{"id":34446,"date":"2023-06-24T19:57:18","date_gmt":"2023-06-24T17:57:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34446"},"modified":"2023-06-26T19:15:40","modified_gmt":"2023-06-26T17:15:40","slug":"nova-eroica-si-riprende-le-sue-strade-bianche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/06\/24\/nova-eroica-si-riprende-le-sue-strade-bianche\/","title":{"rendered":"Nova Eroica si riprende le sue strade bianche"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/06\/24\/nova-eroica-si-riprende-le-sue-strade-bianche\/332880662_541865508044474_3254000088694321305_n\/\" rel=\"attachment wp-att-34447\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-34447\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/06\/332880662_541865508044474_3254000088694321305_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/06\/332880662_541865508044474_3254000088694321305_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/06\/332880662_541865508044474_3254000088694321305_n-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/06\/332880662_541865508044474_3254000088694321305_n-768x511.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/06\/332880662_541865508044474_3254000088694321305_n.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Che poi tutto scorre ma tutto torna. E allora basta pedalarli i 130 chilometri di <strong>Nova Eroica<\/strong> che si \u00e8 corsa oggi tra Buonconvento, Montalcino, la Val D&#8217;Arbia, le Crete senesi e la Valle dell&#8217;Ombrone per capire che le strade bianche saranno per sempre eroiche. Non \u00e8 una questione di maiuscole ma di filosofia, di pensiero,\u00a0 di come si vuole intendere il ciclismo che da queste parti fa storia a s\u00e8, la conserva, se la tiene stretta e se la coccola.\u00a0 L&#8217;Eroica racconta di strade che, anche se sembrano antiche, portano lontano. Nel futuro. E&#8217; un modo di essere e di pedalare che impersona un ciclismo e un popolo che qui corre con le bici d&#8217;un tempo ma che , da qualche anno, corre con le bici che potrebbero davvero essere quelle del tempo che sar\u00e0. <strong>Nova Eroica<\/strong> scommette sulle gravel ed apre una nuova via, che da queste parti \u00e8 una via maestra , perch\u00e8 \u00e8 facile godersi la bici su queste vie salvate dall&#8217;asfalto.\u00a0 Le strade bianche di Nova Eroica sono le festa di un ciclismo che \u00e8 anche capace di viaggiare veloce e di prendersi i tempi sui tratti cronometrati ma che appena pu\u00f2 si ferma, sorride, si abbraccia, si ristora con il buono che questo territorio sa regalare, con le uova al sugo, con la pecora bollita, con il pane al vino e zucchero. Storie che si raccontano solo qui, lontane dal mondo delle granfondo,\u00a0 dalle limature delle ruote, lontanissime dalle volate gomito a gomito.\u00a0 Le strade bianche che tanti anni fa qualche sindaco avrebbe voluto asfaltare e che sono state difese e protette a furor di popolo da associazioni, residenti, amministratori, dai ciclisti dell\u2019Eroica, stanno contribuendo a fare la fortuna di questi luoghi. Come si dice oggi sono ormai \u201cun format\u201d, un marchio del made in Tuscany nel mondo che va aggiungersi ai tanti altri marchi che queste terre hanno la fortuna di avere. Gente che aveva capito che proprio proteggendo le strade bianche avrebbe conservato la caratteristica di un territorio e di una zona che poi sarebbe diventata patrimonio culturale. E cos\u00ec \u00e8 stato. Ora gli sterrati, le salite e le discese messe insieme nei 130 chilometri di <strong>Nova Eroica<\/strong> sono il filo rosso che tiene insieme tutte queste cose, sono la scommessa vinta,\u00a0 l&#8217;eredit\u00e0 lasciata ad un territorio che ne ha fatto tesoro e che proprio partendo da qui rilancia riscoprendo e valorizzando anche quelle che un tempo erano le ferrovie bianche, linee dismesse, &#8220;rami secchi&#8221; che invece potrebbero rifiorire e diventare\u00a0 l&#8217;occasione\u00a0 per riscoprire i\u00a0 luoghi, per far viaggiare pi\u00f9 lentamente i turisti che non hanno fretta\u00a0 che si vogliono godere anche il viaggio come vacanza. Che poi non tutti amano andare veloci\u2026 E allora da Asciano, a Chiusi,\u00a0 a Montepulciano, a Rapolano Terme, a Sinalunga se ne sta parlando con il Gruppo FS Italiane e si sta parlando anche di riaprire la stazione ferroviaria di Monte Santi Marie, la strada pi\u00f9 bianca e pi\u00f9 iconica della strade bianche,\u00a0 come fermata de \u201cL\u2019Eroica\u201d.\u00a0 C&#8217;era una volta L&#8217;Eroica con le bici\u00a0 di un tempo &#8220;salvate dalla sega&#8221; e per fortuna c&#8217;\u00e8 sempre. Ma sono diventate grandi anche tante altre Eroiche che guardano al tempo che verr\u00e0: da quella che ormai da qualche anno fa correre gli Juniores che sono la speranza del nostro ciclismo a quella <strong>Nova<\/strong> che \u00e8 un passo avanti per il ciclismo del futuro. Tutto gira sempre intorno alle strade bianche: e non \u00e8 una questione di maiuscole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Che poi tutto scorre ma tutto torna. 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