{"id":34274,"date":"2023-05-25T20:58:41","date_gmt":"2023-05-25T18:58:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34274"},"modified":"2023-05-25T21:19:29","modified_gmt":"2023-05-25T19:19:29","slug":"come-sempre-le-salite-per-scrivere-la-storia-del-giro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/25\/come-sempre-le-salite-per-scrivere-la-storia-del-giro\/","title":{"rendered":"Come sempre sono le salite a scrivere la storia del Giro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/05\/25\/come-sempre-le-salite-per-scrivere-la-storia-del-giro\/zan-6\/\" rel=\"attachment wp-att-34276\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-34276\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/zan-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/zan-300x203.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/zan-1024x692.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/zan-768x519.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/05\/zan.jpg 1384w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ci voleva la salita. Ci vuole sempre la salita per dare un senso vero alle tappe, al Giro, al ciclismo, alla bici&#8230; La cronaca di oggi racconta che il nostro <strong>Filippo Zana<\/strong> vince la 18ma tappa da Oderzo a Val di Zoldo di 161 chilometri, che il gaallese <strong>Geraint Thomas<\/strong> conserva la maglia rosa con 29 secondi di vantaggio sullo sloveno <strong>Primoz Roglic<\/strong> e che il portoghese <strong>Joao Almeida<\/strong> si\u00a0 stacca ma \u00e8\u00a0 bravo a limitare i danni. Ma quando si sale la cronaca diventa un dettaglio trascurabile. Oggi sulle rampe di Palafavera, domani sulle Tre Cime Lavaredo ma anche sullo Stelvio, sul Mortirolo, ovunque il racconto lascia sempre il passo alla giusta retorica. Tappe di montagna spesso\u00a0 fredde e buie, da ammiraglie con i fari accesi, di mantelline messe e buttate via, di distacchi, di litigi prima delle volate, di maglie rosa che resistono, di squali che attaccano e di velocisti che non mollano per restare nella corsa. Tappe di pioggia che ti bagna e ti gela, che ti fa tremare, che non riesci pi\u00f9 a fermare le labbra, che non vedi l\u2019ora di una doccia calda, di finire, di arrivare e vada come vada.\u00a0 Gloria sempiterna che solo la salita regala. La bici ha senso solo quando si scalano le montagne. Non c\u2019\u00e8 discussione, cos\u00ec \u00e8 scritto da qualche parte. Chi ama pedalare sa quanto sia duro un allenamento in pianura. Non ti passa mai. Sudi, pedali, cerchi di far finta che non ci sia vento ma alla fine sei sempre l\u00ec. Con il campo di granturco a fianco, con la risaia, con l\u2019infinita fila di pioppi, con quel rettilineo che il riflesso del sole fa sembrare l\u2019asfalto una via d\u2019acqua. La salita invece vola via. La fatica \u00e8 doppia, tripla, infinita ma ti scivola addosso, \u00e8 il prezzo da pagare per salire in alto. Oggi vale per <strong>Filippo Zana,<\/strong> domani chiss\u00e0 per chi , ma c&#8217;\u00e8 sempre gloria per tutti, dal primo all\u2019ultimo in gruppo, dal primo all\u2019ultimo degli amatori. Certo ci butti l\u2019anima sulle salite amate e maledette. Ti fanno chiedere perch\u00e8, chi te lo fa fare, ti fanno ripetere mai pi\u00f9&#8230; Ma \u00e8 solo\u00a0 da queste parti che si fa la storia di uno sport che sa essere epico come pochi. E \u00e8 solo\u00a0 sulle salite che \u00a0si vincono Giro e Tour. E solo sulle salite che\u00a0 si perdono. Due giorni ancora,\u00a0 si sale , altre montagne. E\u2019 un attimo colorarle di rosa\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci voleva la salita. 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