/19\/non-ci-sono-piu-i-ciclisti-di-una-volta\/","title":{"rendered":"Non ci sono pi\u00f9 i ciclisti di una volta&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/19\/non-ci-sono-piu-i-ciclisti-di-una-volta\/rub\/\" rel=\"attachment wp-att-34235\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-34235\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/rub-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/rub-300x205.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/rub-1024x700.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/rub-768x525.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/rub.jpg 1338w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La sicurezza innanzitutto, anche prima dello spettacolo\u00a0 perch\u00e8 se ci sono rischi, se ci sono pericoli, se si deve rischiare la salute o l&#8217;osso del collo \u00e8 giusto fermarsi, deviare, prendere un&#8217;altra strada.\u00a0 Troppi &#8220;se&#8221; per\u00f2. E allora viene da dire che non ci sono pi\u00f9 i ciclisti di una volta. Non ci sono pi\u00f9 gli eroi, i gregari ubbidienti, gli sceriffi che decidono per tutti.\u00a0 L\u2019epica \u00e8 un\u2019altra, scandita dai <em>tweet<\/em> sui social pi\u00f9 che dalle edizioni speciali dei giornali del pomeriggio.\u00a0 Il ciclismo ha una storia e sicuramente non merita di essere trattato cos\u00ec ma il ciclismo ha anche un presente che, piaccia o non piaccia, \u00e8 quello che viviamo oggi. Uno sport che ha poca nostalgia del suo passato, che se nevica si ferma, che non viaggia pi\u00f9 su strade bianche e auto decappottate ma su motorhome\u00a0 da mille e una notte, con medici, strateghi, nutrizionisti, direttori tecnici, manager, responsabili della comunicazioni esterne e tutto ci\u00f2 che serve a sostenere il peso di un movimento che \u00e8 diventato un business . Non \u00e8 peccato. Anzi. Se grazie a tutto ci\u00f2 intorno al Tour, al Giro, alle classiche\u00a0 si crea lavoro\u00a0 e non solo per chi pedala ben venga. Ma allora il lavoro bisogna rispettarlo e difenderlo. Non facendo gli eroi, che non serve, ma facendo scelte responsabili e, se proprio non ci si riesce, almeno di buonsenso. Il lavoro \u00e8 lavoro. Non ci si alza la mattina e se il tempo \u00e8 brutto, se ci si sente un po\u2019 stanchi, se si ha paura di mettersi su una statale in scooter per andare in ufficio si chiama la segreteria del personale per dire che anzich\u00e8 otto di ore se ne faranno quattro. Non lo fa nessuno. Non si capisce perch\u00e8\u00a0 ogni tanto venga in mente di farlo a chi il ciclismo lo fa per professione su suggerimento di chi pensa di difenderli ma cos\u00ec forse li danneggia solamente. Oggi la tappa numero tredici, da Borgofranco d\u2019Ivrea a Crans Montana in Svizzera, da 199 chilometri \u00e8 stata accorciata 75 chilometri per effetto dell\u2019applicazione dell\u2019Extreme Weather Protocol che, tradotto, significa che il meteo dava brutto e quindi, temendo soprattutto per il freddo sui passi e il ghiaccio in discesa, \u00e8 scattato il piano B. In realt\u00e0 a pendere come una spada di Damocle sul Giro c&#8217;era un minaccia di sciopero, esattamente come era successo tre anni fa per la tappa che partiva da Morbegno sotto la pioggia battente e poi in realt\u00e0 cominci\u00f2 da Abbiategrasso. E quindi addio montagne. Un peccato perch\u00e8 poi in realt\u00e0 freddo non faceva, non ha neppure piovuto e tutti si sono resi conto che forse stravolgere il &#8220;tappone&#8221; \u00e8 stata\u00a0 una grossa topica.\u00a0 &#8220;Oggi il problema erano soprattutto le discese- spiega il direttore della Corsa Rosa <strong>Mauro Vegni<\/strong>&#8211; Le bici sono diventate molto pi\u00f9 performanti e la percezione della frenata \u00e8 molto diversa se hai le mani rattrappite e ora si frena molto a ridosso delle curve: il ciclismo \u00e8 cambiato&#8230;&#8221; . Ma forse sono solo cambiati i ciclisti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La sicurezza innanzitutto, anche prima dello spettacolo\u00a0 perch\u00e8 se ci sono rischi, se ci sono pericoli, se si deve rischiare la salute o l&#8217;osso del collo \u00e8 giusto fermarsi, deviare, prendere un&#8217;altra strada.\u00a0 Troppi &#8220;se&#8221; per\u00f2. E allora viene da dire che non ci sono pi\u00f9 i ciclisti di una volta. 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