{"id":35499,"date":"2024-01-10T17:55:58","date_gmt":"2024-01-10T16:55:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35499"},"modified":"2024-01-10T17:58:49","modified_gmt":"2024-01-10T16:58:49","slug":"parsani-in-handbike-in-arabia-dopo-18-giorni-raggiunto-il-mar-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/10\/parsani-in-handbike-in-arabia-dopo-18-giorni-raggiunto-il-mar-rosso\/","title":{"rendered":"Parsani in handbike in Arabia: dopo 18 giorni raggiunto il Mar Rosso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/10\/parsani-in-handbike-in-arabia-dopo-18-giorni-raggiunto-il-mar-rosso\/parrrsa2\/\" rel=\"attachment wp-att-35501\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35501\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/parrrsa2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/10\/parsani-in-handbike-in-arabia-dopo-18-giorni-raggiunto-il-mar-rosso\/parrrsa3\/\" rel=\"attachment wp-att-35502\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35502\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/parrrsa3-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/10\/parsani-in-handbike-in-arabia-dopo-18-giorni-raggiunto-il-mar-rosso\/parrsa5\/\" rel=\"attachment wp-att-35503\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35503\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/parrsa5-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Continua il viaggio del \u00abprof\u00bb\u00a0<strong>Matteo Parsani,<\/strong> docente presso la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST), che sta attraversando l\u2019Arabia Saudita su una handbike.\u00a0 E continua il suo diario che racconta giorno per giorno un&#8217;avvventura di oltre 3mila km che non \u00e8 solo una sfida fisica ma un messaggio di speranza per chi deve fare i conti con le difficolt\u00e0 quotidiane della disabilit\u00e0 e soprattutto un esperimento scientifico e tecnologico. Parsani, 42 anni, bergamasco che dal 2017 convive con una lesione midollare a causa di un incidente stradale, \u00e8 costantemente monitorato da tecnologie all\u2019avanguardia sviluppate da cinque laboratori scientifici del Kaust e i dati biologici raccolti dal Villa Beretta Rehabilitation Research Innovation Institute di Costa Masnaga (LC) permetteranno (grazie anche ad algoritmi di intelligenza artificiale) di valutare gli effetti di un\u2019attivit\u00e0 fisica estrema sul sistema nervoso di una persona con una lesione spinale. Nella lingua araba \u00abAthar\u00bb significa \u00ablasciare un segno\u00bb ed \u00abAthar East to west\u00bb ci\u00f2 vuole significare. Il via da Damman, il 17 dicembre scorso poi il deserto fino ad AlUla e dopo aver fatto tappa nelle citt\u00e0 pi\u00f9 importanti dei musulmani, Medina e La Mecca torner\u00e0 a nord, a Jedda, prima di giungere al Kaust, dove il 17 gennaio dove si concluder\u00e0 l\u2019impresa.<\/p>\n<blockquote><p>GIORNO 13: CAPODANNO NELLA CITTA&#8217; DI ROCCIA<\/p>\n<p>\u00c8 il primo di gennaio e l\u2019anno comincia con un regalo: la visita ad Hegra, un\u2019antica citt\u00e0 nascosta nella roccia, tra distese di sabbia che si estendono per chilometri. \u00c8 una delle attrazioni pi\u00f9 importanti dell\u2019Arabia Saudita, che si sta aprendo al turismo. Di solito, ci si arriva solo con dei pullman speciali, ma per noi le autorit\u00e0 fanno un\u2019eccezione, permettendoci di arrivare fin l\u00ec in bicicletta. Roba da far girare la testa, ma la mia, di testa, ogni tanto se ne va per conto suo. Mi assento senza volerlo, penso alla mia vita, a che cosa far\u00f2 dopo questa esperienza cos\u00ec carica di adrenalina. Nel tardo pomeriggio, la consegna di 21 biciclette a bambini disabili, mi riporta al presente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 14:\u00a0 COMINCIA IL VIAGGIO VERSO IL MAR ROSSO<\/p>\n<p>All\u2019alba