{"id":35134,"date":"2023-11-04T19:06:30","date_gmt":"2023-11-04T18:06:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35134"},"modified":"2023-11-04T19:06:30","modified_gmt":"2023-11-04T18:06:30","slug":"ci-sono-tante-maratone-e-poi-ce-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/11\/04\/ci-sono-tante-maratone-e-poi-ce-new-york\/","title":{"rendered":"Ci sono tante maratone. E poi c&#8217;\u00e8 New York&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/11\/04\/ci-sono-tante-maratone-e-poi-ce-new-york\/unnamed-32-3\/\" rel=\"attachment wp-att-35135\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35135\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/unnamed-32-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/unnamed-32-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/unnamed-32-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/unnamed-32.jpg 638w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E fanno cinquantatr\u00e8. Cinquantatr\u00e8 maratone a New York, pi\u00f9 di mezzo secolo di storia per una sfida che va oltre quei fantastici 42 chilometri e 195 metri che attraversano i cinque distretti da Staten Island a Brooklyn, dal Queens a Manhattan, al Bronx fino a Central Park. Non sar\u00e0 la pi\u00f9 antica, la pi\u00f9 tecnica e forse neppure la pi\u00f9 bella ma \u00e8 l&#8217;unica maratona che un po&#8217; ti cambia la vita. &#8220;Se vinci da qualche parte del mondo diventi un atleta di primo piano ma se vinci a New York diventi famoso..\u00bb racconta ogni volta che glielo chiedono <strong>Gianni Poli<\/strong>, un pezzo di storia della nostra maratona, il primo azzurro a scendere sotto le 2ore e 10 minuti sui 42 chilometri, e vincitore nella grande Mela nel 1986.\u00a0 E a Poli, ma anche a <strong>Orlando Pizzolato<\/strong>\u00a0che a Central Park \u00e8 arrivato a braccia alzate nell\u201984 e nell\u201985 e a\u00a0<strong>Giacomo Leone<\/strong> primo nel \u201996 la Nycm la vita l\u2019ha cambiata davvero. E non solo a loro. La vita un po\u2019 la cambia a tutti perch\u00e8 per un maratoneta correre a New York \u00e8 il coronamento di un sogno che a volte ti fa nascere e rinascere. O almeno ricominciare. Perch\u00e8 in quel fiume di gente c\u2019\u00e8 dentro di tutto, con la corsa che diventa il modo per riscattarsi, per prendersi una rivincita, per dimostrare a se stessi che non c\u2019\u00e8 difficolt\u00e0, sfortuna, malattia o destino contro cui non si possa lottare, combattere e magari vincere. Basta crederci e basta volerlo. \u00a0New York sono tante storie. Tutte da raccontare. E domani si va. Un fiume di gente che all&#8217;alba dalle case del centro, dagli hotel da ogni dove sar\u00e0 &#8220;deportato&#8221; all&#8217;alba nella base militare di Staten Island ad aspettare , tra un massaggio e un bagel, la sua onda, la sua ora di partenza. Emozione e tensione che si intrecciano. Emozione e tensione per chi corre e per chi organizza e vigila su una festa e su quel milione di persone che saranno sulle strade a sostenere dal primo all&#8217;ultimo dei runner. <strong>Edward Caban,<\/strong> capo della polizia di New York,\u00a0 rassicura ma il livello d&#8217;attenzione resta alto soprattutto dopo l&#8217;escalation del conflitto in Medio Oriente e i molti episodi di antisemitismo e di islamofobia: \u00a0\u00abAl momento non ci sono minacce credibili o specifiche- spiega-. Detto questo, attueremo comunque un piano di sicurezza globale con molti livelli di controllo lungo il percorso\u00bb. Migliaia gli agenti mobilitati, compresi quelli dell\u2019antiterrorismo, anche se le rafforzate misure di sicurezza saranno discrete in una citt\u00e0 che accoglier\u00e0 gli oltre 50 mila al via. Oltre duemila gli italiani, la &#8221; squadra&#8221; pi\u00f9 numerosa, come sempre, seconda solo agli americani. New York per una giornata si fermer\u00e0 ad applaudire. Per gli &#8220;yankees&#8221; \u00e8 uno dei grandi eventi dell&#8217;anno, un po&#8217; come il Superbowl, come la finale Nba o quella dell&#8217;Us Open di tennis.\u00a0 Sar\u00e0 visibile in 206 Paesi al mondo, sar\u00e0 trasmessa in oltre 500 milioni di case comprese le nostre con la diretta della Rai. Nel 1970 quando l\u2019avventura cominci\u00f2 al via c\u2019erano 127 podisti. Cinque anni fa sul traguardo di Central Park , l&#8217;allora sindaco di New York<strong>\u00a0Bill De Blasio<\/strong> aveva premiato il milionesimo concorrente arrivato al traguardo. Un numero infinito, inimmaginabile che per\u00f2 d\u00e0 il senso di cosa sia diventata la corsa, di cosa sia diventata questa maratona che per gli americani \u00e8 la sfida possibile, l\u2019alibi per poi sedersi sulla tavola di un fast food senza sensi di colpa. E\u2019 la svolta salutista che <strong>Michelle Obama<\/strong>, quando arriv\u00f2 alla Casa Bianca, chiese a\u00a0<strong>Dean Kanarzes <\/strong>l\u2019ultramaratoneta che\u00a0<strong>Time<\/strong> aveva inserito tra i 100 uomini pi\u00f9 famosi d\u2019America: \u00abSiamo un popolo sovrappeso- gli disse allora- Devi farci correre\u2026\u00bb E cos\u00ec ora corrono in tanti, quasi tutti. Belli, brutti, magri, grassi, giovani e anziani, madri e nonne\u2026 New York \u00e8 la \u201cterra promessa\u201d di un popolo che non vuole avere rimpianti, con la folla sulle strade, i campanacci, le scritte, i sorrisi e i pianti. Con i suoi pettorali che, nonostante costino anche 500 dollari, devono essere contingentati per dare una possibilit\u00e0 a tutti di cucirselo addosso almeno una volta nella vita. \u00c9 l\u2019America che conosciamo, che ti d\u00e0 sempre una possibilit\u00e0. E la maratona di New York \u00e8 la vetrina perfetta, la scena ideale per ogni tipo di impresa. Per ricordare, per celebrare, per denunciare, per sostenere una battaglia. Chi vuol far sapere qualcosa al mondo viene a correre a New York. Che \u00e8 una citt\u00e0 che sembra un film di quelli gi\u00e0 visti, di quelli che ti danno sempre la sensazione di esserci stato, di esser di casa. Una citt\u00e0 che vale il viaggio. Sempre. Ma quando c\u2019\u00e8 la maratona forse di pi\u00f9. Perch\u00e8 ogni maratona \u00e8 fantastica e ce ne sono di fantastiche in ogni angolo del mondo. Ma poi c&#8217;\u00e8 New York&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E fanno cinquantatr\u00e8. Cinquantatr\u00e8 maratone a New York, pi\u00f9 di mezzo secolo di storia per una sfida che va oltre quei fantastici 42 chilometri e 195 metri che attraversano i cinque distretti da Staten Island a Brooklyn, dal Queens a Manhattan, al Bronx fino a Central Park. 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