{"id":36229,"date":"2024-05-26T19:51:00","date_gmt":"2024-05-26T17:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36229"},"modified":"2024-05-31T15:52:21","modified_gmt":"2024-05-31T13:52:21","slug":"tadej-non-ha-vinto-solo-il-giro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/05\/26\/tadej-non-ha-vinto-solo-il-giro\/","title":{"rendered":"Tadej non ha vinto solo il Giro&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/05\/26\/tadej-non-ha-vinto-solo-il-giro\/pgghi\/\" rel=\"attachment wp-att-36230\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-36230\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/pgghi-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/pgghi-208x300.jpg 208w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/05\/pgghi.jpg 590w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>Spettacolo nello spettacolo il Giro si chiude nella maestosit\u00e0 di Roma con la vittoria di <strong>Tim Merlier<\/strong> che batte un gigantesco <strong>Jonathan Milan<\/strong> che resta a piedi a 9 km dell&#8217;arrivo e rientra con un&#8217;azione fantastica che sfuma di un nulla. Vince <strong>Tadej Pogacar<\/strong> ed \u00e8 una vittoria annunciata. Dopo uno sloveno un altro sloveno anche se l&#8217;anno scorso <strong>Primoz Roglic<\/strong> vinse un Giro al cardioplama esattamente il contrario di questo 107 dove il finale si conosceva ancor prima di partire. Un Giro senza storia, senza avversari, senza sfida. Con Tadej il ciclismo rivede uno dei suoi dogmi: non pi\u00f9 &#8220;duello&#8221; ma &#8220;assolo&#8221; che potrebbe sembrare un&#8217;eresia \u00e8 invece non lo \u00e8, soprattutto se a calcare le strade e ad infiammare i tifosi c&#8217;\u00e8 questo ragazzo sloveno dai modi gentili che per tre settimane non si \u00e8 risparmiato e a ha mostrato a tutti\u00a0 la meraviglie di cui \u00e8 capace. Un dominio assoluto, con sei tappe vinte, con una superiorit\u00e0 pi\u00f9 che netta, con distacchi che si contano nell&#8217;ordine delle decine di minuti, con la sensazione che non ci fosse modo per nessuno non di batterlo ma neppure di impensierirlo. Ma non \u00e8 stata solo una grande vittoria solo dal punto di vista tecnico. Pogacar ha dominato questo Giro anche dal punto di vista personale e mediatico. Ha portato un tratto di educazione, di leggerezza e di umanit\u00e0 che hanno aggiunto molto al suo essere fuoriclasse in sella. Oltre alle vittorie ad Oropa,\u00a0 sul Grappa, nella crono di Perugia, altri\u00a0 fotogrammi\u00a0 resteranno per sempre negli archivi della storia. Rester\u00e0 la borraccia che sul Grappa Tadej ha messo nelle mani di quel bimbo che gli correva accanato, che lo ha conquistato per sempre, che ha gettato un seme sul fatto che possa crescere da sportivo e non solo da sportivo con quei valori. Resteranno l&#8217;abbraccio e l&#8217;emozione di <strong>Giulio Pellizzari,<\/strong> battuto ma che chiede al suo idolo a fine tappa, come un fan qualunque, gli occhiali e a cui lo sloveno regala anche la maglia. E ancora. Rester\u00e0 sulla salita del grappa quel &#8220;Dai andiamo&#8230;&#8221; detto sempre a Giulio Pellizzari raggiunto a tre chilometri dalla vetta anzich\u00e8 passarlo in tromba come avrebbe sicuramente potuto fare. Resteranno i saluti ai tifosi sloveni scesi in massa a salutare il loro campione vittorioso a Bassano, resteranno i sorrisi, gli applausi anche le &#8220;gag&#8221; come quando a Livigno, prima di partire nella tormenta, da intervistato Tadej diventa intervistatore rubando per qualche secondo il microfono al telecronista Rai. Chi pensa male (c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che pensa male) sospetta che sia tutto un po&#8217; studiato e che sia facile e troppo comodo far gesti belli quando si vince senza troppa fatica. Pu\u00f2 darsi. Per\u00f2 &#8220;i gesti belli&#8221; bisogna farli.\u00a0 E il ciclismo vive di grandi gesti.\u00a0 Lo scorso anno, dopo aver perso il Giro per 14 secondi nell&#8217;ultima crono in salita sul Monte Lussari, la prima cosa che fece \u00a0<strong>Geraint Thomas <\/strong>fu quella di abbracciare\u00a0Primoz Roglic per poi twittare: \u201c<em>Chapeau<\/em> Primoz, te lo meriti amico\u2026\u201d. Certo non va sempre cos\u00ec. Ci sono quelli che stanno a ruota tutto il tempo e poi ti fregano, che fingono di non averne pi\u00f9 e poi sprintano, che fanno i furbi e vincono.\u00a0 Ma il ciclismo \u00e8 sempre capace di sorprendere con immagini che tengono vivi storia e futuro. C\u2019\u00e8 sempre stata la borraccia di<strong>\u00a0Fausto Coppi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Gino Bartali<\/strong>\u00a0, c\u2019\u00e8 la stretta di mano\u00a0 tra\u00a0<strong>Jonas Vingegaard<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Tadej Pogacar\u00a0<\/strong>al Tour che si aspettano dopo una caduta mentre si stanno giocando il primato e si potrebbe continuare. Attimi fuggenti che mettono insieme valori antichi\u00a0 come la lealt\u00e0, l\u2019amicizia, la stima e il rispetto che lo sport eleva.\u00a0 Verranno i bastian contrari a dirci che in uno sport dove ormai impera il business \u00e8 tutta una pantomima,\u00a0 parte di uno show.\u00a0 Verranno i pi\u00f9 sgamati a spiegarci che il ciclismo non pu\u00f2 dare lezioni e tireranno in ballo la solita storia di chi bara col doping. Pazienza, anzi: <em>chissenefrega<\/em>.\u00a0 I gesti, l&#8217;epica e anche la retorica sono la forza di uno sport senza tempo. E con Tadej tutto continua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Spettacolo nello spettacolo il Giro si chiude nella maestosit\u00e0 di Roma con la vittoria di Tim Merlier che batte un gigantesco Jonathan Milan che resta a piedi a 9 km dell&#8217;arrivo e rientra con un&#8217;azione fantastica che sfuma di un nulla. Vince Tadej Pogacar ed \u00e8 una vittoria annunciata. Dopo uno sloveno un altro sloveno anche se l&#8217;anno scorso Primoz Roglic vinse un Giro al cardioplama esattamente il contrario di questo 107 dove il finale si conosceva ancor prima di partire. Un Giro senza storia, senza avversari, senza sfida. 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