{"id":34883,"date":"2023-09-17T21:04:47","date_gmt":"2023-09-17T19:04:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34883"},"modified":"2023-09-17T21:16:46","modified_gmt":"2023-09-17T19:16:46","slug":"al-ghisallo-la-storia-della-tre-valli-varesine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/09\/17\/al-ghisallo-la-storia-della-tre-valli-varesine\/","title":{"rendered":"Al Ghisallo la storia della Tre Valli Varesine"},"content":{"rendered":"<p class=\"x_gmail-Default\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/09\/17\/al-ghisallo-la-storia-della-tre-valli-varesine\/3vv_locandina-a3-mostra_ghisallo_web\/\" rel=\"attachment wp-att-34884\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-34884\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/3VV_Locandina-A3-mostra_GHISALLO_WEB-220x300.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/3VV_Locandina-A3-mostra_GHISALLO_WEB-220x300.jpg 220w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/3VV_Locandina-A3-mostra_GHISALLO_WEB-751x1024.jpg 751w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/3VV_Locandina-A3-mostra_GHISALLO_WEB-768x1048.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/3VV_Locandina-A3-mostra_GHISALLO_WEB-1126x1536.jpg 1126w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/09\/3VV_Locandina-A3-mostra_GHISALLO_WEB.jpg 1466w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a>Da Libero Ferrario a Tadej Pogacar, dalle immagini della prima edizione a quelle dei giorni nostri. E&#8217; stata inaugurata pochi giorni fa al <strong>Museo del Ghisallo<\/strong> a Magreglio, e potr\u00e0 essere visitata fino al primo novembre, la mostra dedicata alla storia della <strong>Tre Valli Varesine.<\/strong> Centouno edizioni raccontate con immagini storiche, riproduzioni e giornali d&#8217;epoca,\u00a0 pagine della Cronaca Prealpina e della Gazzetta dello Sport, con materiali provenienti dall&#8217;archivio della Societ\u00e0 Ciclistica Alfredo Binda, con alcuni cimeli della collezione permanente del museo del Ghisallo. Realizzata in collaborazione con la Societ\u00e0 Ciclistica Alfredo Binda e con l&#8217;Associazione Tre Valli Varesine rientra nel calendario degli eventi in occasione della prossima Tre Valli\u00a0 che si disputer\u00e0 marted\u00ec 3 ottobre con partenza da Busto Arsizio e arrivo a Varese.<\/p>\n<p class=\"x_gmail-Default\"><strong>Valcuvia, la Valganna e Valceresio sono le Tre Valli\u00a0 di una classica<\/strong> che si corre \u00a0nella provincia di Varese dal 1919 e che ha visto al via i pi\u00f9 forti corridori di sempre, da Domenico Piemontesi e Gino Bartali a Fausto Coppi, Gianni Motta, Felice Gimondi, Giuseppe Saronni, Francesco Moser, Eddy Merckx e pi\u00f9 di recente Vincenzo Nibali, Philippe Gilbert, Sonny Colbrelli, Thibaut Pinot, Alejandro Valverde e Tadej Poga\u010dar. La prima volta fu il 22 Giugno 1919\u00a0 per volont\u00e0 e intuizione del Club Sportivo Varesino.\u00a0 La storia della Tre Valli Varesine inizia cos\u00ec, all&#8217;indomani della Belle \u00c9poque e della Grande Guerra, dove le necessit\u00e0 della ricostruzione culturale e sociale impongono e sposano nuove avventure sportive.<\/p>\n<p class=\"x_gmail-Default\"><strong>Dapprima sono i dilettanti ad esplorare\u00a0 le valli,<\/strong> nel 1924 Libero Ferrario campione del mondo in carica dei &#8220;puri&#8221; lascia il proprio segno non senza polemiche, accusato di aver ricevuto innumere-voli spinte da mani amiche.\u00a0 Poi si aprono le porte allo straordinario mondo dei professionisti: entrano in scena gli anni &#8217;30 che tanto daranno al nostro ciclismo. Nel 1930 vince Albino Binda fratello di Alfredo, il quale pur essendo &#8220;enfant du pays&#8221;, la Tre Valli Varesine non riesce mai ad aggiudicarsela.\u00a0 Nel &#8217;31 il tracciato pi\u00f9 lungo di sempre con i suoi 303 chilometri (che passa anche dal <span class=\"markn02t29bzz\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Ghisallo<\/span>) che viene portato a termine vittoriosamente da Giacobbe.