{"id":35420,"date":"2023-12-26T19:52:59","date_gmt":"2023-12-26T18:52:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35420"},"modified":"2023-12-26T19:52:59","modified_gmt":"2023-12-26T18:52:59","slug":"attenti-a-quei-tre-lo-spettacolo-del-ciclocross","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/26\/attenti-a-quei-tre-lo-spettacolo-del-ciclocross\/","title":{"rendered":"Attenti a quei tre: lo spettacolo del ciclocross"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/26\/attenti-a-quei-tre-lo-spettacolo-del-ciclocross\/vdp-2\/\" rel=\"attachment wp-att-35422\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35422\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/vdp-300x208.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/vdp-300x208.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/vdp-768x533.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/12\/vdp.jpg 1012w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ci sono un olandese, un belga e un inglese che corrono in bici nel fango e spiegano, in un pomeriggio che sa ancora di Natale, come il ciclocross\u00a0 stia diventando il ciclismo del futuro e qual \u00e8 la strada molte federazioni dovrebbero imboccare per riportare i ragazzini a pedalare. Sembra l\u2019inizio di una barzelletta \u00e8 invece \u00e8 la fotografia di uno sport antico, spesso snobbato, che come l\u2019Araba Fenice\u00a0 risorge dalle sue ceneri e ritorna a catturare l\u2019attenzione di tifosi, sponsor e televisioni. Non solo epico e spettacolare ma soprattutto sicuro e capace di togliere un bel po\u2019 di paure a molti genitori che non se la sentono proprio di mandare i figli ad allenarsi sulle strade. Ci\u00f2 detto, la cronaca \u00e8 un dettaglio: sul circuito belga di <strong>Gavere<\/strong>, decima prova di\u00a0Coppa del Mondo, vince <strong>Mathieu van der Poel, Wout van Aert<\/strong> arriva secondo e terzo si piazza <strong>Tom Pidcock<\/strong> che per\u00f2 era partito i retrovia. Come da pronostico, come sempre, come spesso accade quando in gara ci sono questi tre che si dividono gloria e vittorie . L&#8217;olandese campione del mondo della\u00a0<strong>Alpecin-Deceuninck<\/strong>,\u00a0 un po&#8217; pi\u00f9 spesso degli altri due: \u00e8 alla quarta vittoria in quattro gare disputate, oggi chiude rapidamente la pratica facendo il vuoto su tutti quanti gi\u00e0 a met\u00e0 del primo giro e poi gestendo fino al traguardo il margine accumulato nelle prime tre tornate. Nulla da fare per <strong>\u00a0Van Aert<\/strong>\u00a0 nuovamente secondo e giunto all\u2019arrivo staccato di 36\u2033 inseguito da <strong>Pidcock<\/strong>\u00a0 che nel finale si mette dietro <strong>Joris Nieuwenhuis<\/strong> pi\u00f9 coriaceo che mai. Ciclismo allo stato puro. Classe, abilit\u00e0, fatica, rivalit\u00e0, potenza e incertezza che fanno di questo pedalare \u201coperaio\u201d il nuovo show,\u00a0 terra di conquista di grandi squadre e grandi campioni, teatro di imprese d\u2019altri tempi, senza troppi calcoli. Un mondo a s\u00e8. Un\u00a0 pianeta che brilla e che \u00e8\u00a0 sempre meno la palestra open air di\u00a0 chi vuol svernare in attesa delle gare sulla strada.\u00a0 Il ciclocross \u00e8 un\u2019altra cosa.\u00a0 Il fango di oggi in Belgio racconta tutto il fascino di un sport nato alla fine dell\u2019Ottocento nelle pianure della Francia e del nord Europa quando i ciclisti, che non avevano timore di uscire dalle vie principali, si azzardavano a pedalare tra campi e sentieri. Le strade erano spesso piene di buche o segnate dai solchi lasciati dai carri e per questo in molti passaggi bisognava smettere di pedalare, scendere di sella e continuare con la bici in spalla. Ci\u00f2 era e ci\u00f2 \u00e8 rimasto per una specialit\u00e0 che riporta indietro nel tempo, quando a sporcarsi la faccia e le gambe di terra c\u2019erano anche i campioni che, non \u00e8 un caso,\u00a0 stanno tornando. Da qui si dovrebbe ricominciare. Realizzando circuiti su cui gareggiare ma soprattutto su cui far allenare in sicurezza i ragazzi, anche nelle grandi citt\u00e0 o forse soprattutto nelle grandi citt\u00e0 dove parchi e spazi non mancano. Circuiti che non hanno bisogno di chiss\u00e0 quale investimento, lontani da traffico e auto per far crescere i pi\u00f9 giovani\u00a0 insegnando loro, come solo il ciclocross sa fare, come si va in bici,\u00a0 i trucchi per non cadere, come cavarsela in tutte le situazioni. E poi il fango. Il fango \u00e8 l\u2019inchiostro con cui si scrivono pagine indimenticabili dello sport. E\u2019 la polvere magica che ci fa tornare un po\u2019 tutti bambini quando si aspettava la pioggia per andare a giocare al campo. E\u2019 il coraggio di provarci lo stesso anche quando non si potrebbe o non si dovrebbe. Il fango \u00e8 l\u2019essenza del cross e\u00a0 di un ciclismo forse meno aristocratico per\u00f2 pi\u00f9 epico\u00a0 ma soprattutto con meno pericoli. Che con l\u2019aria che tira\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono un olandese, un belga e un inglese che corrono in bici nel fango e spiegano, in un pomeriggio che sa ancora di Natale, come il ciclocross\u00a0 stia diventando il ciclismo del futuro e qual \u00e8 la strada molte federazioni dovrebbero imboccare per riportare i ragazzini a pedalare. Sembra l\u2019inizio di una barzelletta \u00e8 invece \u00e8 la fotografia di uno sport antico, spesso snobbato, che come l\u2019Araba Fenice\u00a0 risorge dalle sue ceneri e ritorna a catturare l\u2019attenzione di tifosi, sponsor e televisioni. Non solo epico e spettacolare ma soprattutto sicuro e capace di togliere un bel po\u2019 di paure [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/12\/26\/attenti-a-quei-tre-lo-spettacolo-del-ciclocross\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35420"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35420"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35420\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35424,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35420\/revisions\/35424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}