{"id":36108,"date":"2024-05-04T21:10:57","date_gmt":"2024-05-04T19:10:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36108"},"modified":"2024-05-04T21:10:57","modified_gmt":"2024-05-04T19:10:57","slug":"il-giro-di-tadej-comunque-vada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/05\/04\/il-giro-di-tadej-comunque-vada\/","title":{"rendered":"Il Giro di Tadej, comunque vada&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/05\/04\/il-giro-di-tadej-comunque-vada\/td2\/\" rel=\"attachment wp-att-36110\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-36110\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/td2-246x300.jpg\" alt=\"\" width=\"246\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/td2-246x300.jpg 246w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/td2.jpg 714w\" sizes=\"(max-width: 246px) 100vw, 246px\" \/><\/a>Dall&#8217;inizio alla fine <strong>Gianni Bugno<\/strong> resta l\u00e0 ma nel bene e nel male sar\u00e0 il Giro di <strong>Tadej Pogacar<\/strong>. Che la maglia rosa la prender\u00e0 domani ad Oropa, il traguardo di <strong>Marco Pantani.<\/strong> Che oggi non ce la fa perch\u00e8 a mettergli le ruote davanti sono <strong>Jonathan Narvaez<\/strong> e <strong>Maximilan Schachmann. <\/strong>Che\u00a0 sullo strappo mortifero di San Vito, una Redoute sabauda, annienta tutti tranne l&#8217;equadoriano della Ineos che gli resta attaccato non si sa come e lo liquida allo sprint. Che non ha rivali e forse questo \u00e8 il vero problema.\u00a0 Prima tappa che spiega, a chi aveva ancora dei dubbi, che giro sar\u00e0 questo 107.\u00a0 Sar\u00e0 il Giro di Tadej perch\u00e8 cos\u00ec sta scritto nella partitura che tanto ricorda la cavatina di Figaro nel Barbiere di Siviglia. Tutti cercano, tutti lo vogliono, tutti aspettano, lo guardano, lo studiano, lo applaudono&#8230; E&#8217; il destino dei campioni e non si sfugge. E lo sloveno non ha nessuna intenzione di sfuggire. Cos\u00ec pronti via fa &#8220;sconquassi&#8221; in 140 chilometri che sembrano scritti per una sfida per dilettanti e che invece lui decide di trasformare quasi in un tappone: fughe, distacchi, buchi, squadre che si sbriciolano, favoriti che gi\u00e0 da stasera favoriti non sono pi\u00f9.\u00a0 C&#8217;era fino a qualche anno fa un ciclismo appiattito sulle tattiche, c&#8217;\u00e8 n&#8217;\u00e8 uno oggi che sa di antico ma che \u00e8 immensamente moderno. Ed \u00e8 il ciclismo di questo sloveno dalla faccia pulita da studente un po&#8217; &#8220;secchione&#8221; . Uno di quelli che trovi a ripassare in un giardino del Politecnico o nel chiostro della Statale prima di un esame, uno di quelli svegli, che capiscono tutto al volo, che gli basta dare un\u2019occhiata agli appunti, che leggono una volta e ricordano, che non ripetono ad alta voce per\u00f2 poi gli esami li passano sena troppi patemi d\u2019animo. Uno di quelli che in bici al massimo fanno le ciclopedalate\u00a0 o che la domenica fanno la gita fuori porta con gli amici o con la fidanzata\u2026 Dal Colle della Maddalena a San Vito ha ribaltato una corsa e pazienza se poi l&#8217;ha persa. E pazienza se da domani si comincer\u00e0 a dire che cos\u00ec sfinisce squadra, che non sa cosa sia la tattica, che sbaglia, che esagera, che \u00e8 troppo&#8230; C&#8217;\u00e8 un ciclismo della logica e ce n&#8217;\u00e8 un altro che la logica la mette da parte. Un ciclismo che non fa di conto, audace e coraggioso che non ha paura di perdere e di far brutte figure. Un ciclismo che d\u00e0 ragione ai sognatori, a chi va controvento, a chi \u00e8 ostinato, ai romantici e che oggi si \u00e8 proprio divertito. C\u2019\u00e8\u00a0 il ciclismo di <strong>Tadej Pogacar\u00a0<\/strong>e c\u2019\u00e8 quello degli altri che sembrano due sport diversi. O forse no. Perch\u00e8 lo lascisfilare, ti fermi e guardare anche gli altri e scopri che c&#8217;\u00e8\u00a0 anche il ciclismo di <strong>Giulio Pellizzari,<\/strong> vent&#8217;anni, marchigiano della Bardiani al debutto al Giro che prova ad anticipare tutti e quando sul San Vito viene raggiunto da Pogacar che lo passa a doppia velocit\u00e0 prova ad attaccarsi: &#8220;Pi\u00f9 con il cuore che con le gambe- confessa- Perch\u00e8 lui \u00e8 il mio idolo&#8230;&#8221;. Anche per questo comunque vada sar\u00e0 il Giro di Tadej.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dall&#8217;inizio alla fine Gianni Bugno resta l\u00e0 ma nel bene e nel male sar\u00e0 il Giro di Tadej Pogacar. Che la maglia rosa la prender\u00e0 domani ad Oropa, il traguardo di Marco Pantani. Che oggi non ce la fa perch\u00e8 a mettergli le ruote davanti sono Jonathan Narvaez e Maximilan Schachmann. 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