{"id":34969,"date":"2023-10-03T20:24:32","date_gmt":"2023-10-03T18:24:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=34969"},"modified":"2023-10-03T20:24:32","modified_gmt":"2023-10-03T18:24:32","slug":"sagan-le-roi-saluta-e-se-ne-va-gia-manca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/10\/03\/sagan-le-roi-saluta-e-se-ne-va-gia-manca\/","title":{"rendered":"Sagan le &#8220;roi&#8221; saluta e se ne va: gi\u00e0 manca"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/10\/03\/sagan-le-roi-saluta-e-se-ne-va-gia-manca\/petersagan\/\" rel=\"attachment wp-att-34971\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-34971\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/petersagan-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/petersagan-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/petersagan-1024x572.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/petersagan-768x429.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/petersagan.jpg 1388w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Non sono il secondo Eddy Merckx ma il primo Peter Sagan&#8230;&#8221;.<\/strong> Anni fa cos\u00ec rispose<em> &#8220;Petersagan&#8221;\u00a0<\/em> a un giornalista francese che al Tour prov\u00f2 a paragonarlo al Cannibale. Sempre impossibile fare confronti ma con lui a maggior ragione perch\u00e8 Sagan \u00e8 Sagan, ciclista unico e non ripetibile. Due giorni fa ha corso l&#8217;ultima sua gara su strada arrivando nono nel tour della Vandea in Francia e oggi ha salutato tutti con un tweet: &#8220;Poteva, il ragazzino che ero, immaginare tutto ci\u00f2 che lo aspettava?\u00a0 Sono grato per questa carriera. Grazie alle mie squadre, ai miei compagni, ai miei amici, allo staff, a chi mi \u00e8 stato vicino nella buona e nella cattiva sorte. Grazie a tutti voi, ai miei fan, a coloro che mi hanno supportato e che mi hanno dato un sostegno incrollabile in tutti questi anni. \u00c8 giunto il momento per me di voltare pagina, cambiare capitolo, ma l&#8217;avventura non finisce mai veramente&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong> Tranquilli non si ritira, non del tutto almeno.<\/strong> Ma la strada diventa un&#8217;altra, quella sterrata e pi\u00f9 accidentata della mountanbike che, nelle intenzioni, dovrebbe portarlo a Parigi il prossimo anno a correre un&#8217; Olimpiade.\u00a0 Che non \u00e8 un sogno impossibile, almeno per lui. Ma il presente da oggi \u00e8 passato. Addio quindi. Con 121 vittorie, tre mondiali vinti di fila,\u00a0 una Parigi-Roubaix, un Giro delle Fiandre, tre Gand-Wevelgem,\u00a0 18 tappe\u00a0 nei Grandi Giri e 7 maglie verdi\u00a0 al Tour de France si chiude la formidabile avventura di questo 33 enne slovacco che i numeri non bastano a raccontare perch\u00e8, nonostante in tanti abbiano fatto meglio,\u00a0 nonostante non sia stato\u00a0 il pi\u00f9 forte, nonostante non sia stato il pi\u00f9 vincente \u00e8 stato senza dubbio uno dei migliori.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;era un ciclismo prima di Peter Sagan, ce n&#8217;\u00e8 stato un altro con Peter Sagan<\/strong> e non solo perch\u00e8 ha rivoluzionato con le sue doti da funambolo il modo di andare in bici capace com&#8217;\u00e8, nessuno come lui, di salire e scendere da rotonde e marciapiedi, di saltare ostali senza mai perdere velocit\u00e0. Capace anche\u00a0 di impennare&#8230;ma questo \u00e8 un altro discorso.\u00a0 C&#8217;\u00e8 stato un altro ciclismo dopo Peter Sagan perch\u00e8 ha inventato un altro ciclismo,\u00a0 l&#8217;ha rivoluzionato, lo ha stravolto nel protocollo. Spettacolare, vincente, imprevedibile, potente, elegante, mai scontato, ha tolto le ragnatele da un mondo che prima di lui era spesso banale in corsa e dopo. Lo ha reso politicamente scorretto, divertente, geniale ogni volta che ha potuto: quasi sempre.