{"id":35197,"date":"2023-11-14T21:02:25","date_gmt":"2023-11-14T20:02:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35197"},"modified":"2023-11-14T21:03:23","modified_gmt":"2023-11-14T20:03:23","slug":"saronni-troppo-stress-per-i-nostri-giovani-ciclisti-non-si-divertono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/11\/14\/saronni-troppo-stress-per-i-nostri-giovani-ciclisti-non-si-divertono\/","title":{"rendered":"Saronni: &#8220;Troppo stress per i nostri giovani ciclisti: non si divertono&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/11\/14\/saronni-troppo-stress-per-i-nostri-giovani-ciclisti-non-si-divertono\/1600x900_1600533870490-saronni\/\" rel=\"attachment wp-att-35200\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35200\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/1600x900_1600533870490.Saronni-300x167.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/1600x900_1600533870490.Saronni-300x167.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/1600x900_1600533870490.Saronni.jpeg 540w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>\u201cFacciamo finta di niente da troppo tempo e ci nascondiamo dietro alla Roubaix di Colbrelli.<\/strong> Il ciclismo italiano lo vedo malissimo. Guardi le corse e ti chiedi: dove sono gli italiani? Non siamo pi\u00f9 protagonisti e soprattutto non ci sono italiani che corrono. Non ci sono pi\u00f9 i numeri, non ci sono i giovani e sar\u00e0 sempre peggio&#8230;\u201d.\u00a0\u00a0Cos\u00ec diceva <strong>Giuseppe Saronni<\/strong> pi\u00f9 o meno un annetto fa quando il Centro Studi Grande Milano e la Fondazione Stelline gli conferirono la carica di Ambasciatore di Milano. Dritto al punto, mai banale come quando correva, puntuto come i suoi sprint, come quella sua fucilata a Goodwood, come la sua rivalit\u00e0 con <strong>Francesco Moser<\/strong> con cui, qualche sera fa in Rai, ha fatto una pace storica anche se la sensazione \u00e8 che sia pi\u00f9 una tregua e torneranno ad incrociarsi le lame&#8230;<\/p>\n<p><strong>Prendere o lasciare, Saronni \u00e8 cos\u00ec.<\/strong> E rispetto a un anno non ha cambiato di una virgola il suo pensiero: &#8220;I giovani spesso si allontanano dal ciclismo perch\u00e9 in molti gi\u00e0 nelle categorie minori vengono sottoposti a stress non necessari&#8221; spiega il campione del mondo che il 2 e 3 dicembre a Bologna negli spazi di FICO Eataly sar\u00e0 tra i relatori del <strong>Campus Bike Convention<\/strong>: la scienza applicata al ciclismo. &#8221; Il ciclismo \u00e8 uno sport di fatica e di sacrificio ma i giovani hanno bisogno soprattutto di divertirsi- continua Saronni- Dal mio punto di vista non si possono copiare i professionisti quando si allenano i giovani perch\u00e9 organizzarli in modo esasperato li porta ad allontanarsi dal movimento e se oggi non abbiamo giovani che si appassionano al ciclismo, domani non avremo grandi campioni&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong> Parole pesanti, dette\u00a0 da uno dei pi\u00f9 grandi <\/strong>campioni italiani di ciclismo\u00a0 di sempre e da chi,\u00a0 come direttore sportivo, fa diretto squadre come Lampre, Bahrein e UAE.