{"id":36160,"date":"2024-05-14T16:22:35","date_gmt":"2024-05-14T14:22:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36160"},"modified":"2024-05-14T16:22:36","modified_gmt":"2024-05-14T14:22:36","slug":"un-secolo-fa-alfonsina-strada-prima-donna-al-giro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/05\/14\/un-secolo-fa-alfonsina-strada-prima-donna-al-giro\/","title":{"rendered":"Un secolo fa Alfonsina Strada, prima donna al Giro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/05\/14\/un-secolo-fa-alfonsina-strada-prima-donna-al-giro\/alfonmilano\/\" rel=\"attachment wp-att-36163\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-36163\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/alfonmilano-300x186.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/alfonmilano-300x186.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/alfonmilano.jpg 533w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Ringrazio le donne che hanno osato, per impeto, per ragione per amore, come Cristina, Rosalie dei Mille, Grazia, Tina, Nilde, Oriana, Samantha, Chiara, come Alfonsina che pedal\u00f2 forte contro il vento del pregiudizio. Grazie per aver dimostrato il valore delle donne italiane come spero di fare io\u2026&#8221;. Gi\u00e0, Alfonsina. <strong>Giorgia Meloni,<\/strong> nel suo primo discorso da presidente del Consiglio alla Camera, due anni fa ad ottobre, and\u00f2 a scovare nei ricordi e nella storia <strong>Alfonsina Strada.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alfonsina Morini da Riolo di Castelfranco Emilia che sposer\u00e0 poi Luigi Strada,<\/strong> nata il 16 marzo 1891 e detta \u00abil diavolo in gonnella\u00bb fu la prima donna ciclista in Italia a correre alla pari con i corridori maschi, per una specie di \u00abbuco\u00bb nel regolamento di allora, che non specificava, non ci si pensava proprio, il sesso dei concorrenti. Vinse 36 competizioni e corse due giri di Lombardia (1917 e 1918) e un Giro d\u2019Italia. E quel Giro part\u00ec da Milano esattamente un secolo fa, il 10 maggio alle tre di notte. Era la dodicesima edizione della \u00abCorsa Rosa\u00bb e non vide la partecipazione delle squadre pi\u00f9 importanti che disertarono la corsa a causa di un contenzioso sugli stipendi con gli organizzatori. Comunque si part\u00ec. Dodici tappe per 3.613 chilometri: vinse <strong>Giuseppe Enrici<\/strong>, nonostante una grave infezione al piede, e su 90 partenti, arrivarono al traguardo finale solo 30 eroici \u00absopravvissuti\u00bb. Alfonsina Strada prese il via con il numero 72, solo in due tappe arriv\u00f2 ultima e nella quart&#8217;ultima fin\u00ec fuori tempo massimo ma fu autorizzata a proseguire senza numero. Ma arriv\u00f2 a Milano.<\/p>\n<p><strong>Cento anni fa e una storia che tracci\u00f2 una via, apr\u00ec la strada ad vera rivoluzione sociale e culturale.<\/strong> Una storia che domenica mattina mattina il Museo del Ciclismo del Ghisallo a Magreglio ha fatto rivivere con una pedalata a Como con la Sartoria ciclistica, con lo spettacolo \u00abAlfonsina \u2013 Una vita sui pedali\u00bb di amelie Seib e con un talk con Cicliste per caso e Antonella Stelitano. Alfonsina, ribelle di una famiglia povera e numerosa, scopr\u00ec la bici a 10 anni quando suo padre gliela port\u00f2 a casa. Non aveva giochi e quindi si divertiva a pedalare. Forte, sempre pi\u00f9 forte, su un pezzo di via Emilia. Correva pi\u00f9 dei maschi e dava scandalo perch\u00e8 nel secolo scorso le donne che andavano in bici mica le guardavano come adesso. Ma lei se ne fregava e ogni domenica gareggiava, vinceva e nel 1911 stabil\u00ec il record mondiale di velocit\u00e0 femminile con oltre 37 chilometri orari. Corse un Giro di Lombardia con Costante Girardengo e poi un altro ancora finch\u00e8 nel 1924 arriv\u00f2 il Giro.<\/p>\n<p><strong>La storia di Alfonsina \u00e8 quella di un ciclismo da pionieri.<\/strong> Una storia di riscatto e di emancipazione fatta con il coraggio, con il cuore e con le pedivelle che fa scomparire il marketing delle mimose, che fa impallidire l\u2019antifascismo da salotto di oggi. Non fu facile per Alfonsina Strada arrivare al traguardo del Giro ma non fu facile in assoluto andare in bici in quel periodo in cui le donne erano chiamate a fare altro. Per le strade le gridavano \u00abdiavolo\u00bb, \u00abdannata\u00bb. Non si ferm\u00f2, tiro dritto come sempre fece nella sua vita. Al traguardo di Milano ricevette un mazzo di fiori e un premio di 5mila lire, da Vittorio Emanuele III Re d\u2019Italia. Non aveva mai visto una tale ricchezza in tutta la sua vita. Cos\u00ec, su una bici, fece la sua rivoluzione, una donna speciale fino alla morte. Mor\u00ec nel 1959, per un infarto, mentre percorreva in bici una strada del Lorenteggio. L\u00ec oggi si legge \u00abAlfonsina Strada \u2013 la prima donna a partecipare al Giro d&#8217;Italia\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Ringrazio le donne che hanno osato, per impeto, per ragione per amore, come Cristina, Rosalie dei Mille, Grazia, Tina, Nilde, Oriana, Samantha, Chiara, come Alfonsina che pedal\u00f2 forte contro il vento del pregiudizio. Grazie per aver dimostrato il valore delle donne italiane come spero di fare io\u2026&#8221;. Gi\u00e0, Alfonsina. Giorgia Meloni, nel suo primo discorso da presidente del Consiglio alla Camera, due anni fa ad ottobre, and\u00f2 a scovare nei ricordi e nella storia Alfonsina Strada. 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