{"id":35590,"date":"2024-03-26T17:34:03","date_gmt":"2024-03-26T16:34:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35590"},"modified":"2024-03-26T19:37:00","modified_gmt":"2024-03-26T18:37:00","slug":"le-biciclette-e-i-campanelli-dallarme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/03\/26\/le-biciclette-e-i-campanelli-dallarme\/","title":{"rendered":"Le biciclette e i campanelli d&#8217;allarme&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2023\/04\/29\/giro-labruzzo-si-prepara\/thumbnail_img_2523-4\/\" rel=\"attachment wp-att-34097\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-34097\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/04\/thumbnail_IMG_2523-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/04\/thumbnail_IMG_2523-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/04\/thumbnail_IMG_2523-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2023\/04\/thumbnail_IMG_2523.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Campanelli d&#8217;allarme sul mondo delle due ruote,\u00a0 bici s&#8217;intende. Il primo suona dando un&#8217;occhiata ai numeri presentati pochi giorni fa a Milano da <strong>Confindustria Ancma,<\/strong> l&#8217;associazione ciclo, motociclo e accessori. Il mercato 2023 della bicicletta in Italia incassa un calo del 23% sull&#8217;anno precedente il che significa essenzialmente due cose: la pandemia \u00e8 fortunatamente morta e sepolta e l&#8217;onda lunga che aveva provocato, con gli incentivi statali,\u00a0 pure e ora si fanno i conti con una solida frenata e un altrettanto solido eccesso di offerta. Il totale delle bici vendute nel 2023 supera di poco gli 1,3 milioni di pezzi\u00a0 e il volume d&#8217;affari \u00e8 pari a 2,6 miliardi decisamente in calo rispetto ai 3,2 di due anni fa. La bicicletta tradizionale ( fa un po&#8217; senso chiamarla muscolare) si ferma a 1.090.000 pezzi venduti ( -24%) mentre le e-bike arrestano la loro progressione a 273.000 unit\u00e0, il 19% in meno sull&#8217;anno precedente. \u00a0La tipologia di bici vendute rimarca l&#8217;andamento delle ultime tendenze di mercato. Tra le bici a pedalata assistita il 50%\u00a0 sono\u00a0 e-city, il 45% e-mtb, il 4% e corsa\/gravel, mentre le e-cargo rimangono attorno alla soglia dell&#8217;1%. Le eBike, come anticipato, sono ormai il 25% del totale di un mercato bici complessivo (erano l&#8217;11% nel 2019), all&#8217;interno del quale l&#8217;universo &#8220;muscolare&#8221; \u00e8 composto per il 29% da mountain-bike, 26% city-trekking, 15% bici da ragazzo, 8% corsa-gravel e 2% pieghevoli.\u00a0 <strong>Il secondo campanello d&#8217;allarme<\/strong> ha il suono sinistro della sicurezza.\u00a0 Soprattutto nelle grandi citt\u00e0,\u00a0 si fanno i conti con un rischio elevato di incidenti purtroppo spesso mortali e ci\u00f2 incide ( non poco) sulla scelta di utilizzare una bici per muoversi. Secondo il report dell\u2019Osservatorio ciclisti di ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale)\u00a0 lo scorso anno i ciclisti morti sulle strade\u00a0 sono stati 197. Un dato che, nonostante un leggero miglioramento, non si discosta molto dai dati degli ultimi quattro anni e ci\u00f2 significa due cose al netto del fatto che sono aumentati i ciclisti sulle strade: che il nostro Paese in quanto a sicurezza e rispetto per chi pedala non fa passi avanti e che tutti i grandi discorsi su infrastrutture, nuove norme, limiti e via elencando poco incidono nel limitare la mattanza. La maggior parte delle vittime \u00e8 over 65 e le regioni pi\u00f9 colpite sono la Lombardia (39), Emilia-Romagna (29) e Veneto (22). Che ovviamente sono le pi\u00f9 pianeggianti d\u2019Italia e dove l\u2019utilizzo delle due ruote \u00e8 pi\u00f9 abituale. <strong>Terzo campanello d&#8217;allarme<\/strong> suona per le norme, i divieti e ( purtroppo) l&#8217;approccio sempre ideologico che ne fa la politica.\u00a0 Dalle ciclabili alle zone a 30 orari, dalle nuove norme del codice della strada ai divieti e alle contravvenzioni ogni questione finisce sempre nella gazzarra di un dibattito che la politica porta su temi elettorali e di consenso. Con un finale &#8220;triste y solitario&#8221; come direbbe il grande Osvaldo Soriano il cui contributo pratico alla causa di chi pedala \u00e8 quasi sempre uguale allo zero. E da Bologna a Milano gli esempi sono parecchi e quasi mai edificanti. <strong>Il quarto campanello d&#8217;allarme<\/strong> \u00e8 un po&#8217; l&#8217;appendice di quanto appena scritto e ci\u00f2\u00e8 la vera mancanza di controlli sulle strade, sui limiti orari, sulle ciclabili, sulle tante bici per cos\u00ec dire elettriche che oggi sono in circolazione. L&#8217;elenco \u00e8 lungo. Assolutamente inutile fare le zone a 30 orari se non ci sono controlli elettronici della velocit\u00e0. I comuni disseminano le provinciali di autovelox dove servono solo\u00a0 far cassa con gli automobilisti ma poi dove andrebbero messi a garantire la sicurezza delle utenze deboli non ci sono. Idem per le ciclabili: inutile farle se restano zone franche di posteggio per mamme che accompagnano i figli a scuola, per chi si frema &#8221; un attimino&#8221; per fare la spesa o per chi carica e scarica e s&#8217; infuria pure perch\u00e8 &#8221; io sto lavorando&#8230;&#8221;. Le bici elettriche fanno storia a s\u00e8. O chi deve si decide a normarle in modo serio oppure si andr\u00e0 sempre pi\u00f9 nel pericoloso caos che \u00e8 diventata oggi la mobilit\u00e0 nelle grandi citt\u00e0 e non solo. Bici che ormai non sono pi\u00f9 bici ma veri e propri motorini che per\u00f2 non sono soggetti a limiti, regole e nessun controllo, che non hanno targa n\u00e8 assicurazione. Accrocchi assurdi con batterie legate con il nastro isolante ai telai, senza luci, con ruote inadatte a peso e velocit\u00e0, che sfrecciano, ovviamente senza necessit\u00e0 di pedalare, a 40 o 50 orari. Mezzi illegali che con le bici nulla hanno a che fare e a cui prima o poi ( meglio prima) qualcuno dovr\u00e0 porre un freno. <strong>Ultimo campanello d&#8217;allarme<\/strong> sono la rabbia e la maleducazione e vale per tutti. Non si capisce per quale motivo ma c&#8217;\u00e8 un livore crescente nei confronti di chi va in bici, un&#8217;aggressivit\u00e0 spesso gratuita e ingiustificata che monta e che fa paura. Vale per chi guida un&#8217;auto ma, a parti invertite, vale per chi va in bici soprattutto quando si fa forte in gruppo. Quindi \u00e8 un attimo far questione, \u00a0gli insulti sono gratis, le liti all&#8217;ordine del giorno, il pericolo che degenerino pure. Forse sarebbe il caso tutti di darsi una calmata, ma \u00e8 pi\u00f9 semplice a dirsi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Campanelli d&#8217;allarme sul mondo delle due ruote,\u00a0 bici s&#8217;intende. Il primo suona dando un&#8217;occhiata ai numeri presentati pochi giorni fa a Milano da Confindustria Ancma, l&#8217;associazione ciclo, motociclo e accessori. 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