{"id":35914,"date":"2024-03-29T19:32:53","date_gmt":"2024-03-29T18:32:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35914"},"modified":"2024-03-29T19:32:53","modified_gmt":"2024-03-29T18:32:53","slug":"bici-e-campanelli-dallarme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/03\/29\/bici-e-campanelli-dallarme\/","title":{"rendered":"Bici e campanelli d&#8217;allarme"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/03\/29\/bici-e-campanelli-dallarme\/thumbnail_img_2523-5\/\" rel=\"attachment wp-att-35915\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-35915\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/03\/thumbnail_IMG_2523-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/03\/thumbnail_IMG_2523-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/03\/thumbnail_IMG_2523-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/03\/thumbnail_IMG_2523.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Campanelli d\u2019allarme sul mondo delle due ruote,\u00a0 bici s\u2019intende. Il primo suona dando un\u2019occhiata ai numeri presentati pochi giorni fa a Milano da\u00a0<strong>Confindustria Ancma,<\/strong>\u00a0l\u2019associazione ciclo, motociclo e accessori. Il mercato 2023 della bicicletta in Italia incassa un calo del 23% sull\u2019anno precedente il che significa essenzialmente due cose: la pandemia \u00e8 fortunatamente morta e sepolta e l\u2019onda lunga che aveva provocato, con gli incentivi statali,\u00a0 pure e ora si fanno i conti con una solida frenata e un altrettanto solido eccesso di offerta. Il totale delle bici vendute nel 2023 supera di poco gli 1,3 milioni di pezzi\u00a0 e il volume d\u2019affari \u00e8 pari a 2,6 miliardi decisamente in calo rispetto ai 3,2 di due anni fa. La bicicletta tradizionale ( fa un po\u2019 senso chiamarla muscolare) si ferma a 1.090.000 pezzi venduti ( -24%) mentre le e-bike arrestano la loro progressione a 273.000 unit\u00e0, il 19% in meno sull\u2019anno precedente. \u00a0La tipologia di bici vendute rimarca l\u2019andamento delle ultime tendenze di mercato. Tra le bici a pedalata assistita il 50%\u00a0 sono\u00a0 e-city, il 45% e-mtb, il 4% e corsa\/gravel, mentre le e-cargo rimangono attorno alla soglia dell\u20191%. Le eBike, come anticipato, sono ormai il 25% del totale di un mercato bici complessivo (erano l\u201911% nel 2019), all\u2019interno del quale l\u2019universo \u201cmuscolare\u201d \u00e8 composto per il 29% da mountain-bike, 26% city-trekking, 15% bici da ragazzo, 8% corsa-gravel e 2% pieghevoli.\u00a0\u00a0<strong>Il secondo campanello d\u2019allarme<\/strong>\u00a0ha il suono sinistro della sicurezza.\u00a0 Soprattutto nelle grandi citt\u00e0,\u00a0 si fanno i conti con un rischio elevato di incidenti purtroppo spesso mortali e ci\u00f2 incide ( non poco) sulla scelta di utilizzare una bici per muoversi. Secondo il report dell\u2019Osservatorio ciclisti di ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale)\u00a0 lo scorso anno i ciclisti morti sulle strade\u00a0 sono stati 197. Un dato che, nonostante un leggero miglioramento, non si discosta molto dai dati degli ultimi quattro anni e ci\u00f2 significa due cose al netto del fatto che sono aumentati i ciclisti sulle strade: che il nostro Paese in quanto a sicurezza e rispetto per chi pedala non fa passi avanti e che tutti i grandi discorsi su infrastrutture, nuove norme, limiti e via elencando poco incidono nel limitare la mattanza. La maggior parte delle vittime \u00e8 over 65 e le regioni pi\u00f9 colpite sono la Lombardia (39), Emilia-Romagna (29) e Veneto (22). Che ovviamente sono le pi\u00f9 pianeggianti d\u2019Italia e dove l\u2019utilizzo delle due ruote \u00e8 pi\u00f9 abituale.\u00a0<strong>Terzo campanello d\u2019allarme<\/strong>\u00a0suona per le norme, i divieti e ( purtroppo) l\u2019approccio sempre ideologico che ne fa la politica.\u00a0 Dalle ciclabili alle zone a 30 orari, dalle nuove norme del codice della strada ai divieti e alle contravvenzioni ogni questione finisce sempre nella gazzarra di un dibattito che la politica porta su temi elettorali e di consenso. Con un finale \u201ctriste y solitario\u201d come direbbe il grande Osvaldo Soriano il cui contributo pratico alla causa di chi pedala \u00e8 quasi sempre uguale allo zero. E da Bologna a Milano gli esempi sono parecchi e quasi mai edificanti.\u00a0<strong>Il quarto campanello d\u2019allarme<\/strong>\u00a0\u00e8 un po\u2019 l\u2019appendice di quanto appena scritto e ci\u00f2\u00e8 la vera mancanza di controlli sulle strade, sui limiti orari, sulle ciclabili, sulle tante bici per cos\u00ec dire elettriche che oggi sono in circolazione. L\u2019elenco \u00e8 lungo. Assolutamente inutile fare le zone a 30 orari se non ci sono controlli elettronici della velocit\u00e0. I comuni disseminano le provinciali di autovelox dove servono solo\u00a0 far cassa con gli automobilisti ma poi dove andrebbero messi a garantire la sicurezza delle utenze deboli non ci sono. Idem per le ciclabili: inutile farle se restano zone franche di posteggio per mamme che accompagnano i figli a scuola, per chi si frema \u201d un attimino\u201d per fare la spesa o per chi carica e scarica e s\u2019 infuria pure perch\u00e8 \u201d io sto lavorando\u2026\u201d. Le bici elettriche fanno storia a s\u00e8. O chi deve si decide a normarle in modo serio oppure si andr\u00e0 sempre pi\u00f9 nel pericoloso caos che \u00e8 diventata oggi la mobilit\u00e0 nelle grandi citt\u00e0 e non solo. Bici che ormai non sono pi\u00f9 bici ma veri e propri motorini che per\u00f2 non sono soggetti a limiti, regole e nessun controllo, che non hanno targa n\u00e8 assicurazione. Accrocchi assurdi con batterie legate con il nastro isolante ai telai, senza luci, con ruote inadatte a peso e velocit\u00e0, che sfrecciano, ovviamente senza necessit\u00e0 di pedalare, a 40 o 50 orari. Mezzi illegali che con le bici nulla hanno a che fare e a cui prima o poi ( meglio prima) qualcuno dovr\u00e0 porre un freno.\u00a0<strong>Ultimo campanello d\u2019allarme<\/strong>\u00a0sono la rabbia e la maleducazione e vale per tutti. Non si capisce per quale motivo ma c\u2019\u00e8 un livore crescente nei confronti di chi va in bici, un\u2019aggressivit\u00e0 spesso gratuita e ingiustificata che monta e che fa paura. Vale per chi guida un\u2019auto ma, a parti invertite, vale per chi va in bici soprattutto quando si fa forte in gruppo. Quindi \u00e8 un attimo far questione, \u00a0gli insulti sono gratis, le liti all\u2019ordine del giorno, il pericolo che degenerino pure. Forse sarebbe il caso tutti di darsi una calmata, ma \u00e8 pi\u00f9 semplice a dirsi\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Campanelli d\u2019allarme sul mondo delle due ruote,\u00a0 bici s\u2019intende. Il primo suona dando un\u2019occhiata ai numeri presentati pochi giorni fa a Milano da\u00a0Confindustria Ancma,\u00a0l\u2019associazione ciclo, motociclo e accessori. 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