{"id":35991,"date":"2024-04-12T19:59:07","date_gmt":"2024-04-12T17:59:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=35991"},"modified":"2024-04-13T10:18:15","modified_gmt":"2024-04-13T08:18:15","slug":"van-aert-eroe-amato-e-sfortunato-come-nel-mito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/04\/12\/van-aert-eroe-amato-e-sfortunato-come-nel-mito\/","title":{"rendered":"Van Aert eroe amato e sfortunato: come nel Mito"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/04\/12\/van-aert-eroe-amato-e-sfortunato-come-nel-mito\/wout-3\/\" rel=\"attachment wp-att-35993\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35993\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/wout-291x300.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/wout-291x300.jpg 291w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/wout.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/a>Titoli di coda sul Giro di <strong>Wout Van Aert<\/strong>. Non ci sar\u00e0 ma \u00e8 stato bello anche solo sognare di vederlo sulle nostre strade e poco servirano a consolare le note di <strong>Lorenzo Jovanotti c<\/strong>he ha messo le sua firma sulla sigla ufficiale della corsa Rosa.\u00a0 Servirebbe un&#8217;altra musica . Tutta un&#8217;altra musica perch\u00e8 con il fiammingo sarebbe stato un Giro diverso, inutile negarlo. Quella di Van Aert con l&#8217;Italia\u00a0 \u00e9 una storia cominciata pi\u00f9 o meno sette anni fa quando sal\u00ec sul podio delle Strade Bianche e si present\u00f2 ai tifosi, che di ciclocross poco sapevano, ma intuirono all&#8217;istante che quel giovanotto dalla mani grandi da ciclista, il fisico potente e la\u00a0 faccia pulita da idolo delle teenager era qualcosa di pi\u00f9 che un ottimo ciclista. Il\u00a0 fiammingo fin\u00ec terzo dietro <strong>Tesj Benoot<\/strong> e <strong>Romain Bardet<\/strong>. Terzo ma primo per come and\u00f2. Perch\u00e8 cadde stremato sull\u2019ultimo strappo prima di Pazza del Campo, si rialz\u00f2, si rimise in sella e traballante arriv\u00f2 al traguardo facendo innamorare tutti. Una scena d&#8217;altri tempi con con lui terzo ma eroico, come eroiche sono le Strade Bianche, come eroico \u00e8 un po&#8217; il suo modo di correre, senza far troppi calcoli, generoso fin troppo, fino a cedere passo e vittoria a qualche compagno anche quando forse non si dovrebbe. Da un paio di giorni l&#8217;annuncio \u00e8 ufficiale: <strong>Wout van Aert<\/strong> no verr\u00e0 al Giro.\u00a0 Dopo la caduta in cui ha fratturato sterno, clavicola e costole un po&#8217; si immaginava e un po&#8217; si sapeva ma la speranza era che ce la facesse. E invece no e la notizia \u00e8 arrivata via social come funziona oggi: &#8220;Mi mi sto riprendendo dai postumi dalla caduta ma le fratture alle costole mi limitano parecchio- ha spiegato il campione della Visma Lease a bike- Ho provato a rimontare in sella, ma non riesco proprio a pedalare per allenarmi. A questo punto non posso fare diversamente, \u00e8 un peccato e sono davvero dispiaciuto di dover rinunciare anche al secondo grande obiettivo della stagione ma dobbiamo dare la priorit\u00e0 alla salute e al mio corpo serve tempo per recuperare&#8221;. Fine. Fine di un sogno italiano che era suo ma anche di un sacco di tifosi che non vedevano l&#8217;ora di seguirlo, vederlo, applaudirlo. I drammi sono altri ma \u00e8 un \u00e8 un peccato perch\u00e8, anche se Van Aert il Giro non lo avrebbe vinto, un Giro senza\u00a0 di lui \u00e8 tutta un&#8217;altra storia da raccontare. Perch\u00e8 \u00e8 uno dei pochi capaci di dare un senso ad ogni tappa, ad ogni volata, ad ogni fuga, ad ogni cronometro. Perch\u00e8 sa attaccare, inventare, sprintare, scalare, ricucire ma soprattutto sa vincere in un modo mai banale. Si fa in fretta ad innamorarsi di un corridore cos\u00ec. Tanti anni fa, dopo aver vinto un mondiale di ciclocross a Zolder,\u00a0 arriv\u00f2 giovanissimo in visita alle officine <strong>Colnago<\/strong> di Cambiago e l&#8217;<strong>Ernesto<\/strong>, che gli aveva costruito la bici della vittoria, lo battezz\u00f2 all&#8217;istante: &#8220;Questo qui- disse in dialetto milanese- \u00e8 uno che va lontano&#8230;&#8221;. Una profezia, una delle tante, di chi i grandi campioni li ha conosciuti e seguiti, gli ha preso misure, assecondato i capricci, li ha messi in sella. E infatti quel ragazzino di Herentals di strada ne ha fatta. Milano-Saremo, Gand-Wevelgem, Strade Bianche, nove vittorie di tappa al Tour ed altro ancora. Ma forse meno di ci\u00f2 che un fenomeno del suo talento avrebbe potuto, avrebbe dovuto, avrebbe meritato. Mancheranno al Giro la sua classe assoluta, il suo carisma,\u00a0 la sua generosit\u00e0 e il suo essere spesso sfortunato protagonista. S\u00ec perch\u00e8 la sfortuna spesso si accanisce sugli &#8220;eroi&#8221; e li rende un po&#8217; pi\u00f9 vulnerabili forse proprio per farli amare di pi\u00f9. Va cos\u00ec da sempre, nella storia e nel Mito che ci ha sempre raccontato di eroi mai troppo vincenti&#8230;. Non Achille, il pi\u00f9 forte degli Achei, ucciso da una freccia del pi\u00f9 vile dei guerrieri. N\u00e9 Ettore, il pi\u00f9 forte dei Troiani, ucciso da Achille e umiliato di fronte alle mura della sua citt\u00e0. Non Agamennone, il capo della spedizione, ucciso dall\u2019amante della moglie fedifraga non appena rimette piede a Micene. Il fiammingo \u00e8 in buona compagnia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Titoli di coda sul Giro di Wout Van Aert. Non ci sar\u00e0 ma \u00e8 stato bello anche solo sognare di vederlo sulle nostre strade e poco servirano a consolare le note di Lorenzo Jovanotti che ha messo le sua firma sulla sigla ufficiale della corsa Rosa.\u00a0 Servirebbe un&#8217;altra musica . Tutta un&#8217;altra musica perch\u00e8 con il fiammingo sarebbe stato un Giro diverso, inutile negarlo. Quella di Van Aert con l&#8217;Italia\u00a0 \u00e9 una storia cominciata pi\u00f9 o meno sette anni fa quando sal\u00ec sul podio delle Strade Bianche e si present\u00f2 ai tifosi, che di ciclocross poco sapevano, ma intuirono all&#8217;istante [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/04\/12\/van-aert-eroe-amato-e-sfortunato-come-nel-mito\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35991"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35991"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35991\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35997,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35991\/revisions\/35997"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}