{"id":35357,"date":"2023-12-14T11:53:40","date_gmt":"2023-12-14T10:53:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35357"},"modified":"2023-12-14T11:53:40","modified_gmt":"2023-12-14T10:53:40","slug":"tu-lo-conosci-major-taylor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/14\/tu-lo-conosci-major-taylor\/","title":{"rendered":"&#8220;Tu lo conosci Major Taylor?&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/14\/tu-lo-conosci-major-taylor\/maji\/\" rel=\"attachment wp-att-35358\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35358\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/maji-215x300.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/maji-215x300.jpg 215w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/maji.jpg 437w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a>\u00abTu lo conosci Major Taylor? \u00c9 stato campione del mondo in pista non ricordo se alla fine dell\u2019Ottocento o all\u2019inizio del Novecento, comunque in quel periodo l\u00e0\u2026\u00bb.\u00a0<strong>Marco Ballestracci<\/strong>, speaker radiofonico, giornalista musicale e scrittore che poi su\u00a0<strong>Marshall Walter Taylor<\/strong>, il primo iridato di ciclismo afroamericano, ha addirittura scritto un romanzo, non immaginava neppure che alla fine dell\u2019Ottocento ci fosse qualcuno che si prendesse la briga di organizzare un campionato del mondo su pista. Ma tant\u2019\u00e8. Ballestracci scopr\u00ec Taylor, chiacchierando al telefono con\u00a0<strong>Gino Cervi,<\/strong> giornalista e scrittore, che stasera sera alle 19.30 in corso Garibaldi a Milano da <strong>Rossignoli<\/strong>\u00a0sar\u00e0 con lui a raccontarla questa storia che dal ciclismo \u00abvola\u00bb verso altri mondi e altre epoche. Parole e musica, tratti dal romanzo\u00a0<em>\u00abBlack Boy Fly\u00bb<\/em>\u00a0(Pagine Alvento \u2013 Mulatero Editore, 2022) che diventano spettacolo con l\u2019armonica e la chitarra del bluesman\u00a0<strong>Marco Python Fecchio<\/strong>\u00a0in una serata di racconti, note e biciclette. Taylor figlio di schiavi, tre fratelli e quattro sorelle, nato nel 1878 in una fattoria di Indianapolis e morto a Chicago 54 anni dopo, \u00e8 stato molto di pi\u00f9 di un pistard statunitense, molto di pi\u00f9 di un campione del mondo di velocit\u00e0 sul miglio. Pedalando, contribu\u00ec (e non poco) alla conquista dei diritti civili dei neri americani. Lo chiamavano \u00abMaggiore\u00bb perch\u00e9 andava in giro con una vecchia giubba dell\u2019esercito nordista e, a dispetto dei pregiudizi e dei soprusi e delle leggi razziali, divent\u00f2 un mito quando nel 1899, dopo il boxeur George Dixon, fu il secondo atleta afroamericano a conquistare un titolo di campione del mondo. Ancor oggi, nella citt\u00e0 dell\u2019Illinois, a ricordarlo ci sono una pista ciclabile nel Dan Ryan Woods, un murale dipinto lungo un ponte pedonale sul fiume Little Calumet e un club ciclistico in suo onore. Una vita con la colonna sonora della black music, tra gospel, blues, soul, jazz e con imprese che s\u2019intrecciarono alla storia e alle discriminazioni. Sal\u00ec in bici grazie al ben volere di una famiglia di bianchi, cominci\u00f2 a lavorare distribuendo giornali e cominci\u00f2 a correre e per l\u2019intuizione del proprietario di una bottega di biciclette. I suoi pi\u00f9 forti avversari non erano i corridori bianchi, ma le leggi razziali: vietato iscriversi, vietato partecipare, vietato gareggiare. Alla fine dell\u2019800 fu\u00a0<strong>George Catterson,<\/strong>\u00a0un costruttore di Indianpolis e appassionato di ciclismo a parlare di lui a\u00a0<strong>Louis Munger<\/strong>, ex corridore professionista e poi produttore di bici con la Munger Cycle Company. Gli raccont\u00f2 di quel ragazzino di colore che sulla pista di Capitol City aveva abbassato di 6 secondi i record dei campioni bianchi: \u00abHa 15 anni e se non l\u2019avessi visto con i miei occhi non ci crederei\u2026\u00bb. Cominci\u00f2 cos\u00ec la carriera di \u00abBlack boy\u00bb tra insulti, dispetti, sputi, con campioni, allenatori e spesso anche il pubblico che fecero di tutto per fermare quel giovane che in bici sembrava un proiettile. Dopo una corsa vinta Taylor si present\u00f2 al cospetto di Munger Taylor: \u00abMi chiamo Marshall signor Munger, Mayor \u00e8 solo un soprannome\u2026\u00bb. \u00abBirdie\u00bb, cos\u00ec tutti conoscevano Munger perch\u00e8 in bici assomigliava ad un uccellino, cerc\u00f2 di rasserenarlo dicendo che la gente in genere dava un soprannome in segno di affetto: \u00abForse per voi bianchi funziona cos\u00ec- rispose Mayor- Per noi neri \u00e8 tutta un\u2019 altra cosa\u2026\u00bb. E riprese a pedalare con pi\u00f9 rabbia di prima\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abTu lo conosci Major Taylor? \u00c9 stato campione del mondo in pista non ricordo se alla fine dell\u2019Ottocento o all\u2019inizio del Novecento, comunque in quel periodo l\u00e0\u2026\u00bb.\u00a0Marco Ballestracci, speaker radiofonico, giornalista musicale e scrittore che poi su\u00a0Marshall Walter Taylor, il primo iridato di ciclismo afroamericano, ha addirittura scritto un romanzo, non immaginava neppure che alla fine dell\u2019Ottocento ci fosse qualcuno che si prendesse la briga di organizzare un campionato del mondo su pista. Ma tant\u2019\u00e8. 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