{"id":35282,"date":"2023-11-28T16:15:44","date_gmt":"2023-11-28T15:15:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35282"},"modified":"2023-11-28T16:16:43","modified_gmt":"2023-11-28T15:16:43","slug":"giorgio-rondelli-lambrogino-che-mette-tutti-daccordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/11\/28\/giorgio-rondelli-lambrogino-che-mette-tutti-daccordo\/","title":{"rendered":"Giorgio Rondelli, l&#8217;Ambrogino che mette tutti d&#8217;accordo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/11\/28\/giorgio-rondelli-lambrogino-che-mette-tutti-daccordo\/rondelli2\/\" rel=\"attachment wp-att-35283\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright  wp-image-35283\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/rondelli2-1024x395.jpg\" alt=\"\" width=\"594\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/rondelli2-1024x395.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/rondelli2-300x116.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/rondelli2-768x297.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/11\/rondelli2.jpg 1326w\" sizes=\"(max-width: 594px) 100vw, 594px\" \/><\/a>Cova\u2026Cova\u2026<strong>Cova<\/strong>\u00a0cos\u00ec come\u00a0lo raccontava\u00a0 Paolo Rosi nel 1983 ai mondiali di Helsinki.\u00a0Poi Francesco\u00a0<strong>Panetta,<\/strong>\u00a0\u201cdiesel\u201d come lo chiamavano tutti perch\u00e9\u00a0veniva fuori alla distanza e non ce n\u2019era per nessuno. E furono medaglie, ori e argenti olimpici e mondiali. \u00a0Ma anche Danilo<strong>\u00a0Goffi<\/strong>, maratoneta senza et\u00e0 che ha corso fino a ieri dopo aver messo in bacheca maratone e titoli europei. Tutti passati dalle mani sapienti di\u00a0<strong>Giorgio Rondelli,<\/strong>\u00a0un pezzo di storia dell\u2019atletica azzurra, cinquant\u2019anni in pista a spiegare, insegnare, seguire e far crescere migliaia di atleti passati dalle sue parti. Una \u201ccorsa infinita\u201d che tradotta in cifre fanno 121 titoli di campione italiano conquistati dai suoi ragazzi e dalle 67 maglie azzurre che ha allenato.\u00a0 Un pezzo di storia anche di Milano tant\u2019\u00e8 che pochi giorni fa Palazzo Marino ha voluto rendergli onore e omaggio con l\u2019Ambrogino, il massimo riconoscimento cittadino che gli sar\u00e0 consegnato il 7 dicembre nel giorno della festivit\u00e0 ambrosiana.\u00a0 Giusto cos\u00ec. Se questa tornata di premi ha sollevato non poche polemiche tra il sindaco Sala, l\u2019opposizione e anche la sua maggioranaza il premio a Rondelli ha invece messo d\u2019accordo tutti. La grande atletica \u00e8 passata dalle sue parti , dalla mitica pista milanese del Centro sportivo XXV aprile dove ancora oggi, a 77 anni, allena ed \u00e8 di casa. Diplomato ISEF ed insegnante di educazione fisica, il prof Rondelli nasce mezzofondista, campione italiano Allievi nei 1200 metri (3:16.2) nel 1962, poi azzurrino under 20 sempre in maglia Pro Patria Milano. Prima da atleta e poi da tecnico, ha legato il suo nome alla storica societ\u00e0 milanese, dal 2007 confluita nel CUS Pro Patria Milano. Una monogamia d\u2019altri tempi e forse un po\u2019 fuori dal tempo per un coach che ha l\u2019atletica che gli scorre nelle vene e forse oggi fatica un po\u2019 giustificare i capricci degli atleti di questa generezione ma soprattutto quelli delle\u00a0 mamme e e dei pap\u00e0 che accompagnano i figli ad allenarsi: \u201d Molti si meravigliano se faccio correre i ragazzi sotto la pioggia\u2026\u201d confidava pochi giorni fa in occasione della presentazione della Milano 21, la \u201cmezza\u201d che si correr\u00e0 domenica a Milano.\u00a0 Altra generazione, altra stoffa: \u201cE\u2019 cambiata l\u2019atletica? Certo che \u00e8 cambiata- raccontava qualche anno fa ad una platea di passionati durante un incontro in una palestra in centro a Milano- Una volta gente come Cova, Panetta, Goffi avevano meno distrazioni. C\u2019era meno di tutto. Oggi ci siamo imborghesiti. Oggi i ragazzi si lasciano distrarre pi\u00f9 facilmente. Ed \u00e8\u2019 un po\u2019 cambiato anche il concetto di fatica. Una volta un allenamento duro di un\u2019ora e mezzo era la regola, oggi quell\u2019ora e mezzo \u00e8 diventata un\u2019ora\u2026\u201d.\u00a0 \u00a0Abituato a lavorare con macchine da Formula Uno che si allenano, corrono e recuperano con tempi da formula uno da qualche tempo un\u2019occhiata agli amatori ha cominciato a darla: \u201cCorrere tutti insieme \u00e8 sbagliato- \u00e8 la sua filosofia- Alla fine i migliori si adeguano ai peggiori emergono solo le negativit\u00e0. Tempo fa allenavo un gruppo di amatori che chiamavo \u201cRomagna mia\u201d perch\u00e9 correvano e se la raccontavano tirando dentro anche chi poteva andar pi\u00f9 forte. Cos\u00ec li ho divisi. I pi\u00f9 lenti partivano davanti, i pi\u00f9 veloci due minuti dopo con l\u2019ordine di raggiungerli. Alla fine sono migliorati tutti: quelli davanti che spingevano per non farsi prendere, quelli dietro che acceleravano chiudere il buco\u2026\u201d. Storie di corsa, di campioni, di medaglie, di giovani speranze, si serate intorno alla Montagnetta, di riflettori accesi che fanno luce nella nebbia, di piste da fare e da rifare, di spogliatori che vanno a pezzi. Storie che valgono un Ambrogino. E l\u2019atletica applaude.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cova\u2026Cova\u2026Cova\u00a0cos\u00ec come\u00a0lo raccontava\u00a0 Paolo Rosi nel 1983 ai mondiali di Helsinki.\u00a0Poi Francesco\u00a0Panetta,\u00a0\u201cdiesel\u201d come lo chiamavano tutti perch\u00e9\u00a0veniva fuori alla distanza e non ce n\u2019era per nessuno. E furono medaglie, ori e argenti olimpici e mondiali. \u00a0Ma anche Danilo\u00a0Goffi, maratoneta senza et\u00e0 che ha corso fino a ieri dopo aver messo in bacheca maratone e titoli europei. 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