{"id":35219,"date":"2023-11-17T19:02:48","date_gmt":"2023-11-17T18:02:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35219"},"modified":"2023-11-18T00:45:28","modified_gmt":"2023-11-17T23:45:28","slug":"lambrogino-a-rondelli-e-latletica-applaude","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/11\/17\/lambrogino-a-rondelli-e-latletica-applaude\/","title":{"rendered":"L&#8217;Ambrogino a Rondelli e l&#8217;atletica applaude&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/11\/17\/lambrogino-a-rondelli-e-latletica-applaude\/rondelli\/\" rel=\"attachment wp-att-35221\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-35221\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/rondelli-300x111.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"111\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/rondelli-300x111.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/rondelli.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Cova\u2026Cova\u2026<strong>Cova<\/strong> cos\u00ec come\u00a0lo raccontava\u00a0 Paolo Rosi nel 1983 ai mondiali di Helsinki.\u00a0Poi Francesco\u00a0<strong>Panetta,<\/strong>\u00a0\u201cdiesel\u201d come lo chiamavano tutti perch\u00e9\u00a0veniva fuori alla distanza e non ce n\u2019era per nessuno. E furono medaglie, ori e argenti olimpici e mondiali. \u00a0Ma anche Danilo<strong>\u00a0Goffi<\/strong>, maratoneta senza et\u00e0 che ha corso fino a ieri dopo aver messo in bacheca maratone e titoli europei. Tutti passati dalle mani sapienti di\u00a0<strong>Giorgio Rondelli,<\/strong> un pezzo di storia dell\u2019atletica azzurra, cinquant&#8217;anni in pista a spiegare, insegnare, seguire e far crescere migliaia di atleti passati dalle sue parti. Una &#8220;corsa infinita&#8221; che tradotta in cifre fanno 121 titoli di campione italiano conquistati dai suoi ragazzi e dalle 67 maglie azzurre che ha allenato.\u00a0 Un pezzo di storia anche di Milano tant&#8217;\u00e8 che pochi giorni fa Palazzo Marino ha voluto rendergli onore e omaggio con l&#8217;Ambrogino, il massimo riconoscimento cittadino che gli sar\u00e0 consegnato il 7 dicembre nel giorno della festivit\u00e0 ambrosiana.\u00a0 Giusto cos\u00ec. Se questa tornata di premi ha sollevato non poche polemiche tra il sindaco Sala, l&#8217;opposizione e anche la sua maggioranaza il premio a Rondelli ha invece messo d&#8217;accordo tutti. La grande atletica \u00e8 passata dalle sue parti , dalla mitica pista milanese del Centro sportivo XXV aprile dove ancora oggi, a 77 anni, allena ed \u00e8 di casa. Diplomato ISEF ed insegnante di educazione fisica, il prof Rondelli nasce mezzofondista, campione italiano Allievi nei 1200 metri (3:16.2) nel 1962, poi azzurrino under 20 sempre in maglia Pro Patria Milano. Prima da atleta e poi da tecnico, ha legato il suo nome alla storica societ\u00e0 milanese, dal 2007 confluita nel CUS Pro Patria Milano. Una monogamia d&#8217;altri tempi e forse un po&#8217; fuori dal tempo per un coach che ha l&#8217;atletica che gli scorre nelle vene e forse oggi fatica un po&#8217; giustificare i capricci degli atleti di questa generezione ma soprattutto quelli delle\u00a0 mamme e e dei pap\u00e0 che accompagnano i figli ad allenarsi: &#8221; Molti si meravigliano se faccio correre i ragazzi sotto la pioggia&#8230;&#8221; confidava pochi giorni fa in occasione della presentazione della Milano 21, la &#8220;mezza&#8221; che si correr\u00e0 domenica a Milano.\u00a0 Altra generazione, altra stoffa: \u201cE\u2019 cambiata l\u2019atletica? Certo che \u00e8 cambiata- raccontava qualche anno fa ad una platea di passionati durante un incontro in una palestra in centro a Milano- Una volta gente come Cova, Panetta, Goffi avevano meno distrazioni. C\u2019era meno di tutto. Oggi ci siamo imborghesiti. Oggi i ragazzi si lasciano distrarre pi\u00f9 facilmente. Ed \u00e8\u2019 un po\u2019 cambiato anche il concetto di fatica. Una volta un allenamento duro di un\u2019ora e mezzo era la regola, oggi quell\u2019ora e mezzo \u00e8 diventata un\u2019ora\u2026\u201d.\u00a0 \u00a0Abituato a lavorare con macchine da Formula Uno che si allenano, corrono e recuperano con tempi da formula uno da qualche tempo un\u2019occhiata agli amatori ha cominciato a darla: \u201cCorrere tutti insieme \u00e8 sbagliato- \u00e8 la sua filosofia- Alla fine i migliori si adeguano ai peggiori emergono solo le negativit\u00e0. Tempo fa allenavo un gruppo di amatori che chiamavo \u201cRomagna mia\u201d perch\u00e9 correvano e se la raccontavano tirando dentro anche chi poteva andar pi\u00f9 forte. Cos\u00ec li ho divisi. I pi\u00f9 lenti partivano davanti, i pi\u00f9 veloci due minuti dopo con l\u2019ordine di raggiungerli. Alla fine sono migliorati tutti: quelli davanti che spingevano per non farsi prendere, quelli dietro che acceleravano chiudere il buco&#8230;&#8221;. Storie di corsa, di campioni, di medaglie, di giovani speranze, si serate intorno alla Montagnetta, di riflettori accesi che fanno luce nella nebbia, di piste da fare e da rifare, di spogliatori che vanno a pezzi. Storie che valgono un Ambrogino. E l&#8217;atletica applaude.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cova\u2026Cova\u2026Cova cos\u00ec come\u00a0lo raccontava\u00a0 Paolo Rosi nel 1983 ai mondiali di Helsinki.\u00a0Poi Francesco\u00a0Panetta,\u00a0\u201cdiesel\u201d come lo chiamavano tutti perch\u00e9\u00a0veniva fuori alla distanza e non ce n\u2019era per nessuno. E furono medaglie, ori e argenti olimpici e mondiali. \u00a0Ma anche Danilo\u00a0Goffi, maratoneta senza et\u00e0 che ha corso fino a ieri dopo aver messo in bacheca maratone e titoli europei. 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