{"id":35382,"date":"2023-12-18T18:34:42","date_gmt":"2023-12-18T17:34:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35382"},"modified":"2023-12-18T18:34:42","modified_gmt":"2023-12-18T17:34:42","slug":"in-handbike-nel-deserto-e-iniziata-limpresa-del-prof","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/18\/in-handbike-nel-deserto-e-iniziata-limpresa-del-prof\/","title":{"rendered":"In handbike nel deserto: \u00e8 iniziata l&#8217;impresa del &#8220;prof&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/18\/in-handbike-nel-deserto-e-iniziata-limpresa-del-prof\/parsa2\/\" rel=\"attachment wp-att-35384\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35384\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/parsa2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/18\/in-handbike-nel-deserto-e-iniziata-limpresa-del-prof\/parsa1\/\" rel=\"attachment wp-att-35383\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35383\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/parsa1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/18\/in-handbike-nel-deserto-e-iniziata-limpresa-del-prof\/hl-36142135580\/\" rel=\"attachment wp-att-35385\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35385\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/hl-36142135580-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>E&#8217; partita all&#8217;alba di ieri mattina &#8220;<strong>East to West\u201d<\/strong>, l&#8217;impresa del professor <strong>Matteo Parsani<\/strong>, docente presso la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST), che attraverser\u00e0 l\u2019Arabia Saudita percorrendo oltre 3.000 chilometri in un mese su una handbike. Il via da Damman, poi il deserto fino ad Alula e dopo aver fatto tappa nelle citt\u00e0 pi\u00f9 importanti dei musulmani, Medina e La Mecca torner\u00e0 a nord, a Jedda, prima di giungere al KAUST, dove si concluder\u00e0 l\u2019impresa. Un viaggio epico, che non \u00e8 solo una sfida fisica, ma anche un esperimento scientifico e tecnologico senza precedenti.\u00a0 Nel corso della sua impresa, Parsani, che dal 2017 vive con una lesione midollare a causa di un incidente stradale, sar\u00e0 costantemente monitorato da tecnologie all\u2019avanguardia sviluppate da cinque laboratori scientifici del KAUST. I dati biologici raccolti verranno immediatamente inviati al\u00a0<strong>Villa Beretta Rehabilitation Research Innovation Institute<\/strong> di Costa Masnaga (LC), per essere analizzati dal Direttore Clinico, il dottor Franco Molteni e permetteranno grazie anche\u00a0ad\u00a0<strong>algoritmi di intelligenza artificiale <\/strong>di valutare e comprendere a fondo gli effetti di un\u2019attivit\u00e0 fisica estrema sul sistema nervoso di una persona con una lesione spinale.\u00a0&#8220;Mi sento come quando ero uno studente all\u2019universit\u00e0, pieno d\u2019adrenalina- ha raccontato Parsani pochi momenti prima della partenza- \u201cHo la pelle d\u2019oca al pensiero dell\u2019avventura che mi aspetta, ma anche una grande tensione che mi toglie l\u2019appetito&#8221;.\u00a0La prima tappa, da Dammam alla capitale Riyadh, sar\u00e0 molto impegnativa:\u00a0450 chilometri in mezzo al deserto, da percorrere nei primi tre giorni. Ieri notte Parsani si \u00e8 fermato in un minuscolo villaggio abitato da 20 persone, mentre oggi si \u00e8 fermato nei pressi di una stazione di servizio e di una piccola moschea. Domani punter\u00e0 sulla Capitale. \u201cMi aspetta una forte escursione termica, con temperature intorno ai 3-4 gradi la mattina presto e punte di 32-33 gradi durante la giornata. Ma quello che temo di pi\u00f9 sono le\u00a0tempeste di sabbia alimentate dai forti venti\u00a0e dagli sbalzi termici. Indosser\u00f2 occhialini da piscina e una maschera come quella dei piloti di Formula 1, che mi protegger\u00e0 il viso e mi permetter\u00e0 di respirare bene\u201d. Nel suo viaggio Parsani alterner\u00e0 l\u2019utilizzo di una handbike a quello di un trike, grazie a un sistema di stimolazione elettrica funzionale (FES) che alimenter\u00e0 la pedalata. Ma sono molte altre le tecnologie di cui disporr\u00e0 il professore-atleta, che non a caso si \u00e8 definito \u201c<strong>un laboratorio scientifico itinerante<\/strong>\u201d. Tra queste, dei cerotti cutanei stampati in 3D con elettrodi per il rilevamento del segnale elettrocardiografico, un casco alimentato a energia solare e collegato a un sistema di droni che permette la localizzazione anche nelle zone pi\u00f9 impervie, e un network di sensori indossabili che permettono il passaggio dei dati attraverso il corpo di Matteo (Internet of Body).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; partita all&#8217;alba di ieri mattina &#8220;East to West\u201d, l&#8217;impresa del professor Matteo Parsani, docente presso la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST), che attraverser\u00e0 l\u2019Arabia Saudita percorrendo oltre 3.000 chilometri in un mese su una handbike. 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