{"id":35405,"date":"2023-12-23T17:43:34","date_gmt":"2023-12-23T16:43:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35405"},"modified":"2023-12-23T18:20:48","modified_gmt":"2023-12-23T17:20:48","slug":"tre-giorni-di-viaggio-parsani-e-a-riad-accolto-da-sua-altezza-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/23\/tre-giorni-di-viaggio-parsani-e-a-riad-accolto-da-sua-altezza-reale\/","title":{"rendered":"Tre giorni di viaggio: Parsani \u00e8 a Riad accolto da sua Altezza reale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/23\/tre-giorni-di-viaggio-parsani-e-a-riad-accolto-da-sua-altezza-reale\/parsa1-2\/\" rel=\"attachment wp-att-35406\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35406\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/parsa1-1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/23\/tre-giorni-di-viaggio-parsani-e-a-riad-accolto-da-sua-altezza-reale\/parsa2-2\/\" rel=\"attachment wp-att-35407\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35407\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/parsa2-1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/23\/tre-giorni-di-viaggio-parsani-e-a-riad-accolto-da-sua-altezza-reale\/parsa3\/\" rel=\"attachment wp-att-35408\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35408\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/parsa3-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il via pochi giorni fa da Damman, poi il deserto fino ad Alula e dopo aver fatto tappa nelle citt\u00e0 pi\u00f9 importanti dei musulmani, Medina e La Mecca torner\u00e0 a nord, a Jedda, prima di giungere al KAUST, dove si concluder\u00e0 l\u2019impresa. Matteo Parsani, 42 anni, bergamasco professore di matematica applicata in Arabia al Kaust, King Abdullah University of Sciences and technology, percorrer\u00e0 ogni giorno 150 chilometri per un mese e dopo 3mila chilometri arriver\u00e0 al traguardo. Una sfida tosta: per se stesso, per dimostrare che e persone con disabilit\u00e0 possono fare ci\u00f2 che non si immagina, per testare sul campo seguito da un vero e prorpio laboratorio medico quanto nelle lesioni spinali la riabilitazione possa essere affiancata e migliorata dall\u2019attivit\u00e0 sportiva e per raccogliere fondi per aiutare chi si trova nelle sua stessa sistuazione. \u00e9 il terzo giorno di viaggio e i &#8220;prof&#8221; \u00e8 arrivato, non con poca difficolt\u00e0 a Riad. La strada \u00e8 lunga ma, come dicono dalle sua parti, &#8220;<em>mola mia<\/em>&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>GIORNO 1: LA PARTENZA E LA TENTAZIONE DI RINUNCIARE MA &#8220;MOLA MIA&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>E&#8217; stata durissima. Per tutta la notte non ho chiuso occhio: ero molto nervoso e avevo dolori alle gambe. Appena sveglio ho anche pensato di non partire. Non di rinunciare ma di prendermi ancora un po&#8217; di tempo: volevo posticipare almeno di un giorno. Poi ho pensato al mio team, alla macchina organizzativa a a tutti gli sforzi e i sacrifici che hanno fatto e mi sono buttato. I primi venti chilometri sono stati difficili: fatica, qualche pensiero negativo, fame che ho cercato di tenere a bada mangiando barrette proteiche. Poi chilometro dopo chilometro ho cominciato a sentirmi meglio. Poco alla volta, siamo arrivati a destinazione: un piccolo paese sperduto nel nulla dove ho dormito in un trailer, uno di quei carrelli agganciati ad un&#8217;auto per il trasporto di bagagli ed attrezzature. Stravolto, ma soddisfatto. tra l&#8217;latro i primi test che riguardano gli studi medico scientifici legati a questa avventura sono stati un successo&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO DUE: GLI INCIDENTI, GLI INTOPPI E L&#8217;ARRIVO A TARDA SERA<\/p>\n<p>Partiamo verso le 8.30 con una temperatura di 10 gradi e un vento freddo, pungente, che mi taglia la pelle del viso. Mi copro bene e scendo in strada.\u00a0 Le sensazioni rispetto a ieri mattina sono migliori ma purtroppo poi\u00a0 inizia a girare male: durante il tragitto incontriamo due incidenti stradali. Il primo fila via abbastanza liscio e ci fa perdere poco tempo, il secondo invece no e ci costringe a uno stop fino alle 17.30. Da l\u00ec in poi diventa durissima. A quell\u2019ora cala il buio e i camion, che sono dalle 22 possono entrare a Riad, si mettono tutti in viaggio verso la citt\u00e0. Mi ritrovo su un\u2019autostrada a quattro corsie, con questi bestioni che mi sfrecciano di fianco, e nonostante le due macchine che mi accompagnano, una davanti e una dietro, non mi sento protetto. Ho paura. Arriviamo alla destinazione finale, un\u2019area di servizio che mi accoglie per la notte, con le mani e le labbra massacrati dal vento freddo. Ma \u00e8 andata. Il tempo di riposare e domani si ricomincia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO TRE:\u00a0 FINALMENTE RIAD, LA CENA CON SUA ALTEZZA E l&#8217;ONORE DEL CAMMELLO<\/p>\n<p>Sveglia all&#8217;alba pronti a partire.\u00a0 L&#8217;inizio non \u00e8 dei migliori, tira infatti un vento fortissimo, ovviamente contrario alla direzione dove dobbiamo andare. Ma non c&#8217;\u00e8 tempo per aspettare. Riparto e per i primi 50 chilometri la fatica \u00e8 enorme.\u00a0 Va cos\u00ec fino alla prima pausa quando ci fermiamo per pranzare, Decido di scendere dalla handbike e di salire sul trike, che \u00e8 in realt\u00e0 una bici assistita. Aziono il sistema di stimolazione elettrica Viktor, che mi aiuta a produrre la pedalata, e mi godo la seconda parte della giornata insieme a un collega che mi pedala al fianco. Abbiamo chiacchierato a lungo, rilassati, attraversando deserti di sabbia prima arancione e poi bianchissima. Sembra che niente possa rovinare questo momento ma non dura a lungo. All\u2019improvviso, a pochi metri da noi, c&#8217;\u00e8\u00a0 un violento tamponamento tra due camion. Rischiamo parecchio anche se\u00a0 ce ne rendiamo conto solo a posteriori, dopo aver guardato le immagini girati dalle nostre telecamere. L\u2019ingresso a Riad, sullo sfondo di un tramonto infuocato, ci ripaga di tutto, un&#8217;immagine di questo viaggio che rester\u00e0 impressa. Non solo bici e fatica. Dopo una doccia incontro Sua Altezza Reale Sultan bin Salman Al Saud, Presidente del King Salman Center for Disability Research, che mi invita per una cena nella sua fattoria e mi riserva uno dei pi\u00f9 grandi onori qui in Arabia Saudita: chiamer\u00e0 uno dei suoi cammelli appena nati con il mio nome.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il via pochi giorni fa da Damman, poi il deserto fino ad Alula e dopo aver fatto tappa nelle citt\u00e0 pi\u00f9 importanti dei musulmani, Medina e La Mecca torner\u00e0 a nord, a Jedda, prima di giungere al KAUST, dove si concluder\u00e0 l\u2019impresa. Matteo Parsani, 42 anni, bergamasco professore di matematica applicata in Arabia al Kaust, King Abdullah University of Sciences and technology, percorrer\u00e0 ogni giorno 150 chilometri per un mese e dopo 3mila chilometri arriver\u00e0 al traguardo. 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