{"id":34842,"date":"2023-09-10T18:39:50","date_gmt":"2023-09-10T16:39:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34842"},"modified":"2023-09-10T18:39:50","modified_gmt":"2023-09-10T16:39:50","slug":"per-difendere-il-pianeta-non-serve-imbrattare-basta-nuotare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/09\/10\/per-difendere-il-pianeta-non-serve-imbrattare-basta-nuotare\/","title":{"rendered":"Per difendere il pianeta non serve imbrattare: basta nuotare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/09\/10\/per-difendere-il-pianeta-non-serve-imbrattare-basta-nuotare\/pugh-2\/\" rel=\"attachment wp-att-34843\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-34843\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/pugh-300x276.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/pugh-300x276.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/pugh-768x707.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/pugh.jpg 804w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E\u2019 il gioco delle differenze. C\u2019\u00e8 chi per attirare l\u2019attenzione sull\u2019emergenza ambientale imbratta monumenti, blocca sulle strade gente che deve andare al lavoro, interrompe gare di atletica o tappe del tour de France e c\u2019\u00e8 chi invece, senza dar fastidio a nessuno, nuota\u2026 Il 13 agosto\u00a0<strong>Lewis Pugh,\u00a0<\/strong>53enne avvocato inglese di Plymouth, ha iniziato la sua nuotata lungo il fiume Hudson, il grande fiume dello stato di New York che 50 anni fa era simbolo di inquinamento e che oggi \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 pulito anche se ancora in emergenza. Dalla sorgente a New York, un viaggio di\u00a0 di 315 miglia (507 km) a nuoto. Una sfida estrema che servir\u00e0 a spiegare, anzi a ricordare, quale sia il ruolo fondamentale che i fiumi svolgono in un pianeta abitabile, il loro rapporto con gli oceani, l\u2019urgente necessit\u00e0 proteggerli e rispettarli. \u201cSe vogliamo oceani sani abbiamo bisogno anche di fiumi sani: \u00e8 cos\u00ec semplice\u201d ha spiegato\u00a0 il legale che lavora in uno studio della City\u00a0 specializzato nella legge del mare ma da anni ha messo a disposizione il suo fisico e la sua voglia di nuotare alla difesa degli oceani. La fine di questa impresa, il 13 settembre, coincider\u00e0 con la Settimana dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite , la Settimana del Clima di New York 2023 e il Summit sulle Ambizioni Climatiche del Segretario Generale delle Nazioni Unite. E prover\u00e0 a catturare l\u2019attenzione di chi vi parteciper\u00e0.\u00a0Non \u00e8 la nuotata pi\u00f9 lunga e pi\u00f9 difficile di Pugh. Da vent\u2019anni ormai \u201csbraccia\u201d nelle acque pi\u00f9 ostili della Terra e porta a termine imprese ai limiti del possibile seguendo le regole internazionali della\u00a0<i>Channel Swimming Association<\/i>, che vietano l\u2019uso delle mute di protezione e impongono solo l\u2019uso di un costume da bagno, cuffia e occhialini protettivi. Sfide che possono\u00a0 sembrare assurde ma che hanno lo scopo ( e il pregio) di portare l\u2019attenzione sui temi ambientali senza dar fastidio a nessuno, senza prepotenza e senza danneggiare. L\u2019avvocato del Devon\u00a0 \u00e8\u00a0stato il primo nel 2003 a nuotare intorno a Capo Nord e, l\u2019anno dopo, ad attraversare per tutti i suoi 241 chilometri il Sognefiord in Norvegia. Nel 2007 ha circumnavigato il Polo Nord\u00a0 nuotando per un chilometro in 18 minuti sotto la calotta polare per denunciare lo scioglimento dei ghiacci dell\u2019Artico\u00a0 affiancato da\u00a0<strong>J\u00f8rgen Amundsen<\/strong>, pronipote dell\u2019esploratore\u00a0<strong>Roald Amudsen<\/strong>, che lo ha seguito sciando sul ghiaccio.\u00a0 Qualche tempo dopo \u00e8 tornato in mare attraversando\u00a0 il canale della Manica da Est a Ovest arrivando da Land\u2019s End in Cornovaglia fino a Dover nel Kent, per un totale di 570 chilometri. Lo scorso anno ha raggiunto a nuoto l\u2019Egitto dall\u2019Arabia Saudita, toccando due continenti, attraversando le barriere coralline del mar Rosso nel Ras Mohammed National Park, il Canale di Suez tra navi porta container e traghettii per arrivare ad Hurghada, in Egitto dove\u00a0 i leader mondiali si incontravano per il vertice della Cop27. L\u2019obbiettivo era attirare la loro attenzione\u00a0 sulla fragilit\u00e0 degli ecosistemi del Pianeta ed esortare i governi del mondo a contrastare la crisi climatica, riducendo drasticamente le emissioni globali.\u00a0 E\u2019 l\u2019unico nuotatore al mondo ad aver portato a termine nuotate di lunga distanza in tutti gli Oceani e ad esseresi cimentato con i grandi fiumi del pianeta che in tre casi gli hanno lasciato in \u201ceredit\u00e0\u201d gravi infezioni, ma la suo missione continua: \u00abLa storia dell\u2019Hudson d\u00e0 speranza alla gente che vive lungo il Gange, lo Yangtze, il Nilo, la Senna o il Tamigi- ha spiegato presentando la settimana scorsa a Lake Tear of the Clouds la sua traversata- per questo credo che valga la pena di continuare a fare ci\u00f2 che faccio\u2026\u201d. Che non \u00e8 da tutti, che pu\u00f2 anche sembrare una forma di esibizionismo o come dice maligna qualcuno alimentare un tornaconto. Resta il fatto che\u00a0 questo\u00a0 avvocato inglese che si batte per difendere l\u2019ambiente fa parlare di s\u00e8 e dell\u2019emeregnza climatica che stiamo vivendo senza dar fastidio a nessuno. La differenza \u00e8 tutta qui ed \u00e8 una bella lezione soprattutto a chi l\u2019ambientalismo lo vuole imporre con la vernice o con la prepotenza\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019 il gioco delle differenze. 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