{"id":36020,"date":"2024-04-16T20:47:57","date_gmt":"2024-04-16T18:47:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36020"},"modified":"2024-04-16T20:47:57","modified_gmt":"2024-04-16T18:47:57","slug":"maratona-di-boston-vincono-etiopi-e-keniani-ma-la-storia-e-unaltra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/04\/16\/maratona-di-boston-vincono-etiopi-e-keniani-ma-la-storia-e-unaltra\/","title":{"rendered":"Maratona di Boston,  vincono etiopi e keniani ma la storia \u00e8 un&#8217;altra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/04\/16\/maratona-di-boston-vincono-etiopi-e-keniani-ma-la-storia-e-unaltra\/boston\/\" rel=\"attachment wp-att-36021\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-36021\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/boston-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/boston-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/boston-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/boston-768x511.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/boston.jpg 1319w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La 128ma edizione della\u00a0<strong>Maratona di Boston<\/strong> ha visto al via oltre 33mila atleti. Tra gli uomini ha vinto l\u2019etiope <strong>Sisay Lemma in \u00a02h06:17<\/strong> \u00a0mentre tra le donne si \u00e8 imposta la \u00a0keniana<strong> Hellen Obiri <\/strong>in 2h22:37 . E la cronaca pu\u00f2 finire qui perch\u00e8 la maratona di Boston va al di la di chi la corre, di chi la vince, di campioni, storie, assenti e presenti. Boston \u00e8 Boston, la vera maratona americana, quella che conta. Pi\u00f9 di New York, considerata commerciale, da \u201cparvenu\u201d della fatica, da turisti. Boston \u00e8 Boston da sempre, da 128 anni sempre \u00a0il terzo luned\u00ec\u2019 \u00a0di aprile durante \u00a0il Patriot\u2019s day la festa che in Massachusetts celebra l\u2019inizio della rivoluzione. \u00a0Boston che si \u00e8 sempre corsa, senza mai un\u2019interruzione neanche durante guerre e terremoti. Boston \u00e8 il fiore all\u2019occhiello degli americani, il punto d\u2019orgoglio, la loro storia sportiva, il simbolo che conservano. Boston \u00e8 la maratona pi\u00f9 dura del mondo con quella sua collina spaccacuore a dieci chilometri dall\u2019arrivo; la pi\u00f9 iconica con l&#8217;arrivo \u00a0a\u00a0<b>Boylston Street <\/b>e la sua finish line in vinile che viene incollata a terra ogni anno (sempre la stessa) e poi lascia posto ad una striscia bianca disegnata il giorno dopo che rimane l\u00ec per tutto l&#8217;anno.\u00a0 Boston per noi \u00e8 la vittoria di <strong>Gelindo Bordin,<\/strong>\u00a0\u00a0il 16 aprile del 1990, dopo l\u2019oro ai Giochi del 1988,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 che\u00a0<\/span><span class=\"Apple-converted-space\">da queste parti scrisse un pezzo di storia che non canceller\u00e0 pi\u00f9 nessuno:\u00a0 primo in<\/span>\u00a02:08\u201919\u201d e primo campione olimpico a vincere anche a Boston. Mai pi\u00f9 successo. Boston \u00e8 una ferita riaperta dopo \u00a0le torri gemelle anche se poi si \u00e8 capito che non era la stessa cosa . Boston \u00e8\u00a0<strong>Kathrine Switzer<\/strong>\u00a0la prima donna a correre una maratona capace di cambiare una storia che allora vietava alle donne di correre le lunghe gare perch\u00e8 si temeva fossero dannose per la loro fertilit\u00e0. E\u2019 lei la prima in una gara ufficiale anche se vestita da uomo anche se un paio di chilometri dal traguardo un fotografo si accorge dell\u2019inganno. E la soprende. E\u00a0<strong>Jock Semple,<\/strong> che oltre ad essere un uomo dal carattere esuberante e rissoso \u00e8 da sempre l\u2019organizzatore. Quando si accorge di ci\u00f2 che sta succedendo salta gi\u00f9 dal pulmann della stampa e cerca di fermarla. La afferra e cerca strapparle il pettorale\u00a0 ma \u00a0l\u2019allenatore e il fidanzato che stanno correndo con lei permettono a Kathrine di sfuggire e di riprendere a correre mischiandosi nel gruppo verso il traguardo. \u00a0Finisce in\u00a0 4 ore e 20 minuti e \u00a0la storia di quella prima donna maratoneta fa il giro del mondo.\u00a0 Katherine Switzer \u00e8 \u00a0la prima ad avere sfidato e battuto le convenzioni e un divieto assurdo e senza senso. Partecipa altre otto volte alla Boston Marathon e nel 1974 vince con un tempo di 2:51. La sua maratona \u00e8 diventata quella di milioni di donne che da allora si iscrivono alle 42 chilometri nel mondo, le corrono e ci battono. Ovviamente tutto \u00e8 cominciato a Boston e vale pi\u00f9 di tante chiacchiere, di tanta inutile retorica, di tante stucchevoli mimose. Boston \u00e8 la maratona \u00a0pi\u00f9 longeva del mondo, inserita tra le sei Abbott World Marathon Majors, Tokyo, Londra, Berlino, Chicago e New York City. Boston sono trentatremila atleti al via che arrivano da tutto il mondo. Boston sono i sogni in un cassetto che magari si avverano quando meno te li aspetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La 128ma edizione della\u00a0Maratona di Boston ha visto al via oltre 33mila atleti. Tra gli uomini ha vinto l\u2019etiope Sisay Lemma in \u00a02h06:17 \u00a0mentre tra le donne si \u00e8 imposta la \u00a0keniana Hellen Obiri in 2h22:37 . E la cronaca pu\u00f2 finire qui perch\u00e8 la maratona di Boston va al di la di chi la corre, di chi la vince, di campioni, storie, assenti e presenti. Boston \u00e8 Boston, la vera maratona americana, quella che conta. Pi\u00f9 di New York, considerata commerciale, da \u201cparvenu\u201d della fatica, da turisti. 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