{"id":35067,"date":"2023-10-23T17:05:46","date_gmt":"2023-10-23T15:05:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35067"},"modified":"2023-10-23T17:05:46","modified_gmt":"2023-10-23T15:05:46","slug":"correre-e-raccogliere-rifiuti-la-lezione-del-plogging","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/10\/23\/correre-e-raccogliere-rifiuti-la-lezione-del-plogging\/","title":{"rendered":"Correre e raccogliere rifiuti: la &#8220;lezione&#8221; del plogging"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/10\/23\/correre-e-raccogliere-rifiuti-la-lezione-del-plogging\/plogging\/\" rel=\"attachment wp-att-35068\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35068\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/plogging-215x300.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/plogging-215x300.jpg 215w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/plogging.jpg 575w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 chi per difendere l\u2019ambiente blocca strade e imbratta monumenti, c\u2019\u00e8 chi invece corre e raccoglie montagne di rifiuti. Bene o male ognuno fa ci\u00f2 che gli riesce. Ad <strong>Erik Ahlstr\u00f6m,<\/strong> svedese, atleta di\u00a0 e poi allenatore di skyrunner e scopritore di <strong>Emelie Forsberg,<\/strong> una delle pi\u00f9 forti ultramaratonete in circolazione, la salute del pianeta sta a cuore allo stesso modo (se non di pi\u00f9) dei ragazzi di Ultima Generazione, ma l\u2019idea di bloccare una strada, una finale d\u2019atletica, una tappa del Tour non gli \u00e8 mai passata per la mente. Anzi. Sette anni fa, dopo essersi trasferito da Are, un paesino di montagna nel nord della Svezia, nella grande Stoccolma rimase colpito dalla spazzatura a bordo strada che trovava quando usciva ad allenarsi. E un giorno, con un gruppo di amici, inizi\u00f2 a raccoglierla: \u00abLa sensazione era che stesse accadendo qualcosa che andava anche oltre l\u2019attivit\u00e0 fisica &#8211; raccont\u00f2 allora ad una tv svedese -. Le persone correvano, si divertivano e amavano il senso di appagamento che derivava dal fare sport ma anche qualcos\u2019altro di buono&#8230;\u00bb. Fu un\u2019intuizione che metteva insieme la forza della corsa e la voglia di darsi da fare in concreto per l\u2019ambiente: ma sul serio. Un\u2019idea semplice e rivoluzionaria sintetizzata in due parole: \u00abplocka upp\u00bb (raccogliere) e \u00abjogging\u00bb (correre). Cos\u00ec nacque il \u00abplogging\u00bb un po\u2019 sport, un po\u2019 esercizio di coscienza civica, molto pratica ambientale virtuosa e concreta che vale pi\u00f9 di tante chiacchiere. Si corre con il classico abbigliamento da running ma in pi\u00f9 con i guanti e con un sacco della spazzatura. Si corre, si raccolgono rifiuti e vince chi va pi\u00f9 forte e ne raccoglie di pi\u00f9 e di maggior qualit\u00e0. \u00c8 la nuova frontiera dello sport pulito che, poche settimane fa, il ministro italiano dello Sport <strong>Andrea Abodi<\/strong> ha annunciato che inserir\u00e0 nei prossimi Giochi della Giovent\u00f9. Il movimento prende rapidamente piede in Svezia, raggiunge altri Paesi in Europa fino all\u2019India, agli Stati Uniti e al Sudamerica. La parola \u00abPlogga\u00bb viene inserita nel dizionario inglese: \u00abOvviamente non \u00e8 solo running e raccolta di rifiuti &#8211; spiega Ahlstrom &#8211; \u00e8 la creazione del riflesso, quando vediamo un rifiuto, di raccoglierlo e smaltirlo correttamente. Che si stia camminando, pedalando, facendo kayak o skateboard, Plogga desidera insegnare due cose: la prima \u00e8 non inquinare e la seconda \u00e8 raccogliere i rifiuti quando se ne vedono in giro\u00bb. E anche se il plogging \u00e8 fondamentalmente uno sport che ruota intorno alla socializzazione e alla condivisione di una filosofia ambientalista, molti hanno cominciato negli ultimi anni a prenderlo in modo competitivo. E quale occasione migliore di un campionato del mondo per promuoverlo? Un paio di settimane fa a Genova \u00e8 andata in scena la terza edizione iridata. Una vera e propria gara che ha visto al via oltre 80 atleti e atlete da 16 Paesi che si sono sfidati all\u2019interno del Parco delle Mura, correndo e ripulendo un angolo suggestivo di montagna a poche centinaia di metri dal mare. A vincere il titolo sono stati lo spagnolo Manuel Jes\u00fas Ortega Garc\u00eda, tra gli uomini, e Elena Canuto, gi\u00e0 campionessa Mondiale della prima edizione, tra le donne. Il mondiale si \u00e8 chiuso con un nuovo record che ha portato ad una raccolta di circa 3.000 kg di rifiuti abbandonati, di cui oltre 2.000 kg, ovvero il 71% del totale, gi\u00e0 avviati al riciclo: un bel \u00abbottino di rumenta\u00bb. Un impatto sociale e ambientale notevole che si \u00e8 concretizzato nei quasi 6 milioni di grammi di CO2 non emessi in atmosfera una quantit\u00e0 di emissioni pari a quella prodotta da 60.000 km percorsi da un\u2019auto o da 50 voli aerei tra Milano e Roma. E tutto ci\u00f2 senza rompere l\u2019anima a nessuno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019\u00e8 chi per difendere l\u2019ambiente blocca strade e imbratta monumenti, c\u2019\u00e8 chi invece corre e raccoglie montagne di rifiuti. Bene o male ognuno fa ci\u00f2 che gli riesce. 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