{"id":3547,"date":"2011-12-26T18:35:12","date_gmt":"2011-12-26T17:35:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=3547"},"modified":"2011-12-26T18:35:12","modified_gmt":"2011-12-26T17:35:12","slug":"una-corsa-e-una-storia-per-riflettere-sul-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2011\/12\/26\/una-corsa-e-una-storia-per-riflettere-sul-natale\/","title":{"rendered":"Una corsa e una storia per riflettere sul Natale&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Belle le storie e belli\u00a0i racconti.\u00a0Soprattutto quando toccano i sentimenti\u00a0e quando ti fanno riflettere. Nelle grandi citta si va di corsa, nel senso che si va di fretta, e tutto si consuma molto pi\u00f9 velocemente. Anche il\u00a0Natale. \u00a0Si perde il gusto delle piccole cose,\u00a0 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 pazienza per apprezzare\u00a0la noia,\u00a0 c&#8217;\u00e8 un prezzo per tutto. E tutto vola via. Cos\u00ec pu\u00f2 capitare che, proprio correndo, uno ritrovi un po&#8217; di tempo fermarsi a riflettere, per rimettere in ordine i suoi pensieri oppure\u00a0 incontri uno sconosciuto che ti racconta una storia che sembra incredibile. Quella che segue mi \u00e8 arrivata da un&#8217;amica sulla e-mail. E vale la pena di leggerla.<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quello che non ho mai compreso e, tuttora mi sfugge, \u00e8 la capacit\u00e0 delle persone di prepararsi e attendere il Natale per poi scordarsene velocemente il giorno successivo. Come se fosse una di quelle cene, complesse ed articolate da preparare in cucina e poi, in pochi attimi viene consumata ,divorata, scordandosi di quanto tempo ci \u00e8 voluto a cucinare le gustose pietanze. Quest\u2019anno per me \u00e8 invece passato come una brezza, fresca e silente, quelle che si percepiscono ma non comprendono. Mi son sentita avvolgere un attimo senza poter decifrare le mie sensazioni e quando stavo per tradurle\u2026. era gi\u00e0 tardi ed esse scomparse. <\/strong><strong>Il nostro Sindaco ha deciso dovesse essere un Natale sottotono e le tanto amate lucine della Moratti son rimaste spente e inutilizzate in qualche magazzino oscuro ma, forse nei nostri cuori non ci dovrebbe essere la necessit\u00e0 di accendere le luminarie per capire che \u00e8 Natale. Perch\u00e9 abbiamo sempre la necessit\u00e0 di vedere all\u2019esterno ci\u00f2 che dovremmo sentire dentro di noi? Da anni oramai cerco e mi sforzo di unire il nucleo alla corazza e talora mi riesce davvero difficile ma poi ho capito come funziona. Non \u00e8 esattamente qualcosa che succede in automatico perch\u00e9 diveniamo prigionieri dei nostri stessi schemi mentali, i quali, col passare del tempo, diventano gabbie all\u2019interno delle quali ci muoviamo come degli automi. Ci fanno sentire protetti ed al sicuro, non ci spingiamo mai su terreni sconosciuti e questo sentore di protezione ci risparmia passi falsi e sconfitte.\u00a0 <\/strong><strong>Ieri sera ascoltavo alcuni racconti della vita di Steve Jobs e la famosa fase che l\u2019ha spinto e sostenuto per anni \u201dstay hungry, stay foolish\u201d mi ha colpito con forza. Non \u00e8 necessario essere malati terminali per capire che nella vita ci dobbiamo mettere in gioco anche a costo di renderci ridicoli. Nessuno o quasi si trova per caso di fronte a opportunit\u00e0 grandiose e promettenti, e, anche se ci\u00f2 di rado accade, i timori e le ansie ci rendono analitici e dubbiosi, trattenendoci da salire su quel treno. Ci accorgeremo solo dopo, una volta perduto, quando \u00e8 troppo tardi ed oramai alla stazione successiva, pronto a far salire qualcun altro. Spesso perdiamo talmente tanto tempo a riflettere e cercare dettagli per decidere se cogliere una chance che ne perdiamo semplicemente l\u2019opportunit\u00e0. Un pizzico di rischio o follia ci darebbe invece la possibilit\u00e0 di affacciarci a situazioni che, anche se negative, ci potrebbero insegnare e aprire nuove altre porte.