{"id":35615,"date":"2024-01-30T18:36:42","date_gmt":"2024-01-30T17:36:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35615"},"modified":"2024-01-31T15:17:18","modified_gmt":"2024-01-31T14:17:18","slug":"strade-bianche-piu-lunghe-quasi-un-monumento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/30\/strade-bianche-piu-lunghe-quasi-un-monumento\/","title":{"rendered":"Strade Bianche pi\u00f9 lunghe, quasi un monumento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/30\/strade-bianche-piu-lunghe-quasi-un-monumento\/885558_915710565139910_6480469700976571074_o-2\/\" rel=\"attachment wp-att-35616\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35616\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/885558_915710565139910_6480469700976571074_o-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/885558_915710565139910_6480469700976571074_o-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/885558_915710565139910_6480469700976571074_o-1024x573.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/885558_915710565139910_6480469700976571074_o-768x429.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/885558_915710565139910_6480469700976571074_o-1536x859.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/01\/885558_915710565139910_6480469700976571074_o.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Era gi\u00e0 dura prima, ora di pi\u00f9. Le <strong>Strade Bianche<\/strong> si allungano per la prima volta oltre i duecento chilometri, 215 per la precisione. Che non sono solo un &#8220;dettaglio&#8221; che aggiunge fatica a fatica, polvere a polvere, epica ad epica. Oltre i &#8220;duecento&#8221; il ciclismo diventa nobilt\u00e0 e le classiche diventano monumenti, un po&#8217; come Fiandre e Roubaix, come Sanremo\u00a0 e Lombardia, come la Liegi&#8230;Quelle corse l\u00ec. La Classica del Nord pi\u00f9 a Sud d\u2019Europa in programma il 2 marzo da Siena a Siena \u00e8 sempre stata per dna in quel gruppo, senza bisogno di timbri o certificazioni. Serviva per\u00f2 qualcosina in pi\u00f9 e allora gli organizzatori di Rcs ci hanno messo mano aggiungendo una trentina di chilometri, con 12 settori di sterrato per le donne e 15 per gli uomini, una settantina di chilometri tra brecciolini tra rampe e discese, percentuali a doppia cifra.\u00a0 Con Ponte del Garbo, con Monte Sante Marie, con le Tolfe, con la nuova Strada del castagno con un circuito finale da ripetere due volte prima dell&#8217;ultimo muro, tremendo, di Santa Caterina. Roba da fuoriclasse, quasi sempre da campioni e da\u00a0<strong>Cancellara<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Kwiatkowski<\/strong>, da\u00a0<strong>Stybar<\/strong>\u00a0ad\u00a0<strong>Alaphilippe,<\/strong> a <strong>Van Aert, Van der Poel, Pogacar, Pidckock, <\/strong>\u00a0basta guardare i nomi di chi ha vinto su questi sterrati per capire che non \u00e8 mai per caso. Sabato 2 marzo toccher\u00e0 ai big, il giorno dopo largo agli amatori che saranno in settemila per un <em>sold out<\/em> che da queste parti preferiscono declinare in un pi\u00f9 comprensibile &#8220;tutto esaurito&#8221;. Epica, fatica, storia e campioni ma ci\u00f2 che fa la differenza \u00e8 sempre un&#8217;intuizione , anni fa, di Giancarlo Brocci un medico appassionato e visionario che le ha pensate e immaginate le strade bianche, sfida antica, eroica, da uomo solo al comando tra polvere o fango, tra vigne, filari, casali e contrade che sanno d\u2019altri tempi, tra\u00a0 cipressi alti, schietti e giovinetti. Una sfida che porta a riscoprire l\u2019anima e la meccanica del ciclismo che si alza sui pedali con la forza che serve per saltare via brecciole, buche e cunette che ti si parano davanti su salite che non ti aspetti. Con le ruote che slittano, s\u2019infangano, si fermano sugli strappi pi\u00f9 duri, con le incognite di un guasto o di una foratura che sfuggono tattiche e algoritmi.\u00a0 Ci\u00f2 che fa la differenza nelle Strade Bianche \u00e8 che la storia \u00e8 tornata recente e ha riportato il ciclismo al centro e alla\u00a0 sua origine. Che \u00e8 un\u2019origine semplice, popolare,\u00a0 che capiscono tutti senza necessit\u00e0 di intermediari: \u00a0vince il pi\u00f9 forte, punto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Era gi\u00e0 dura prima, ora di pi\u00f9. Le Strade Bianche si allungano per la prima volta oltre i duecento chilometri, 215 per la precisione. Che non sono solo un &#8220;dettaglio&#8221; che aggiunge fatica a fatica, polvere a polvere, epica ad epica. Oltre i &#8220;duecento&#8221; il ciclismo diventa nobilt\u00e0 e le classiche diventano monumenti, un po&#8217; come Fiandre e Roubaix, come Sanremo\u00a0 e Lombardia, come la Liegi&#8230;Quelle corse l\u00ec. La Classica del Nord pi\u00f9 a Sud d\u2019Europa in programma il 2 marzo da Siena a Siena \u00e8 sempre stata per dna in quel gruppo, senza bisogno di timbri o certificazioni. Serviva [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/01\/30\/strade-bianche-piu-lunghe-quasi-un-monumento\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35615"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35615"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35615\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35619,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35615\/revisions\/35619"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35615"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35615"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35615"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}