{"id":36043,"date":"2024-04-22T18:18:34","date_gmt":"2024-04-22T16:18:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36043"},"modified":"2024-04-22T21:17:04","modified_gmt":"2024-04-22T19:17:04","slug":"un-mondo-a-parte-anche-il-triathlon-lo-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/04\/22\/un-mondo-a-parte-anche-il-triathlon-lo-fa\/","title":{"rendered":"Un Mondo a parte: anche il triathlon lo fa&#8230;."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/04\/22\/un-mondo-a-parte-anche-il-triathlon-lo-fa\/milanotri_2023_15-2\/\" rel=\"attachment wp-att-36044\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-36044\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/MilanoTRI_2023_15-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/MilanoTRI_2023_15-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/MilanoTRI_2023_15-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/MilanoTRI_2023_15-1-768x513.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/04\/MilanoTRI_2023_15-1.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sul bastone del <strong>MilanoTri<\/strong> che va avanti e indietro sulle rive dell&#8217;Idroscalo ad un certo punto si resta in pochi. Non i migliori&#8230;C\u2019\u00e8 triathlon e triathlon ma non c&#8217;entrano le distanze. C&#8217;\u00e8 un triathlon che racconta un&#8217; altra storia, lontano parente di quello degli atleti veri e di chi fa sul serio, dei pi\u00f9 allenati&#8230; E\u2019 un triathlon che prova a scrollarsi via le rughe, che non vuole darla vinta al tempo, a qualche acciacco o a qualche chilo di troppo.\u00a0 Che sfida i giudizi di chi sentenzia che &#8220;c&#8217;\u00e8 una stagione per tutte le cose&#8221; ma che forse \u00e8 solo un alibi per non mettersi in gioco o, forse ancora, solo mancanza di coraggio oppure solo invidia&#8230;E&#8217; un triathlon di retrovia con pochi lustrini e poco pubblico, con le voci dello speaker in lontananza che annunciano il podio mentre c&#8217;\u00e8 chi ancora sta correndo, con le transenne che si svuotano, con i ristori che quasi sbaraccano. E\u2019 un triathlon dove, come si usa nel ciclismo, si fatica per non finire fuori tempo, per arrivare al traguardo, per portarsi a casa la maglia nera che fu di <strong>Malabrocca<\/strong> ma anche di tutti quelli che arrancano in fondo al gruppo. Con gli anni, con l\u2019esperienza dicono quelli che non vogliono fartela pesare, si apprezza anche il lento andare, che non \u00e8 un disonore. Anzi.\u00a0 E\u2019 il triathlon di chi sempre e comunque usa la muta, anche con l\u2019acqua a 27 gradi, anche con il sole di luglio, anche quando, per la bella giovent\u00f9, \u00e8 un peso pure il body. Ma tant\u2019\u00e8. E\u2019 un triathlon che sceglie linee defilate per non finire nella \u201ctonnara\u201d, che fatica a trovare il laccio della cerniera appena usciti dall\u2019acqua, che non mette i piedi nudi sopra le scarpe da bici per guadagnarsi tre secondi in zona cambio, che non usa gli elastici per tener dritti i pedali. Tanto non serve. E\u2019 il triathlon di chi \u201cT1\u201d e \u201cT1\u201d servono per rifiatare, rimettere a posto le idee, radunare le forze. E\u2019 il triathlon di chi all\u2019inizio corre piano, perch\u00e8 la bici indolenzisce i quadricipiti e dopo corre piano lo stesso perch\u00e8 a una certa et\u00e0 la fatica vale doppio. E\u2019 il triathlon di chi si allena a casaccio perch\u00e8 \u201ctiene\u201d un lavoro ma soprattutto \u201ctiene\u201d famiglia e quindi\u00a0 non \u201ctiene\u201d tempo. E allora un giorno si nuota, l\u2019altro si corre, quando c\u2019\u00e8 qualche ora in pi\u00f9 si esce in bici in un ordine assolutamente casuale e confuso. E\u2019 il triathlon dei compromessi che poi alla fine \u00e8 un alibi per giustificare il fatto di essere scarsi ovunque. E\u2019 il triathlon delle illusioni perch\u00e8, come dice un proverbio \u201cl\u2019occhio del padrone ingrassa il cavallo\u201d\u00a0 e allora, nella solitudine degli allenamenti ci sentiamo tutti eroi, ma poi quando ti passa a fianco tuo figlio capisci che fa un altro sport e vorresti scomparire. E\u2019 il triathlon che mischia le carte. Che mette tutti insieme, che tiene tutti insieme, E&#8217; il triathlon dove i ragazzi crescono (sani) facendo sport,\u00a0 dove imparano a conoscere la fatica e forse per questo si rispettano e cementano le amicizie, dove poi magari si perdono per strada ma qualcosa gli resta dentro e allora quando si ritrovano, anche dopo tanto tempo, \u00e8 come se il tempo dsi fosse fermato. Una\u00a0 famiglia allargata che ogni tanto si riunisce, come nelle cene di Natale. Cos\u00ec anche all&#8217;Idroscalo pochi giorni fa. In una infinita giornata di sport che ha messo insieme 2500 atleti, piccoli, piccolissimi, giovani giovanissimi, meno giovani, quasi anziani&#8230; \u00a0Magia di un evento che svela e rivela come anche uno sport duro come questo posa diventare festa, intrattenimento, voglia i stare insieme .\u00a0 Magia di uno sport che racconta quanto la fatica possa diventare un collante formidabile tra gli atleti, tra le persone, tra le generazioni. Campioni e \u201cpippe\u201d, giovani e non pi\u00f9 giovani, padri e figli,\u00a0 compagni e avversari, atleti che mollano e atleti che insistono. E, nonostante l\u2019et\u00e0, non si arrendono. C&#8217;\u00e8 un fantastico film girato in Abruzzo, campione di incassi, con Antonio Albanese e Virginia Raffaele che racconta come si possa vivere e sopravvivere felici\u00a0 in &#8220;un mondo a parte&#8221;. Ecco\u00a0 \u00e8 un po&#8217; cos\u00ec: &#8220;<em>la muntagna lo fa&#8230;<\/em>&#8220;. Anche il triathlon lo fa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sul bastone del MilanoTri che va avanti e indietro sulle rive dell&#8217;Idroscalo ad un certo punto si resta in pochi. Non i migliori&#8230;C\u2019\u00e8 triathlon e triathlon ma non c&#8217;entrano le distanze. 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