{"id":35682,"date":"2024-02-12T19:46:18","date_gmt":"2024-02-12T18:46:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35682"},"modified":"2024-02-12T20:27:58","modified_gmt":"2024-02-12T19:27:58","slug":"addio-a-kelvin-kiptum-un-predestinato-della-maratona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/02\/12\/addio-a-kelvin-kiptum-un-predestinato-della-maratona\/","title":{"rendered":"Addio a Kelvin Kiptum, un predestinato della maratona"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/02\/12\/addio-a-kelvin-kiptum-un-predestinato-della-maratona\/422101279_709119091306496_8378215568981552225_n\/\" rel=\"attachment wp-att-35683\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-35683\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/02\/422101279_709119091306496_8378215568981552225_n-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/02\/422101279_709119091306496_8378215568981552225_n-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/02\/422101279_709119091306496_8378215568981552225_n-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/02\/422101279_709119091306496_8378215568981552225_n.jpg 880w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Predestinato&#8221; si dice nello sport quando si racconta un campione . Ed ora, per chi crede che ci sia un destino gi\u00e0 scritto per ognuno di noi, che non esistano <em>&#8220;sliding doors&#8221;<\/em>, che poco o nulla si possa determinare e che le scelte della vita siano in realt\u00e0 solo un&#8217;illusione,\u00a0 la morte di <strong>Kelvin Kiptum <\/strong>fa venire i brividi e non solo perch\u00e8 pu\u00f2 sembrare assurdo morire\u00a0 a 24 anni. Aveva fissato l\u2019appuntamento con la storia il prossimo 14 aprile a Rotterdam per provare a correre la maratona sotto il limite delle due ore ma la sua gi\u00e0 straordinaria avventura terrena si \u00e8 interrotta prima, la notte scorsa\u00a0 su una strada di Eldoret, nell&#8217;Ovest del Kenia,\u00a0 dove con la sua auto \u00e8 finita prima contro un albero e poi in una scarpata di una sessantina di metri. Non c&#8217;\u00e8 stato nulla da fare. Nello schianto \u00e8 deceduto anche il suo allenatore<strong> Gervais Hakizimana<\/strong> che lo seguiva da quando aveva 14 anni<strong>. <\/strong>\u00a0Kiptum era la nuova frontiera della maratona mondiale, non una chimera, non una delle tante &#8220;gazzelle&#8221; degli altopiani che durano lo spazio di qualche stagione e poi svaniscono trasformandosi malinconicamente in &#8220;lepri&#8221;. Era uno di quei pochi destinati a lasciare un segno, probabilmente gi\u00e0 a giugno nei Giochi di Parigi.\u00a0 La sua \u00e8 una storia breve. Due anni fa si presenta a Valencia con il miglior debutto di sempre (2h01\u201953\u201d) e la terza prestazione di tutti i tempi, dopo <strong>Kenenisa Bekele<\/strong>\u00a0 e<strong> Eliud Kipchoge: <\/strong>due giganti.\u00a0 Si capisce subito che sar\u00e0 una stella dalla lucentezza abbagliante e infatti la sua \u00e8 un&#8217;ascesa repentina. Corre altre due maratone e le vince entrambe: nell&#8217;aprile dello scorso anno a Londra in 2h1&#8217;27&#8221; e\u00a0 ad ottobre a Chicago. Qui per\u00f2 arriva al traguardo in 2 ore e 35 secondi, nuovo primato mondiale strappato al sua compagno di nazionale, sua maest\u00e0 Kipchoge, il miglior maratoneta della storia. Ed \u00e8 gi\u00e0 il tempo della consacrazione.\u00a0 Due mesi fa a Monte Carlo viene infatti votato miglior atleta mondiale del 2023 insieme al velocista statunitense <strong>Noah Lyles<\/strong> e all&#8217;astista svedese\u00a0 <strong>Armand &#8220;Mondo&#8221; Duplantis<\/strong>, da una giuria della Federazione internazionale di atletica che di fatto lo incorona tra i grandi di sempre. Forse anche da l\u00ec ( anche da l\u00ec) nasce l&#8217;idea, il progetto, il sogno di provare a sgretolare il muro delle due ore in maratona, la madre di tutte le sfide. Ma a Rotterdam, il 14 Aprile, Kiptum non ci sar\u00e0, non era quello il suo cammino.\u00a0 Si muore nello sport cos\u00ec come si muore attraversando una strada, facendo un giro in moto la domenica o pedalando in una citt\u00e0. E\u2019 il rischio che c\u2019\u00e8 in ogni cosa che facciamo, forse \u00e8 la fatalit\u00e0, sicuramente \u00e8 il destino. Solo che quando capita ad un giovane di 24 anni, ad un atleta, ad un campione la morte sembra ancora pi\u00f9 inspiegabile. Perch\u00e8 non la metti in conto, ti aspetti altro dallo sport:\u00a0 l&#8217;esaltazione della vita, della gioia, del benessere condensati in un gesto fisico.\u00a0 Resta il disagio di raccontare una tragedia. Restano a piangere questo ragazzo la moglie e i figli Caleb e Precious, di 7 e 4 anni: il primo era nato quando lui era appena sedicenne. Una famiglia che aveva spesso dovuto sacrificare per essere competitivo: nei quattro mesi prima di una gara li vedeva solo alla domenica quando tornava nel villaggio di Chepsamo, a 40 chilometri da Eldoret, la sua &#8220;pista&#8221; di allenamento nella Rift Valley dove, come la maggioparte\u00a0 dei bambini del suo paese, da piccolo aveva fatto il pastore.\u00a0 Il Kenya piange un altro re della maratona 13 anni dopo la scomparsa di <strong>Samuel Wanjiru,<\/strong> oro olimpico di Pechino 2008 che nel 2011 mor\u00ec anche lui a soli 24 anni per una caduta dal balcone nella sua casa di Nyahururu, probabilmente durante una lite con la moglie. Destino anche quello.\u00a0 \u00abAmbizioso pensare di poter scendere sotto le due ore?- aveva risposto Kiptum poco tempo fa a chi gli chiedeva del tentativo di Rotterdam- Se la preparazione andr\u00e0 nel verso giusto e le condizioni ambientali lo permetteranno, ci prover\u00f2. Mi piacerebbe arrivare l\u00e0 dove nessuno \u00e8 arrivato&#8230;&#8221;. Volare via facendo ci\u00f2 che si ama di pi\u00f9 . Forse \u00e8 un consolazione, ma \u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00a0abbiamo\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Predestinato&#8221; si dice nello sport quando si racconta un campione . Ed ora, per chi crede che ci sia un destino gi\u00e0 scritto per ognuno di noi, che non esistano &#8220;sliding doors&#8221;, che poco o nulla si possa determinare e che le scelte della vita siano in realt\u00e0 solo un&#8217;illusione,\u00a0 la morte di Kelvin Kiptum fa venire i brividi e non solo perch\u00e8 pu\u00f2 sembrare assurdo morire\u00a0 a 24 anni. 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