<\/p>\n<p><strong>Un ciclismo d&#8217;autore che aveva nelle vene gi\u00e0 a nove anni<\/strong> quando dalle sue parti, a \u017dilina una piccola citt\u00e0 nel nord della Slovacchia, sulle orme del fratello pi\u00f9 grande Jurai ha cominciato a pedalare in mountainbike. Si vede subito quando un ragazzino in bici ha un&#8217;altra stoffa. E infatti qualche anno dopo &#8220;Peter il terribile&#8221; si metteva sulle spalle la maglia di campione del mondo Juniores. La prima di una storia che cos\u00ec \u00e8 cominciata e cos\u00ec \u00e8 continuata. Velocista, passista,\u00a0 discreto in salita, <em>finisseur<\/em> come tanti, come i migliori ma con quella genialit\u00e0 guascona che ha sempre fatto la differenza, che ha portato una ventata di freschezza in un mondo stantio di diete, di computer, di watt, di gente che vive a ruota.\u00a0 In tanti vanno forte, anche fortissimo, in pochi come lui sono stati capaci, di spiazzare, di osare anche quando la logica sconsigliava o consigliava di attendere, di fare altro o di non far nulla.<\/p>\n<p><strong>Sagan le &#8220;roi&#8221; titolavano i giornali francesi dopo la sua vittoria a Roubaix.<\/strong> &#8220;Sagan il fenomeno&#8221; andava a ruota la Gazzetta. Sagan il re Mida che ha trasformato in oro ogni pedalata e l&#8217;ha fatta diventare spettacolo puro anche improvvisandosi attore, come alla Pinacoteca di Brera per presentare un Giro di tanti anni fa. Una &#8220;rockstar&#8221; con i colori dell&#8217;iride da Richmond, a Doha a Bergen. Tre volte campione del mondo, come nessuno mai nella storia del ciclismo, come solo \u00a0lui poteva e ha saputo fare.\u00a0 Gli altri hanno vinto lui ha emozionato.\u00a0 Con la leggerezza dei grandi, senza mai fare proclami, con la maturit\u00e0 di un campione che non ha sbraitato neppure quando per una gomitata lo hanno sbattuto fuori da un Tour dove era destinato a fare la star<strong>.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutti hanno vinto ma Sagan ci ha sempre messo\u00a0 qualcosa in pi\u00f9.<\/strong> Non il colpo di reni, gesto antico e di tecnica pura di chi sa cogliere l\u2019attimo. \u00a0Ci ha messo la \u00a0faccia disincantata, lo sguardo guascone a volte triste a volte irriverente, la semplicit\u00e0 di un grande in un mondo spesso di mediocri che per\u00f2 si prendono maledettamente sul serio.\u00a0 Non sono stati i campionati del mondo a incoronarlo, semmai \u00e8 stato il contrario. \u00a0Ci sono maglie iridate \u00a0finite sulle spalle di illustri sconosciuti che le hanno portate in giro per il mondo nel pi\u00f9 completo anonimato.\u00a0 Ci sono campioni del mondo che nessuno pi\u00f9 neanche sospetta e neanche immagina. Sagan invece ce lo ricorderemo tutti. Ora pi\u00f9 che mai.<\/p>\n<p><strong> Ci ricorderemo tante delle sue vittorie allo stesso modo della \u201cfucilata\u201d di Beppe Saronni a Goodwood.<\/strong>\u00a0 Gesti consegnati alla storia, per sempre. Una rivoluzione di cui il ciclismo moderno appiattito da tattiche e doping aveva bisogno e che lascer\u00e0 in eredit\u00e0. Cos\u00ec come la sua incoscienza e il suo coraggio,\u00a0 miscela esplosiva dell\u2019estro e della classe che per sempre resteranno la didascalia della sua figurina.\u00a0 In bici e gi\u00f9 dalla bici mancher\u00e0 a tifosi e giornalisti nel bene e nel male. Mancher\u00e0 uno che prese a insulti un cameraman della Vuelta che per filmarlo rischi\u00f2 di farlo atterrare sull\u2019asfalto; mancher\u00e0 uno che diede un pizzico sul sedere di una miss sul podio e fece imbufalire Fabian\u00a0 Cancellara, che poi\u00a0 le mand\u00f2 un mazzo di fiori per scusarsi. Alla miss.\u00a0 Mancher\u00e0 uno che dopo la vittoria del mondiale che lo consacr\u00f2 stella di primaria importanza in un mondo che \u00e8 sport ma anche contratti, sponsor, marketing e soldoni, \u00a0se ne freg\u00f2 di tutto e di tutti se ne and\u00f2 con quattro amici al pub a festeggiare con un birra.\u00a0 Mancher\u00e0\u00a0 l\u2019 uomo che , dopo aver vinto tre mondiali di fila, \u00a0le prime parole le regal\u00f2 al \u00a0suo amico Michele Scarponi\u00a0 mandando un saluto alla moglie e ai figli.\u00a0 Mancher\u00e0. Anzi manca gi\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Non sono il secondo Eddy Merckx ma il primo Peter Sagan&#8230;&#8221;. Anni fa cos\u00ec rispose &#8220;Petersagan&#8221;\u00a0 a un giornalista francese che al Tour prov\u00f2 a paragonarlo al Cannibale. Sempre impossibile fare confronti ma con lui a maggior ragione perch\u00e8 Sagan \u00e8 Sagan, ciclista unico e non ripetibile. 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