{"id":35538,"date":"2024-01-17T16:56:14","date_gmt":"2024-01-17T15:56:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35538"},"modified":"2024-01-17T16:56:14","modified_gmt":"2024-01-17T15:56:14","slug":"parsani-con-la-handbike-verso-la-citta-sacra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/17\/parsani-con-la-handbike-verso-la-citta-sacra\/","title":{"rendered":"Parsani con la handbike verso la citt\u00e0 sacra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/17\/parsani-con-la-handbike-verso-la-citta-sacra\/18-2\/\" rel=\"attachment wp-att-35539\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35539\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/18-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/17\/parsani-con-la-handbike-verso-la-citta-sacra\/19-2\/\" rel=\"attachment wp-att-35540\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35540\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/19-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/17\/parsani-con-la-handbike-verso-la-citta-sacra\/attachment\/20\/\" rel=\"attachment wp-att-35541\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-35541\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/20-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un viaggio epico di oltre 3mila km che non \u00e8 solo una sfida fisica ma un messaggio di speranza per chi deve fare i conti con le difficolt\u00e0 quotidiane della disabilit\u00e0 e soprattutto un esperimento scientifico e tecnologico. <strong>Matteo Parsani,<\/strong> docente presso la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST),\u00a0 sta attraversando l\u2019Arabia Saudita su una handbike.\u00a0 Il viaggio continua e continua il suo diario che racconta giorno per giorno un\u2019avvventura di oltre 3mila km che non \u00e8 solo una sfida fisica ma un messaggio di speranza per chi deve fare i conti con le difficolt\u00e0 quotidiane della disabilit\u00e0 e soprattutto un esperimento scientifico e tecnologico. Parsani, 42 anni, bergamasco che dal 2017 convive con una lesione midollare a causa di un incidente stradale, \u00e8 costantemente monitorato da tecnologie all\u2019avanguardia sviluppate da cinque laboratori scientifici del Kaust e i dati biologici raccolti dal Villa Beretta Rehabilitation Research Innovation Institute di Costa Masnaga (LC) permetteranno (grazie anche ad algoritmi di intelligenza artificiale) di valutare gli effetti di un\u2019attivit\u00e0 fisica estrema sul sistema nervoso di una persona con una lesione spinale. Nella lingua araba \u00abAthar\u00bb significa \u00ablasciare un segno\u00bb ed \u00abAthar East to west\u00bb ci\u00f2 vuole significare.<\/p>\n<blockquote><p>GIORNO 19; CHI ME LO HA FATTO FARE?<\/p>\n<p>Riparto dal Red Sea Global e scendo sulla costa in direzione di Yambu\u2019, con una sosta intermedia. \u00c8 una giornata fredda, nonostante la vicinanza del mare, ma sto bene e l\u2019umore \u00e8 buono. Chi me lo ha fatto fare a infilarmi in un\u2019avventura del genere? Ogni tanto me lo chiedo. Il dubbio svanisce quando leggo i messaggi di tanti sconosciuti che mi dicono di vedere in me una fonte di ispirazione. Non ci avevo mai pensato. Io faccio le cose per il piacere di farle. Ma devo ammettere che questo affetto inaspettato mi d\u00e0 la carica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO20: INIZIO UNA CURA ANTIBIOTICA<\/p>\n<p>Arrivo a Yambu\u2019, una bella citt\u00e0 marittima sulla costa. L\u2019aria del Mar Rosso e la gente, che qui \u00e8 pi\u00f9 calorosa rispetto al resto del Paese, mi fanno sentire a casa. Oggi fa pi\u00f9 caldo, ma sto pagando questo su e gi\u00f9 delle temperature. I piedi e le tibie sono martoriate da fiacche e scottature che mi spediscono dritto dal chirurgo per delle medicazioni. Inizio a prendere degli antibiotici. Sono certo che si sistemer\u00e0 tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 21: LA META e&#8217; MEDINA, LA CITTA&#8217; SACRA<\/p>\n<p>Riparto verso Medina, una delle citt\u00e0 sacre per i musulmani. Per me \u00e8 una delle tappe pi\u00f9 dure: 178 chilometri in una zona montuosa, con continui saliscendi. La fatica \u00e8 enorme, il caldo asfissiante. Spesso mi ritrovo sul punto di fermarmi e mandare tutto all\u2019aria. Per la prima volta da quando sono partito, inserisco il primo cambio: procedo come una lumaca, a una velocit\u00e0 di 4,5 chilometri all\u2019ora, ma metro dopo metro conquisto l\u2019arrivo. Alla sera le scottature alle gambe sono ancora l\u00ec, ma sono cos\u00ec stravolto che passano quasi inosservate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 22: DEVO DAR TREGUA ALLE MIE BRACCIA<\/p>\n<p>La notte non \u00e8 mai abbastanza lunga per recuperare. E cos\u00ec parto la mattina prestissimo che mi sento gi\u00e0 svuotato. Mi aspettano altri 162 chilometri in direzione della citt\u00e0 dove Maometto ha fondato la comunit\u00e0 musulmana. Alterno la handbike al trike, per dare un po\u2019 di tregua alle braccia, ma mi devo fermare pi\u00f9 volte per mangiare qualcosa e cercare di recuperare un briciolo di energie. In questi momenti tutto il team si stringe intorno a me. Siamo un gruppo di persone di 7-8 nazionalit\u00e0 diverse, unite da un obiettivo: farmi arrivare alla fine di questo viaggio. Appena arrivato in albergo, il tempo di una doccia e di un pasto frugale, poi crollo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 23: LA ZONA VULCANICA<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019ultimo giorno del mio itinerario verso Medina. Sapere che questa tappa intermedia \u00e8 sempre pi\u00f9 vicina mi d\u00e0 forza. Pedalo attraversando una zona montuosa di origine vulcanica: un deserto nero punteggiato qua e l\u00e0 di improvvise aree verdissime, regalo del terreno ricco di sali minerali. Arrivo quando il sole \u00e8 gi\u00e0 tramontato e subito mi ritrovo nei tanti racconti ascoltati su questo luogo. \u00c8 una citt\u00e0 diversa da tutte le altre: non ci sono grattacieli e la gente \u00e8 pacifica. Regna una calma che non ho mai trovato altrove nel Regno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GIORNO 24: L&#8217;INCONTRO CON IL PRINCIPE DELLA FAMIGLIA REALE<\/p>\n<p>Finalmente un giorno di riposo. Non credo che avrei retto altre 24 ore sulla strada. Incontro il governatore della Regione, che \u00e8 un principe della famiglia reale. Si presenta in pompa magna, con tutto il suo seguito: indossano i vestiti tradizionali, le spade, e mi accolgono al ritmo dei balli locali. So che mi stanno riservando un grande onore e cerco di godermi il momento, ma la mente traballa. Alla fatica fisica delle ultime settimane si aggiunge quella mentale. Ma mancano pochi giorni, non posso mollare adesso.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Un viaggio epico di oltre 3mila km che non \u00e8 solo una sfida fisica ma un messaggio di speranza per chi deve fare i conti con le difficolt\u00e0 quotidiane della disabilit\u00e0 e soprattutto un esperimento scientifico e tecnologico. 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