{"id":34665,"date":"2023-08-11T21:26:51","date_gmt":"2023-08-11T19:26:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34665"},"modified":"2023-08-11T22:56:19","modified_gmt":"2023-08-11T20:56:19","slug":"in-bici-sullargine-del-po-il-senso-intimo-del-pedalare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/08\/11\/in-bici-sullargine-del-po-il-senso-intimo-del-pedalare\/","title":{"rendered":"In bici sull&#8217;argine del Po: il senso (intimo) del pedalare&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/08\/11\/in-bici-sullargine-del-po-il-senso-intimo-del-pedalare\/thumbnail_img_0852\/\" rel=\"attachment wp-att-34666\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-34666\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0852-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"322\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0852-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0852-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0852-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0852.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 322px) 100vw, 322px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/08\/11\/in-bici-sullargine-del-po-il-senso-intimo-del-pedalare\/thumbnail_img_0826\/\" rel=\"attachment wp-att-34667\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-34667\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0826-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0826-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0826-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0826-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0826.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/08\/11\/in-bici-sullargine-del-po-il-senso-intimo-del-pedalare\/thumbnail_img_0830\/\" rel=\"attachment wp-att-34668\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-34668\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0830-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"322\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0830-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0830-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0830-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0830.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 322px) 100vw, 322px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/08\/11\/in-bici-sullargine-del-po-il-senso-intimo-del-pedalare\/thumbnail_img_0863\/\" rel=\"attachment wp-att-34671\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-34671\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0863-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"321\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0863-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0863-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0863-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/08\/thumbnail_IMG_0863.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 321px) 100vw, 321px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un argine e il fiume accanto. Sempre accanto che non ti abbandona mai. Chilometri e chilometri da Pavia verso Cremona,\u00a0 verso Ostiglia, verso Ferrara verso Polesella, verso il mare fino a Ponte di Levante dove il Po e l&#8217;Adriatico si abbracciano&#8230; Un argine e le bici sopra con le ruote che scrocchiano sulla breccia,\u00a0 che avanzano e spesso si perdono perch\u00e8 i cartelli\u00a0 non ci sono, perch\u00e8 le strade si dividono, perch\u00e8 nel nulla \u00e8 anche facile perdersi. Sotto le ruote la pianura, le acque, gli spazi infiniti, tre regioni che si intrecciano e si toccano, il Polesine e un delta che \u00e8 a tratti uno spazio\u00a0 metafisico dove la realt\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che vuoi tu. Finalmente. Il senso pi\u00f9 intimo di viaggiare, di pedalare, di viaggiare e pedalare insieme, \u00e8 quello che ti tieni dentro. Te lo tieni per te per una strana forma di antica timidezza che ti permette di mantenere sacro uno spazio dove non vuoi visite. Con una mappa, senza\u00a0 troppi selfie,\u00a0 senza troppo smartphone, senza squilli di trombe. E\u2019 quello che fai per te: roba tua e di tua moglie che ti sta al fianco, che non molla un metro e che non ti molla, meno male. Tua la gioia, tua la fatica, tuoi i chilometri, salite, discese,\u00a0 pioggia che ti segue, ti insegue e ti mette anche un po&#8217; di ansia. Capita. Il senso pi\u00f9 intimo del pedalare \u00e8 la tua storia, il tuo presente che cambia di giorno in giorno, di anno in anno. L\u2019aspettativa che si trasforma, che diventa qualcos\u2019altro, diventa ci\u00f2 che vuoi tu. Cambiano le sfide e gli avversari se mai ce ne sono stati. Cambiano le velocit\u00e0 e le distanze. E cos\u00ec Ferrara, citt\u00e0 d&#8217;incanto, sembra pi\u00f9 vicina di quel che sembra. Cos\u00ec Cremona, cos\u00ec Mantova cos\u00ec Rovigo e Fratta con le sue ville del Palladio.\u00a0 E pedalare diventa il modo per scoprire e riscoprire ci\u00f2 che non immagini, per riprenderti il tempo, la lentezza, per\u00a0 startene per fatti tuoi fuori dal caos, dalle strade con il traffico, dagli scarichi che ti avvelenano i polmoni e il cervello. Pedalare spesso mette a posto un sacco di cose, di casini quotidiani, di pensieri, di \u201crogne\u201d. E allora svaniscono come d\u2019incanto i guai e la fatica, si va a sensazione e non ci si prova neanche pi\u00f9 a fermare il tempo. Non si pu\u00f2 fermare il tempo e allora si pedala come si vuole e come si pu\u00f2, magari un po&#8217; meno veloce magari un po&#8217; pi\u00f9 a lungo. Niente classifiche, niente cronometri, si arriva quando si arriva ed \u00e8 il tempo giusto\u00a0 rallentando con gli anni,\u00a0 un po\u2019 pi\u00f9 tranquilli per non sembrare presuntuosi e patetici e perch\u00e8 la <em>ubris<\/em> \u00e8 un peccato di quelli che si pagano a caro prezzo, il peggio che si possa fare per inimicarsi gli dei. E allora testa bassa e pedalare come sempre. Magari non pi\u00f9 in gruppo, in direzione ostinata e contraria ma senza esibirsi, senza fare gli sbruffoni, tosti come sempre. Per\u00f2 un po\u2019 pi\u00f9 saggi come chi conosce le salite, l\u2019unica sfida, quella che vale, dove s\u2019incrociano gli sguardi e dove resti sempre solo con le tue gambe. Forza e pazienza. Fiato e tenacia che non hanno tempo e non hanno et\u00e0.\u00a0 Fino in cima e\u00a0 fino alla fine perch\u00e8 in fondo basta avere e pazienza e si arriva. Un po&#8217; come questo fiume che scorre accanto. Lento, paziente, imponente e inarrestabile&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un argine e il fiume accanto. Sempre accanto che non ti abbandona mai. Chilometri e chilometri da Pavia verso Cremona,\u00a0 verso Ostiglia, verso Ferrara verso Polesella, verso il mare fino a Ponte di Levante dove il Po e l&#8217;Adriatico si abbracciano&#8230; Un argine e le bici sopra con le ruote che scrocchiano sulla breccia,\u00a0 che avanzano e spesso si perdono perch\u00e8 i cartelli\u00a0 non ci sono, perch\u00e8 le strade si dividono, perch\u00e8 nel nulla \u00e8 anche facile perdersi. 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