{"id":35090,"date":"2023-10-26T21:11:50","date_gmt":"2023-10-26T19:11:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35090"},"modified":"2023-10-26T21:11:51","modified_gmt":"2023-10-26T19:11:51","slug":"perche-il-tour-parte-dallitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/10\/26\/perche-il-tour-parte-dallitalia\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 il Tour parte dall&#8217;Italia?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/10\/26\/perche-il-tour-parte-dallitalia\/preud\/\" rel=\"attachment wp-att-35091\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-35091\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/preud-300x174.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/preud-300x174.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/preud-1024x592.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/preud-768x444.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/10\/preud.jpg 1390w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Eccolo il Tour d&#8217;Italie, l&#8217;Italia che si tinge di giallo, che si spella le mani per la corsa pi\u00f9 bella del mondo, che non vede l&#8217;ora, che \u00e8 orgogliosa e un po&#8217; invidiosa, che per\u00f2 rosica e storce il naso. Certo, saremo tutti l\u00ec a lustrarci gli occhi il 29 giugno quando Vingegaard e compagni partiranno da Firenze: chi ama il ciclismo non pu\u00f2 esimersi. Per\u00f2 viene anche da chiedersi perch\u00e8 il Tour partir\u00e0 dall&#8217;Italia? Che direzione sta prendendo questo nuovo ciclismo senza frontiere e senza confini? &#8220;Il Tour de France non \u00e8 mai partito dall\u2019Italia in 120 anni ed era una specie di anomalia, di incongruenza&#8230;&#8221; aveva detto tempo fa il patron\u00a0 <strong>Christian Prudhomme<\/strong>, presentando le Grand Depart , le tre tappe italiane tra Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte e citando i vincitori italiani della corsa, da Bottecchia a Nibali.\u00a0 Ovviamente non \u00e8 solo cos\u00ec, non \u00e8 solo un omaggio ma tant\u2019\u00e8. Il Tour 2024, il numero 111, scatter\u00e0 il 29 giugno per concludersi il 21 luglio: 3.492 km in programma con le prime tre tappe sulle nostre strade. La prima, 206 km da Firenze a Rimini; la seconda, 200 km da Cesenatico a Bologna; la terza, 229 km\u00a0 da Piacenza a Torino. Il quarto giorno si parte da Pinerolo per poi entrare in Francia e affrontare Sestriere, Monginevro e Galibier. Due le cronometro: una individuale di 25 km da Nuits Saint Georges a Gevrey-Chambertin, l&#8217;altra l&#8217;ultimo giorno di 34 km da Monaco a Nizza. Ci saranno sterrati e pav\u00e8 e ovviamente ci saranno le salite: nel Massiccio Centrale, con traguardo a Le Lioran e poi i Pirenei con l\u2019immancabile arrivo a Pau prima degli arrivi in quota a Saint Lary Soulan (Pla d\u2019Adet) a Plateau de Beille, a Isola 2000 e sul Col de la Couillole.\u00a0 Il &#8220;Tour d&#8217;Italie&#8221; per chi \u00e8 appassionato di ciclismo, \u00e8 un gran bel regalo , un \u201cfigata\u201d come direbbe <strong>Jovanotti<\/strong> che in bici ci va, una bella cartolina italiana da spedire nel mondo. Per\u00f2 non \u00e8 un romantico omaggio alla corsa pi\u00f9 importante del mondo e soprattutto non \u00e8 gratis. Regione Toscana, Emilia Romagna e Piemonte sul Tour hanno investito denari e sperano in un grande ritorno di immagine per promuovere ( ma ce n\u2019era bisogno?) Firenze, la riviera romagnola e Torino. Quindi, al di l\u00e0 della retorica, un bel contratto che si spera soddisfi tutti i contraenti.\u00a0 Le quattro tappe italiane sono costate dai 200 mila euro per ospitare la partenza ai 300 mila per l\u2019arrivo, una bella cifra che per\u00f2 dovrebbe avere un ritorno economico non da poco. Il Piemonte avrebbe fatto i conti delle ricadute: si va da i 5 ai 15 milioni. I primi effetti sono legati alla carovana che segue il Tour: 4500 persone tra staff delle squadre partecipanti addetti alla logistica e giornalisti. A conferma che si tratta di un buon &#8220;affare&#8221; c&#8217;\u00e8 il report ufficiale degli organizzatori sull\u2019impatto complessivo che ha avuto per la Danimarca che nel 2022 ha ospitato le prime tre tappe : 102 milioni (70 dal turismo interno e 32 da quello estero). Ci\u00f2 detto il discorso il discorso potrebbe chiudersi qui.\u00a0 Ma la domanda resta. Perch\u00e8 il Tour deve partire dall\u2019Italia? Perch\u00e8 oggi il ciclismo \u00e8 ci\u00f2 che pandemie, guerre, crisi economiche permettono che sia, cio\u00e8 uno sport con la spia rossa dei conti accesa e con la necessit\u00e0 di trovare sponsor e soldi dove c\u2019\u00e8 ancora qualcuno disposto ad aprire i cordoni della borsa. E allora i mondiali si possono anche correre negli Emirati dove il deserto non \u00e8 solo geografico ma anche sulle strade e all\u2019arrivo perch\u00e8 molti non sanno neppure chi siano Pogacar , Van Aert, Sagan o Alaphilippe. Il Tour \u00e8 il Tour ma ormai come tanti grandi eventi sportivi \u00e8 diventato anche un\u2019altra cosa. Una scommessa rischiosa perch\u00e8 rompe storia e tradizioni che sono il cemento che conserva il mito di un evento. Che ciclismo \u00e8? E\u2019 quello dei tempi moderni, figlio dello stato di necessit\u00e0, dove i campioni contano ma i soldi pure. Anzi di pi\u00f9. Quindi benvenuto al Tour italiano che per tre tappe ci far\u00e0 lustrare gli occhi,\u00a0 riempir\u00e0 le strade di tifosi e le pagine dei giornali. Non di tutti ovviamente: ieri nei nelle prime pagine dei quotidiani sportivi non c&#8217;era traccia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Eccolo il Tour d&#8217;Italie, l&#8217;Italia che si tinge di giallo, che si spella le mani per la corsa pi\u00f9 bella del mondo, che non vede l&#8217;ora, che \u00e8 orgogliosa e un po&#8217; invidiosa, che per\u00f2 rosica e storce il naso. 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