\u00a0 <\/strong><strong>L\u2019altro giorno, per esempio, non avevo alcuna voglia di andare a correre ma, visto l\u2019accumulo di panettone e cibi natalizi, mi son costretta ad abbandonare il tepore casalingo. Correndo lungo il perimetro del parco, come un criceto nella sua ruota, mi si \u00e8 affiancato un anziano signore. Correva con piccoli passi ma veloce e inesorabile e con uno sguardo furbo e tagliente mi chiese se potesse correre in mia compagnia. Lievemente indispettita per quell\u2019anomala intrusione, feci solo un cenno di assenso piegando la testa. La velocit\u00e0 moderata ci permetteva qualche parola ma alla fine, macinando chilometri e chiacchiere, mi raccont\u00f2 parte della sua vita ed in particolar modo perch\u00e9 correva tutti i giorni.\u00a0 Paolo, cos\u00ec lo chiamer\u00f2, aveva perso la moglie ed entrambi i figli in un tragico incidente d\u2019auto anni fa e si era abbandonato ed affidato alle spire dell\u2019alcool. Dopo qualche anno buio, una notte si risvegli\u00f2 in mezzo ad una strada senza sapere dove fosse e come ci fosse arrivato. Gli abiti a brandelli ed il portafoglio scomparso. Con la mente ed i sentimenti annebbiati ed anestetizzati Paolo cerc\u00f2 di orientarsi ma non ricordava neppure dove abitasse. Trascorse per strada a chiedere aiuto ai passanti ma nessuno gli dava retta credendolo un senza tetto alcolizzato. Notando che ero sull\u2019orlo della commozione smise di raccontare e mi chiese qualcosa di me. L\u2019affanno non mi permise di dirgli molto anche perch\u00e9 la curiosit\u00e0 mi spingeva a domandargli come e dove avesse trovato la forza e motivazione per tornare a vivere, coabitando con l\u2019immenso dolore del suo gravissimo lutto. Mi disse che tornato a casa dopo i due giorni a vagabondare in preda alla confusione mentale, si rese conto che nulla era cambiato in lui. La casa era certamente ed insopportabilmente vuota ma, il suo cuore e la sua mente avevano finalmente abbracciato ed accettato la grave perdita. Semplicemente aveva smesso di combattere il dolore\u2026\u2026\u2026.Ora era in pace mi disse e correre lo faceva sentire pi\u00f9 vicino al suo stato naturale, la sua anima. Correndo riusciva ad avvicinarsi alla purezza dei sentimenti che lo aveva unito per decenni ai suoi famigliari e quasi poteva percepirne l\u2019amore e il respiro. Ancora una volta dovette smettere poich\u00e9 oramai piangevo come un salice e, ringraziandomi per averlo ascoltato, mi diede un buffetto sulla guancia allontanandosi con quel passo corto e ritmato.\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Non lo vidi pi\u00f9 ma pochi giorni successivi, entrando nel Parco dove son solita correre, vidi una macchina blu coi vetri dei passeggeri scuri, sembrava mi aspettasse e ne fui quasi intimorita, tanto che allungai il passo in direzione opposta. La macchina mi venne dietro e con la coda dell\u2019occhio vidi una figura vestita elegantemente con guanti e cappello. Teneva in mano un mazzo di rose bianche e, per ragioni ancora non chiare mi fermai e voltai. Si alz\u00f2 il cappello a tesa stretta per salutarmi e riconobbi in lui l\u2019anziano signore sudato e chiacchierone. Mi porse le rose ringraziandomi per le lacrime che avevo versato ascoltando la sua storia. Mi disse non esser mai riuscito a piangere dopo la scomparsa della sua famiglia ma vedere la mia commozione gli aveva permesso di comprenderne la profondit\u00e0 e accettarla. Paolo \u00e8 un uomo molto in vista e lo riconobbi per caso mesi dopo fotografato in un articolo di finanza. Talora raccontarci per comprenderci \u00e8 un mezzo potentissimo per accettare ci\u00f2 che tendiamo a negare.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Belle le storie e belli\u00a0i racconti.\u00a0Soprattutto quando toccano i sentimenti\u00a0e quando ti fanno riflettere. Nelle grandi citta si va di corsa, nel senso che si va di fretta, e tutto si consuma molto pi\u00f9 velocemente. Anche il\u00a0Natale. \u00a0Si perde il gusto delle piccole cose,\u00a0 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 pazienza per apprezzare\u00a0la noia,\u00a0 c&#8217;\u00e8 un prezzo per tutto. E tutto vola via. Cos\u00ec pu\u00f2 capitare che, proprio correndo, uno ritrovi un po&#8217; di tempo fermarsi a riflettere, per rimettere in ordine i suoi pensieri oppure\u00a0 incontri uno sconosciuto che ti racconta una storia che sembra incredibile. 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