{"id":36166,"date":"2024-05-15T20:49:00","date_gmt":"2024-05-15T18:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36166"},"modified":"2024-05-15T20:49:00","modified_gmt":"2024-05-15T18:49:00","slug":"il-giro-passa-dal-molise-il-resto-non-esiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/05\/15\/il-giro-passa-dal-molise-il-resto-non-esiste\/","title":{"rendered":"Il Giro passa dal Molise: il resto non esiste&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/05\/15\/il-giro-passa-dal-molise-il-resto-non-esiste\/moli-7\/\" rel=\"attachment wp-att-36167\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-36167\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/moli-300x208.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/moli-300x208.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/moli-1024x708.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/moli-768x531.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/moli.jpg 1317w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Da Foiano di Valfortore in Campania\u00a0 a Francavilla a Mare in Abruzzo. Oltre 200 chilometri regolati in volata da <strong>Jonathan Milan<\/strong> che vince la sua seconda tappa al Giro davanti a <strong>Kaden Groves<\/strong> e al nostro <strong>Giovanni Lonardi<\/strong> che prende il posto di <strong>Tim Merlier<\/strong> &#8220;punito&#8221; per aver stretto alle transenne <strong>Sebastian Molano<\/strong>. Fine della cronaca. Ma c&#8217;\u00e8 molto altro da raccontare. Oltre duecento chilometri attraversando il Molise che non \u00e8 vero che non esiste e non \u00e8 neppure vero, come ben declama dai microfoni della Rai l&#8217;ottimo <strong>Fabio Genovesi,<\/strong> che \u00e8 solo una terra di &#8220;passaggio&#8221;. Scorrono le immagini e si capisce al volo che per chi pedala, e non solo per chi pedala, queste antiche strade dove una volta passavano tratturi e transumanze sono una sorprendente magia. Strade silenziose, zitte, dove Molise e Abruzzo sono terra di confine e dove pedalare \u00e8 davvero uno sport che ti rimette in pace con l\u2019anima. Strade tranquille e silenziose come le montagne del parco d\u2019Abruzzo che da qualche anno si \u00e8 allargato anche a Lazio e Molise, che poco cambia, che resta un incanto. Non si sente un rumore. Zone di orsi, di cervi e di lupi con il marchio della Marsica, <strong>&#8220;Mondi a parte&#8221;<\/strong> che ancora conoscono fortunatamente un turismo discreto, non invadente e molto spesso neppure quello. Paesi e passi quasi dimenticati,\u00a0 \u201cfuori dalle rotte\u201d come si dice in questi casi e non si sa se aggiungere per fortuna o per sfortuna perch\u00e8 poi il turismo porta benessere ma toglie pace e tranquillit\u00e0. &#8220;Un terra di tratturi usati da popoli antichi prima ancora che dai sanniti e dai romani- racconta Genovesi- Vie che d&#8217;inverno servivano per portare le greggi verso il caldo, cio\u00e8 verso il mare delle Puglie e d&#8217;estate al fresco verso le cime dell&#8217;Abruzzo. Strade larghe, larghissime che avevano la misura precisa in larghezza di 111,6 metri per permettere il transito degli animali,\u00a0 che toccano oltre 70 comuni del Molise, che un tempo vennero usate da pastori,\u00a0 pellegrini e militari e che ora sono diventate patrimonio mondiale dell&#8217;Unesco&#8230;&#8221;. Il Giro passa, va verso il mare in questa sua velocissima &#8220;transumanza&#8221; ciclistica fatta di scatti e controscatti consegna una cartolina molisana che racconta un&#8217;Italia che da queste parti \u00e8 ancora preziosa e custodita. Da Cerro al Volturno a\u00a0 Rionero Sannitico, da Isernia a Boiano\u00a0\u00a0a\u00a0\u00a0Campitello, dalle\u00a0\u00a0Mainarde al\u00a0\u00a0Matese questa \u00e8 terra di grandi montagne, grandi freddi e\u00a0 grandi silenzi. E\u2019 terra\u00a0 di storia con il teatro\u00a0 romanico \u00a0Pietrabbondante,\u00a0 con gli scavi archeologici di Sepino, con quelli sannitici di Castel San Vincenzo. E\u2019 terra di laghi e castelli in molti suoi angoli dimenticata. E terra che non sa essere ruffiana, che applaude e sorride a chi pedala. Non c\u2019\u00e8\u00a0 traffico, non c\u2019\u00e8 rumore, non c\u2019\u00e8 pericolo. E soprattutto su molte strade per chilometri e chilometri non si incontra anima viva. Uno spazio quasi incantato.\u00a0 Le bici vanno con le gambe e con il cuore in un lento pedalare che libera la mente. Solo qui, il resto non esiste&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da Foiano di Valfortore in Campania\u00a0 a Francavilla a Mare in Abruzzo. Oltre 200 chilometri regolati in volata da Jonathan Milan che vince la sua seconda tappa al Giro davanti a Kaden Groves e al nostro Giovanni Lonardi che prende il posto di Tim Merlier &#8220;punito&#8221; per aver stretto alle transenne Sebastian Molano. Fine della cronaca. Ma c&#8217;\u00e8 molto altro da raccontare. Oltre duecento chilometri attraversando il Molise che non \u00e8 vero che non esiste e non \u00e8 neppure vero, come ben declama dai microfoni della Rai l&#8217;ottimo Fabio Genovesi, che \u00e8 solo una terra di &#8220;passaggio&#8221;. 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