{"id":35208,"date":"2023-11-15T21:06:19","date_gmt":"2023-11-15T20:06:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35208"},"modified":"2023-11-15T21:06:19","modified_gmt":"2023-11-15T20:06:19","slug":"ciclismo-la-storia-dei-giri-balmamion","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/11\/15\/ciclismo-la-storia-dei-giri-balmamion\/","title":{"rendered":"Ciclismo, la storia dei Giri Balmamion&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/11\/15\/ciclismo-la-storia-dei-giri-balmamion\/balma-2\/\" rel=\"attachment wp-att-35209\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35209\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/balma-300x226.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/balma-300x226.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/balma.jpg 521w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Poco tempo fa\u00a0<strong>Franco Balmamion<\/strong>\u00a0\u00e8 finito in una bella guida ciclistica del Piemonte che mette insieme 28 tappe sulle strade delle Alpi Occidentali\u00a0 tra citt\u00e0 e paesi che il ciclismo ha consacrato alla storia. Quasi 200 pagine che raccontano e ripercorrono le tappe di montagna di Giro e il Tour\u00a0 affrontate da campioni come<strong>\u00a0Fausto Coppi, Costante Girardengo, Marco Pantani<\/strong>.\u00a0 Balmamion\u00a0 era tra loro e a buon diritto visto che, anche su quelle strade, vinse per ben due volte consecutive il Giro nel 1962 e nel 1963 restando per alcune settimane in maglia rosa anche senza vincere una tappa. Furono i cosiddetti \u201cGiri Balmamion\u201d ma non \u00e8 mai stato un cruccio. Il ciclismo allora era un\u2019altra cosa. C\u2019era poca tattica, c\u2019erano grandi fughe, c\u2019era meno gioco di squadra e le tappe erano quasi sempre lunghe pi\u00f9 di 200 chilometri. Lui era un fantastico regolarista e per ci\u00f2 si mise dietro la concorrenza che non era poi cos\u00ec poco scarsa visto che si ritrov\u00f2 a fare i conti gente come\u00a0<strong>Pambianco, Baldini, Nencini, Motta, Gimondi, Adorni, Merckx\u00a0<\/strong>ma soprattutto con quel francese che rispondeva al nome di\u00a0<strong>Jacques Anquetil<\/strong>, uno dei pochi ad aver vinto in carriera il Tour (cinque volte) il Giro ( due) e la Vuelta e che fu il campione che Balmamion ammir\u00f2 di pi\u00f9.\u00a0 \u201cL\u2019Aquila del Canavese\u201d, cos\u00ec era stato soprannominato, corse e vinse in quegli anni l\u00ec, quindi onore al merito. Onori che poco tempo fa fa a Trento, durante il Festival dello Sport organizzato dalla gazzetta dello Sport, gli sono stati tributati dal direttore del Giro Mauro vegni, cje lo ha premiato insieme con Giuseppe Saronni con cui \u00e8 entrato a far parte della \u00abHall of Fame\u00bb del Giro d\u2019Italia ricevendo il Trofeo Senza Fine, destinato ai vincitori della Corsa Rosa. Non \u00e8 la prima volta che Balmamion viene premiato, anni fa fu il presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano<\/strong>\u00a0ad insignirlo del titolo di cavaliere della Repubblica per meriti sportivi. Ma i premi fanno sempre piacere, soprattutto a una certa et\u00e0 quando i ricordi contano e un po\u2019 aiutano a vivere: \u00abE\u2019 un enorme piacere per me ricevere questo riconoscimento \u2013 ha spiegato il grande campione\u00a0 di Nole \u2013 Sono sempre stato un regolarista, a posteriori mi dispiace non essere riuscito a vincere tappe anche se mi sono spesso confrontato con rivali pi\u00f9 veloci di me. Era un altro ciclismo, all\u2019epoca curavo soprattutto la classifica. C\u2019erano tantissimi campioni ma quello che ho ammirato di pi\u00f9 \u00e8 stato Anquetil che un giorno \u00e8 anche\u00a0 venuto a casa mia a farsi la doccia dopo una corsa. Mi hanno definito riflessivo, coscienzioso e altruista. Io mi sono sempre comportato come mi hanno insegnato e sono contento di quello che ho fatto nella mia vita\u2026\u00bb. Balmamion \u00e8 stato un campione precoce e , dopo aver lavorato in fabbrica gi\u00e0 da 14 anni e poi alla Fiat,\u00a0 cominci\u00f2 a pedalare sul serio nella Martinetto di Ciri\u00e8 e poi nel Gruppo sportivo della Fiat. Vinse il Giro d\u2019Italia gi\u00e0 al secondo anno di carriera e l\u2019anno dopo fu anche capace di ripetersi. \u00a0Forte sia in salita e a cronometro\u00a0 non aveva uno spunto veloce e per questo nelle sue dodici partecipazioni alla Corsa Rosa non riusc\u00ec mai a conquistare una\u00a0 tappa pur piazzandosi nuovamente sul podio finale nel 1967, quando chiuse alle spalle di Felice Gimondi. Da professionista\u00a0 indoss\u00f2 le maglie di Bianchi, Carpano, Cynar, Sanson, Molteni, Salvarani, tutte formazioni di vertice ma quella rosa \u00e8 quella che di pi\u00f9 gli \u00e8 rimasta nel cuore.\u00a0 E c\u2019\u00e8 un motivo: \u201cIo sono sempre stato un grande tifoso granata- ha raccontato sul palco del Festival di Trento- E i due giri li ho vinti\u00a0 perch\u00e8 in quegli anni la maglia della mia squadra era a righe bianconere. C\u2019era un solo modo per togliermela di dosso: andarmi a prendere quella rosa\u2026\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Poco tempo fa\u00a0Franco Balmamion\u00a0\u00e8 finito in una bella guida ciclistica del Piemonte che mette insieme 28 tappe sulle strade delle Alpi Occidentali\u00a0 tra citt\u00e0 e paesi che il ciclismo ha consacrato alla storia. 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