{"id":34512,"date":"2023-07-08T18:51:15","date_gmt":"2023-07-08T16:51:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34512"},"modified":"2023-07-09T18:29:29","modified_gmt":"2023-07-09T16:29:29","slug":"cavendish-si-ritira-dl-tour-e-non-batte-merckx-giusto-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/07\/08\/cavendish-si-ritira-dl-tour-e-non-batte-merckx-giusto-cosi\/","title":{"rendered":"Cavendish si ritira dal Tour e non batte Merckx: giusto cos\u00ec"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/07\/08\/cavendish-si-ritira-dl-tour-e-non-batte-merckx-giusto-cosi\/cave\/\" rel=\"attachment wp-att-34513\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-34513\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/07\/cave-300x228.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/07\/cave-300x228.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/07\/cave-1024x777.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/07\/cave-768x582.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/07\/cave.jpg 1229w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Mads Pedersen<\/strong> vince in volata l&#8217;ottava tappa del Tour de France, la Libourne-Limoges di 201 chilometri davanti a <strong>Jasper Philipsen<\/strong> e a <strong>Wout Wan Aert<\/strong> e rende omaggio a <strong>Mark Cavendish<\/strong>: &#8220;E&#8217; stato un onore correre con lui&#8230;&#8221;. Il danese Parla al passato perch\u00e8 per il campione dell&#8217;isola di Man il Tour finisce qui dopo la caduta a poco pi\u00f9 di 60 km dal traguardo in cui si \u00e8 probabilmente fratturato una clavicola. Non \u00e8 un arrivederci ma un addio perch\u00e8 questo era il suo ultimo Tour de France come gi\u00e0 aveva annunciato al Giro. Cavendish scende dalla bici e scorrono i titoli di coda sulla carriera incredibile di uno dei pi\u00f9 forti velocisti degli ultimi anni,\u00a0 con oltre 160 vittorie, con un mondiale nel 2011,\u00a0 con tre ori iridati in pista nell&#8217;americana, con un argento olimpico nell&#8217;omnium a Rio 2016, con un Milano-Sanremo. &#8220;A 38 anni il ciclismo \u00e8 stato la mia vita e, dopo aver vissuto un sogno assoluto, \u00e8 arrivato il momento di fermarmi&#8230;&#8221; aveva annunciato qualche mese fa nel giorno di riposo del Giro d&#8217;Italia. Ma non oggi, non cos\u00ec, non al Tour dove era venuto con la voglia e la speranza di entrare nella leggenda, di vincere per la 35ma volta e di scavalcare nella classifica eterna il mito assoluto di <strong>Eddie Merckx.<\/strong>\u00a0 C&#8217;\u00e8 andato vicinissimo a Bordeaux, secondo dietro a Philipsen, ma non c&#8217;\u00e8 riuscito e, anche se un po&#8217; dispiace, forse \u00e8 giusto cos\u00ec. &#8220;Cannonball&#8221; fa pari e patta con il &#8220;Cannibale&#8221; e piace pensare che a deciderlo non sia stato il caso o il destino ma quel Dio del ciclismo che tutto vede e tutto sa, che ha voluto conservare storia e gerarchie, che non ha permesso che due pianeti di luce e dimensioni differenti si allineassero.\u00a0 Ma Cavendish resta Cavendish e trova il posto che merita nella galassia di un ciclismo combattete e vincente che lui, come pochi, ha interpretato a gomiti larghi.\u00a0 E&#8217;la storia di &#8220;The Manx Missile&#8221;, che prima di pedalare prova a cimentarsi con la danza e poi come terzino nelle giovanili del Leeds,\u00a0 e che sale in bici a dodici anni, competitivo da subito, &#8220;scorbutico&#8221; da subito, veloce da subito. Che poi certe caratteristiche uno forse neanche ha bisogno di allenarle perch\u00e8 se le ritrova nel dna e non solo quando va in bici o sprinta visto che, gi\u00e0 da ragazzo, quando per un periodo della sua vita lavora in banca si mette in testa battere il record di transazioni da fare in una singola giornata. Ruota a ruota anche dietro uno sportello che non cambia di un nulla lo stile di vita di uno abituato a fare a &#8220;sportellate&#8221;. Sposato, quattro figli, ha tenuto per 25 anni la bici al centro della sua vita: passione, lavoro, gloria e vittorie. Una vita nella pancia del gruppo, nellla &#8220;bolla&#8221;, come ha raccontato spesso nelle sue interviste, dove si sta bene , dove per molte cose c&#8217;\u00e8 chi pensa per te, dove devi solo pensare a pedalare e, nel suo caso a vincere, Ma non si vive di sola gloria e le ruote non girano sempre come dovrebbero cos\u00ec \u201cCannonball\u201d, per una strana alchimia che a volte rende lo sport crudele, cinque anni fa sembra arrivato al capolinea. A minare i suoi muscoli e la sua testa \u00e8 il virus di Epstein-Barr ma soprattutto la depressione.\u00a0 L\u2019ultima vittoria \u00e8 dell\u20198 febbraio del 2018 in una tappa del Dubai Tour. Una volata delle sue, spigolosa e vincente. Poi pi\u00f9 nulla. Poi si spegne la luce e il ciclismo passa in secondo piano. Due anni al buio\u00a0senza stimoli, senza voglia ma soprattutto senza pi\u00f9 squadra. Che non \u00e8 l\u2019ultimo dei dettagli quando il ciclismo \u00e8\u00a0 il tuo mestiere. Mille e duecento giorni senza alzare le braccia al cielo per uno sprinter di razza sono un\u2019eternit\u00e0 e una sentenza. Sono un tunnel dal quale non sempre si riesce a venir fuori. Pensi a un sacco di cose ma soprattutto pensi al ritiro. Ma nulla \u00e8 scritto e molto si pu\u00f2 fortunatamente riscrivere,\u00a0 cos\u00ec quando tutto sembrava nero un lampo di luce arriva proprio dal passato , da <strong>Patrick Lefevere<\/strong> team manager della Deuceuninck- Quisckstep, lo squadrone belga in cui Cavendish aveva corso e vinto che gli d\u00e0 una nuova chanche. L\u2019ultima. A patto che sia lui stesso a trovarsi uno sponsor che gli paghi lo stipendio. Una scommessa per tutti, ma per uno nato nell\u2019Isola di Man, abituato a sgomitare negli sprint, a scartare a 80 all\u2019ora e a limare i millimetri dei tubolari non pu\u00f2 essere un problema. E infatti riparte. Avanti piano all\u2019inizio.\u00a0 Gregario? Non proprio. Ci sono corridori che hanno la vittoria nel Dna e Cavendish deve solo fare uno sforzo di memoria che ritrova all&#8217;improvviso, quasi per magia, nell&#8217; aprile di due anni fa nella seconda tappa del Giro di Turchia quando ritorna a mettere fila\u00a0 Andr\u00e8 Greipel e Jasper Philipsen, lo stesso che due giorni fa a Bordeux lo batte e lo\u00a0 tiene a fianco di Eddie Merckx, lontano dal record che sognava. Strano il ciclismo, strana la vita. Il cerchio si chiude:\u00a0 Cannonball saluta tutti e mette la sua bici in garage. E&#8217; andato tutto come doveva andare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mads Pedersen vince in volata l&#8217;ottava tappa del Tour de France, la Libourne-Limoges di 201 chilometri davanti a Jasper Philipsen e a Wout Wan Aert e rende omaggio a Mark Cavendish: &#8220;E&#8217; stato un onore correre con lui&#8230;&#8221;. 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