<\/p>\n<p class=\"x_gmail-Default\"><strong> Il 1932 vede protagonista Alfredo Bovet,<\/strong> nato a Losanna e di fatto il primo straniero ad insediarsi nell&#8217;albo d&#8217;oro della corsa, anche se in realt\u00e0 \u00e8 natura-lizzato italiano. In quegli anni \u00e8 una lotta all&#8217;ultimo colpo tant&#8217;\u00e8 che Gino Bartali nel 1938 brucia il tra-guardo di Masnago con un solo pedale, quello sinistro, poich\u00e9 quello destro si spezza poco prima dell&#8217;arrivo.\u00a0 Si entra cos\u00ec nel periodo sinfonico delle grandi battaglie tra Toscana e Piemonte dove due figli di queste terre, Gino e Fausto, dirigono l&#8217;orchestra del ciclismo mondiale degli anni &#8217;40 e &#8217;50.<\/p>\n<p class=\"x_gmail-Default\"><strong>Coppi per tre volte primo<\/strong> (anche nel 1939 \u00e8 primo tra gli indipendenti), Bartali risponde con due secondi posti, tra di loro si interpongono anche le vittorie tra gli altri di Magni, Bevilacqua e Nencini. Nel 1955 si disputa l&#8217;unica edizione a cronometro su un chilometraggio di 100 chilometri che incorona l&#8217;Airone di Castellania campione italiano. In totale sono 14 gli iscritti alla gara: il minor numero di sempre.<\/p>\n<p class=\"x_gmail-Default\">G<strong>li anni &#8217;60 guardando dall&#8217;obl\u00f2, stanno atterrando con un carico di campioni<\/strong>: Motta e Merckx su tutti. Merckx vince nel 1968 con la maglia iridata, Motta cala un poker di vittorie memorabile ed inaugura con la quarta ed ultima vittoria gli anni &#8217;70. \u00c8 la decina fantasmagorica di Moser e Saronni. Lotta in gara e fuori gara, un dualismo alimentato anche dalla stampa e dalla televisione che non si vedeva pi\u00f9 dagli anni \u201850.<\/p>\n<p class=\"x_gmail-Default\"><strong>Saronni, risponde a Gianni Motta con quattro vittorie<\/strong> calando cos\u00ec un altro bellissimo poker.\u00a0 Moser vince due volte, la seconda delle due nel 1978 con la maglia di campione del mondo. Arrivano gli anni di &#8220;ciclone&#8221; Bontempi, di Gianni Bugno, di Ghirotto e Chiappucci. La Tre Valli \u00e8 lanciata verso il nuovo millennio. Cambiano le bici, si passa dall&#8217;acciaio all&#8217;alluminio poi dall&#8217;alluminio al carbonio. La corsa varesina oltrepassa la dogana del nuovo millennio, il coriaceo Rebellin \u00e8 l&#8217;unico ciclista ad averla vinta in due millenni differenti, mentre Garzelli l&#8217;unico varesino ad essersi regalato il bis.<\/p>\n<p class=\"x_gmail-Default\"><strong>Gli italiani dal 1991 al 2003 dominano la classifica dei vincitori,<\/strong> poi nel 2004 Wegmann, riporta la vitto-ria in terra straniera.Infine, siamo alla storia recente, quella che pi\u00f9 ci ricordiamo perch\u00e9 ancora verniciata fresca e a colori, appiccicata dentro al nostro album delle storie pedalate. Nibali in maglia tricolore nel 2015, Rogli\u010d nel 2019 con la maglia color calabrone. La centesima edizione la vince il Rosso di Buja, al secolo Alessandro De Marchi, che scorta la corsa della Societ\u00e0 Ciclistica Alfredo Binda nel suo secondo secolo di vita. L&#8217;anno scorso la stupenda vittoria di Tadej Poga\u010dar in una entusiasmante volata a venti, in una delle edizioni pi\u00f9 prestigiose della storia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da Libero Ferrario a Tadej Pogacar, dalle immagini della prima edizione a quelle dei giorni nostri. E&#8217; stata inaugurata pochi giorni fa al Museo del Ghisallo a Magreglio, e potr\u00e0 essere visitata fino al primo novembre, la mostra dedicata alla storia della Tre Valli Varesine. Centouno edizioni raccontate con immagini storiche, riproduzioni e giornali d&#8217;epoca,\u00a0 pagine della Cronaca Prealpina e della Gazzetta dello Sport, con materiali provenienti dall&#8217;archivio della Societ\u00e0 Ciclistica Alfredo Binda, con alcuni cimeli della collezione permanente del museo del Ghisallo. 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