{"id":35475,"date":"2024-01-05T16:34:38","date_gmt":"2024-01-05T15:34:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35475"},"modified":"2024-01-05T16:34:38","modified_gmt":"2024-01-05T15:34:38","slug":"parsani-in-handbike-nel-deserto-e-dura-ma-non-mi-arrendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/05\/parsani-in-handbike-nel-deserto-e-dura-ma-non-mi-arrendo\/","title":{"rendered":"Parsani in handbike nel deserto: &#8220;E&#8217; dura ma non mi arrendo&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/05\/parsani-in-handbike-nel-deserto-e-dura-ma-non-mi-arrendo\/parrrsa\/\" rel=\"attachment wp-att-35476\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35476\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/parrrsa-209x300.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/parrrsa-209x300.jpg 209w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/parrrsa.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a>\u00abIl 31 dicembre il mio primo pensiero quando mi sono svegliato non \u00e8 stato il cenone di fine anno: davanti a me avevo 170 chilometri da percorrere tra scenari meravigliosi, con labirinti di roccia e dune di sabbia, oasi e siti archeologici. Mai avrei pensato di festeggiare un Capodanno qui&#8230;\u00bb. Continua il viaggio del \u00abprof\u00bb <strong>Matteo Parsani,<\/strong> docente presso la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST), che sta attraversando l\u2019Arabia Saudita su una handbike. Un viaggio epico di oltre 3mila km che non \u00e8 solo una sfida fisica ma un messaggio di speranza per chi deve fare i conti con le difficolt\u00e0 quotidiane della disabilit\u00e0 e soprattutto un esperimento scientifico e tecnologico. Parsani, 42 anni, bergamasco che dal 2017 convive con una lesione midollare a causa di un incidente stradale, \u00e8 costantemente monitorato da tecnologie all\u2019avanguardia sviluppate da cinque laboratori scientifici del Kaust e i dati biologici raccolti dal Villa Beretta Rehabilitation Research Innovation Institute di Costa Masnaga (LC) permetteranno (grazie anche ad algoritmi di intelligenza artificiale) di valutare gli effetti di un\u2019attivit\u00e0 fisica estrema sul sistema nervoso di una persona con una lesione spinale. Nella lingua araba \u00abAthar\u00bb significa \u00ablasciare un segno\u00bb ed \u00abAthar East to west\u00bb ci\u00f2 vuole significare. Il via da Damman, il 17 dicembre scorso poi il deserto fino ad AlUla e dopo aver fatto tappa nelle citt\u00e0 pi\u00f9 importanti dei musulmani, Medina e La Mecca torner\u00e0 a nord, a Jedda, prima di giungere al Kaust, dove il 17 gennaio dove si concluder\u00e0 l\u2019impresa. Un viaggio fin qui duro ed impegnativo, con i pericoli delle strade, gli incidenti che ne hanno rallentato la marcia, con le tempeste di sabbia. Nei giorni scorsi Parsani ha percorso una delle tappe pi\u00f9 lunghe: ben 174 chilometri. \u00abMa non \u00e8 lo sforzo fisico a mettermi in crisi &#8211; racconta &#8211; Sono monitorato quotidianamente e i miei valori biologici sono nella norma. Ho solo perso un po\u2019 di peso, ma ci sta. \u00c8 la mente che comincia a dare segni di cedimento. Me ne sono accorto perch\u00e9 spesso mi sono ritrovato a pensare: arrivo a quella montagna e poi mi fermo&#8230;\u00bb. Ma poi ovviamente continua un po\u2019 per s\u00e9, molto per gli altri. \u00abNon sono un super eroe ma voglio dimostrare che, se uno dentro di s\u00e9 ha speranza e determinazione, si possono conquistare traguardi che prima, quando potevo camminare, non mi ero mai posto. Si tratta di riformulare il pensiero e cambiare prospettiva. Quando affrontiamo un momento di incertezza e ci sentiamo bloccati, dovremmo comunque essere grati, anche per le cose che ci sembrano ovvie. Dobbiamo avere fiducia, perch\u00e9 quando una porta si chiude, se ne apriranno altre quattro. E si aprono tutte su un balcone con vista sull\u2019oceano\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>GIORNO 9: VERSO LA SPOSA DEL NORD<\/p>\n<p>Il\u00a0 viaggio verso la citt\u00e0 di Hail, la \u201csposa del Nord\u201d come la chiamano qui in Arabia Saudita, comincia come sempre all&#8217;alba. Pedalo lungo un percorso piatto e regolare, attraverso un deserto che sembra non finire mai. E poi c&#8217;\u00e8 il vento che soffia forte e mi scatena forti dolori neuropatici alle gambe.