\u00a0 Non solo. Pogacar alla Uae un lustro fa l\u2019aveva portato lui, grazie ad una \u201cdritta\u201d di <strong>Andrej Hauptmann,<\/strong> ex corridore Lampre e amico suo\u00a0 che gli aveva segnalato quell\u2019adolescente terribile con il motore di una fuoriserie. Ci aveva visto lungo e non \u00e8 mai un caso. La sua esperienza lo\u00a0 porta a suonare\u00a0 un campanello d\u2019allarme per la crescita del ciclismo giovanile: &#8220;Investire nello sviluppo della pratica sportiva nei nostri giovani \u00e8 molto importante non solo per creare dei campioni- spiega- ma per creare delle generazioni sane che ci costeranno meno in sanit\u00e0 nel futuro e ci daranno delle soddisfazioni in giro per il mondo. E basterebbe copiare dai pi\u00f9 bravi. Gli esempi pi\u00f9 ovvi da seguire sono la Danimarca e la Slovenia che hanno sfornato campioni come Vingegaard e Pogacar: i loro Paesi di origine hanno saputo coniugare la sicurezza sulle strade con corrette politiche di avvicinamento dei giovani allo sport. Ma oggi vale la pena prendere ad esempio anche alcuni paesi arabi come gli Emirati Arabi e altri paesi del Golfo Persico, in cui vengono spese grosse risorse negli sport, soprattutto nel ciclismo, semplicemente per dare un esempio e un modello sano alle nuove giovani generazioni. Perch\u00e9 con la promozione dell\u2019attivit\u00e0 sportiva promuovono una societ\u00e0 pi\u00f9 sana in cui i giovani imparano le basi di una corretta alimentazione e a utilizzare il proprio corpo per combattere l\u2019insorgere di eventuali malattie future dettate dalla sedentariet\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La sua &#8220;ricetta&#8221;\u00a0 non risparmia un messaggio forte <\/strong>anche a chi gestisce le poche societ\u00e0 sportive rimaste: \u201cNon si possono copiare i professionisti quando si allenano i giovani perch\u00e9 organizzarli in modo esasperato li porta ad allontanarsi dal movimento e se oggi non abbiamo giovani che si appassionano al ciclismo, domani non avremo grandi campioni\u201d. Perch\u00e9 i ciclisti di oggi sono pi\u00f9 forti di quelli del passato? Quanto contano l&#8217;innovazione tecnologica e scientifica? Come rilanciare il ciclismo? \u201cIo penso che sia difficile mettere a confronto i ciclisti di ieri e quelli di oggi- spiega- L\u2019unica cosa che rimane \u00e8 la classificazione in scalatore, velocista e passista. Il resto le bici, i materiali, i metodi di preparazione, l\u2019abbigliamento, le conoscenze mediche e scientifiche \u00e8 tutto diverso. E forse qualche corridore del passato, veloce e brillante, si sarebbe trovato anche meglio oggi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sono diversi quindi gli atleti,<\/strong> cos\u00ec come sono diverse le loro biciclette. \u201cL&#8217;innovazione ha fatto veramente la differenza- spiega Saronni- Dal numero dei rapporti allo sviluppo metrico, dal peso delle bici, che allora era di 11-12 kg, ai freni; le bici di oggi hanno un rendimento che fa impressione. Ma per far crescere giovani deve esserci una specifica volont\u00e0, una volont\u00e0 che ha bisogno di risorse, di finanziamenti, di incentivi che facciano succedere le cose, e quindi di un impegno concreto da parte delle istituzioni- Durante Campus si parler\u00e0 anche di questo, dell&#8217;approccio scientifico alla preparazione atletica, dei giovani in particolare che diventa anche una necessit\u00e0 se vogliamo rilanciare il movimento in Italia&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cFacciamo finta di niente da troppo tempo e ci nascondiamo dietro alla Roubaix di Colbrelli. Il ciclismo italiano lo vedo malissimo. Guardi le corse e ti chiedi: dove sono gli italiani? Non siamo pi\u00f9 protagonisti e soprattutto non ci sono italiani che corrono. Non ci sono pi\u00f9 i numeri, non ci sono i giovani e sar\u00e0 sempre peggio&#8230;\u201d.\u00a0\u00a0Cos\u00ec diceva Giuseppe Saronni pi\u00f9 o meno un annetto fa quando il Centro Studi Grande Milano e la Fondazione Stelline gli conferirono la carica di Ambasciatore di Milano. 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