lascio le montagne della regione di AlUla e inizio il nostro viaggio verso il Red Sea Global, una destinazione turistica a impatto zero ancora in via di sviluppo. Mi aspetta un viaggio di tre giorni, con due tappe intermedie prima di arrivare a destinazione. Dopo il deserto, attraverso distese di colline sempre pi\u00f9 verdi, in un continuo sue gi\u00f9 che, per\u00f2, non mi mette alla prova pi\u00f9 di troppo. Fisicamente sto bene, non ho dolore. Monto sul trike e metto in funzione il sistema di elettrostimolazione funzionale Viktor, che funziona benissimo nell\u2019aiutarmi a produrre la pedalata. I valori fisiologici sono nella norma, tutto procede come previsto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 15: TROPPA FATICA, LA MIA TESTA MI PRESENTA IL CONTO<\/p>\n<p>Un altro giorno di viaggio verso il Red Sea Global. Pi\u00f9 mi avvicino alla costa del Mar Rosso, pi\u00f9 il paesaggio torna a farsi arido. Oggi qualcosa si \u00e8 spento dentro di me: il fisico reagisce, ma la mia mente no. Sono svuotato, senza energie. La mia salvezza sono i ragazzi del team, a cui basta uno sguardo per capire e venirmi in aiuto. Negli ultimi 60 chilometri della tappa, Abdulaziz e Mayar, che considero amici, pedalano al mio fianco. Chiacchieriamo a lungo, ridiamo, ma ci concediamo anche momenti di silenzio assoluto, in cui abbiamo sono le emozioni a parlare. Come per magia, all\u2019arrivo, mi sento una persona nuova, ricaricata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 16: L&#8217;ARRIVO AL MARE: FINALMENTE UNA NOTTE IN HOTEL<\/p>\n<p>Parto all\u2019alba con un obiettivo che mi serve per trovare la carica: l\u2019arrivo al Red Sea Global, una zona grande come il Belgio, in cui stanno costruendo diversi hotel, sia sulle isole che sulla costa, all\u2019insegna di un turismo sostenibile e, soprattutto, accessibile a tutte le persone con disabilit\u00e0. Con il passare delle ore, e dei chilometri, la vegetazione si fa sempre pi\u00f9 folta. Merito degli alberi che sono stati ripiantati per ricreare la vegetazione del passato. Anche il caldo si fa sempre pi\u00f9 intenso. Arrivo in maniche corte e con le braccia leggermente scottate, ma felice di dormire in una camera d\u2019albergo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 17: OGGI RIPOSO&#8230;MI ALLENO IN BARCA<\/p>\n<p>Finalmente un giorno di riposo. Siamo tutti stravolti, anche i ragazzi che mi seguono guidando per ore, filmando il viaggio, tenendo sotto controllo la tecnologia che mi porto dietro. L\u2019allenamento di oggi \u00e8 in un posto speciale: su una barca per le competizioni paralimpiche. Una gita inaspettata che mi permette di cambiare scenario e di ricaricarmi mentalmente. Rientrati in hotel, dopo cena ci mettiamo a guardare le stelle. \u00c8 incredibile come siano luminose da qui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORANO 18: SECONDO GIORNO DI STACCO, MA C&#8217;E&#8217; LA PALESTRA<\/p>\n<p>Un altro giorno di stacco, sento di averne davvero bisogno. Approfitto della palestra dell\u2019albergo per fare qualche esercizio con i pesi e allenarmi con il vogatore. Sono abituato cos\u00ec. Anche a casa, nei giorni di riposo, il mio fisico non pu\u00f2 stare mai completamente fermo.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Continua il viaggio del \u00abprof\u00bb\u00a0Matteo Parsani, docente presso la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST), che sta attraversando l\u2019Arabia Saudita su una handbike.\u00a0 E continua il suo diario che racconta giorno per giorno un&#8217;avvventura di oltre 3mila km che non \u00e8 solo una sfida fisica ma un messaggio di speranza per chi deve fare i conti con le difficolt\u00e0 quotidiane della disabilit\u00e0 e soprattutto un esperimento scientifico e tecnologico. 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