\u00a0 Ma alla fine arriviamo. La citt\u00e0 ci accoglie sotto una pioggia mista a nevischio, che si confonde con la sabbia pi\u00f9 bianca. Giornata dura:\u00a0 in albergo i fisioterapisti mi aiutano con un lungo massaggio e mi applicare un tape sulla muscolatura. Sono cos\u00ec stravolto che dormo dieci ore filate. Non mi succedeva da quando avevo 20 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 10: LUNGO LA STRADA SEMPRE PIU&#8217;GENTE MI SALUTA<\/p>\n<p>Oggi si pedala alla volta di AlUla. E&#8217; uno dei tratti pi\u00f9 duri di questo viaggio per via dei continui cambi di pendenza del terreno e delle lunghe tappe. Una lunga fatica cos\u00ec come i 153 chilometri che mettiamo insieme in questa giornata lasciandoci piano piano alle spalle il campo del Crown Prince, Mohammad bin Salman Al Sa\u2019ud.\u00a0 Il bello di questa giornata e che il nostro passaggio \u00e8 sempre accompagnato da feste, eventi, gente lungo la strada pronta ad applaudirmi. Che un po&#8217; allevia la fatica&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 11: LA MIA TESTA COMINCIA A FAR FATICA<\/p>\n<p>Oggi ci aspetta un\u2019altra giornata intensissima, la seconda dell&#8217;avvicinamento verso AlUla. E&#8217; una delle tappe pi\u00f9 lunghe: ben 174 chilometri. Ma non \u00e8 tanto lo sforzo fisico a mettermi in crisi. Sono monitorato quotidianamente e i miei valori biologici sono nella norma. Ho solo perso un po\u2019 di peso, ma ci sta. \u00c8 la mente che comincia a dare segni di cedimento. Me ne accorgo perch\u00e9 sempre pi\u00f9 spesso mi ritrovo a pensare: \u201cArrivo a quella montagna e poi mi fermo\u201d. Ma poi, non so dove, trovo la forza di continuare. Forse nella musica&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 12: UN BRINDISI TRA OASI E DUNE<\/p>\n<p>\u00c8 il 31 dicembre, ma il mio primo pensiero quando mi sveglio non \u00e8 il cenone di fine anno: davanti a me ho 170 chilometri da percorrere. E&#8217; un bel macigno da spostare e trovo la forza nel pensiero del luogo che mi attende: AlUla. \u00c8 un posto meraviglioso, con labirinti di roccia e dune ondulate di sabbia, oasi e siti archeologici. Sembra di stare in un altro pianeta. Finalmente arriviamo. Dopo una doccia e un breve riposo, ci concediamo un brindisi al 2024. Mai avrei pensato di festeggiare un Capodanno qui.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abIl 31 dicembre il mio primo pensiero quando mi sono svegliato non \u00e8 stato il cenone di fine anno: davanti a me avevo 170 chilometri da percorrere tra scenari meravigliosi, con labirinti di roccia e dune di sabbia, oasi e siti archeologici. Mai avrei pensato di festeggiare un Capodanno qui&#8230;\u00bb. Continua il viaggio del \u00abprof\u00bb Matteo Parsani, docente presso la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST), che sta attraversando l\u2019Arabia Saudita su una handbike. Un viaggio epico di oltre 3mila km che non \u00e8 solo una sfida fisica ma un messaggio di speranza per chi deve fare i [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/05\/parsani-in-handbike-nel-deserto-e-dura-ma-non-mi-arrendo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35475"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35475"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35475\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35479,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35475\/revisions\/35479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}