{"id":34827,"date":"2023-09-07T21:37:09","date_gmt":"2023-09-07T19:37:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34827"},"modified":"2023-09-07T21:41:43","modified_gmt":"2023-09-07T19:41:43","slug":"finalmente-wout-van-aert","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/09\/07\/finalmente-wout-van-aert\/","title":{"rendered":"Finalmente Wout van Aert"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/09\/07\/finalmente-wout-van-aert\/64fa030731fc3\/\" rel=\"attachment wp-att-34828\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-34828\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/64fa030731fc3-300x180.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/64fa030731fc3-300x180.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/64fa030731fc3.jpeg 458w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Finalmente <strong>Wout Van Aert<\/strong>. Finalmente vince van Aert dopo tanti secondi posti, tante volate sfuggite di un nulla, tante volte in cui poteva, avrebbe meritato, non c&#8217;\u00e8 riuscito, ha ceduto il passo&#8230; <strong>Wout van Aert<\/strong> centra la vittoria al <strong>Tour of Britain<\/strong> e va al comando della classifica generale: tappa \u00e8 maglia si dice in questi casi. Terza vittoria della stagione per il belga dopo quella di Harelbeke e dopo il rimo posto nella crono del campionato nazionale. Che per uno come lui forse (senza forse) \u00e8 un po&#8217; poco&#8230;.Che poi suona strano e suona male perch\u00e8 il campione della Jumbo \u00e8 sempre l\u00e0 davanti, sempre in corsa, sempre pronto\u00a0 dar battaglia, a chiudere, ad aiutare i compagni di squadra, a scattare, a rincorrere a sprintare. Cos\u00ec anche oggi sul traguardo di Felixstove quando tutti \u00a0si aspettavano un altro arrivo allo sprint con una progressione impressionante \u00e8 partito da solo e ha messo in fila tutti. Fine dei discorsi.\u00a0 &#8220;E&#8217; sempre complicato fare ci\u00f2 che ho fatto oggi- ha raccontato il 28enne di Herentals al traguardo- Ieri sera abbiamo visto l\u2019arrivo e, un po\u2019 seriamente e un po\u2019 per gioco, abbiamo iniziato a pensare che sarebbe stato possibile provare ad anticipare la volata. Ho provato ma inizialmente non pensavo di farcela, i miei compagni mi incitavano per radio e quando mi sono guardato alle spalle ho capito di essere riuscito a prendere spazio e capito che il piano stava riuscendo&#8230;&#8221;. Non si vince cos\u00ec per caso e soprattutto e non se lo possono permettere in tanti. Ma van Aert \u00e8 van Aert, fuoriclasse assoluto di classe cristallina, capace di tutto e di giocarsela con tutti,\u00a0 campione forse a volte troppo generoso, poco tattico, troppo genuino nella sua voglia di dare spettacolo. Ma non si discute, non si pu\u00f2 discutere. Qualche anno fa a Cambiago, festeggiando il fresco mondiale di ciclocross che <strong>Van Aert<\/strong> aveva vinto a Zolder con la sua bici e i suoi colori, <strong>Ernesto Colnago<\/strong> lo battezz\u00f2 all\u2019istante:\u00a0 \u00abPane, salame e pedalare, questo qui \u00e8 uno che va lontano\u2026<em>Ques chi<\/em> far\u00e0 strada\u2026\u201d.\u00a0 E cos\u00ec fu.\u00a0 Di campionati del mondo ne sono arrivati altri senza contare i titoli nazionali e le vittorie nel superprestige,\u00a0 le vittorie sulla strada, le Strade Bianche, la Sanremo. Un campione universale al tempo dei campioni specifici, uno che d\u00e0 l\u2019impressione di poter primeggiare sempre e ovunque: decide e vince, questo pare&#8230; Ed\u00a0 Ernesto Colnago lo sapeva, l&#8217;aveva capito subito. Pare ancora di sentirlo l&#8217;Ernesto mentre accompagnava quel ragazzino un po\u2019 timido,\u00a0 col ciuffo impomatato di gel\u00a0 tra i tubi in carbonio del suo stabilimento e poi a vedere il suo museo con le bici che hanno fatto la storia del ciclismo da quella di <strong>Franco Ballerini<\/strong>\u00a0alla Roubaix a quella del mondiale di Goodwood di\u00a0<strong>Beppe Saronni<\/strong>. Lui ci aveva scommesso subito e quando gli avevano detto di fare la squadra per partecipare al mondiale di ciclocross non ci aveva pensato un attino. Ed infatti era arrivato il titolo, il 53mo per una bici Colnago. Poi ognuno era andato per la sua strada.\u00a0 E quel ragazzino esile di quasi un metro e 90 aveva messo muscoli e potenza. Ora il \u201csignorino\u201d belga&#8221; \u00e8 uno dei magnifici del ciclismo mondiale anche se spesso spreca e un po&#8217; e d\u00e0 l&#8217;impressione di buttarsi via. Che se solo ci mette un po&#8217; la testa&#8230;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Finalmente Wout Van Aert. Finalmente vince van Aert dopo tanti secondi posti, tante volate sfuggite di un nulla, tante volte in cui poteva, avrebbe meritato, non c&#8217;\u00e8 riuscito, ha ceduto il passo&#8230; Wout van Aert centra la vittoria al Tour of Britain e va al comando della classifica generale: tappa \u00e8 maglia si dice in questi casi. Terza vittoria della stagione per il belga dopo quella di Harelbeke e dopo il rimo posto nella crono del campionato nazionale. 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